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Capezzolo



In questa pagina parleremo di : allattamento

Seno


La mammella è un organo ghiandolare pari, e viene comunemente chiamato seno o petto. E’ un organo presente sia nell’uomo che nella donna, ed ha la stessa conformazione in entrambi i sessi, prima della soglia della pubertà. Superata questa, conserverà la medesima forma,senza variazioni nell’uomo, mentre, nella donna invece si svilupperà una massa adiposa, che muterà ancora durante la gravidanza. Nelle donne, il seno, costituisce un organo di nutrizione per il proprio figlio, e un simbolo fortissimo di sessualità. Il tessuto mammario è composto da:

Una componente ghiandolare, ognuna delle quali, ha uno sbocco verso il capezzolo.

Una componente adiposa in cui ci sono le strutture ghiandolari.

Una componente fibrosa di sostegno.

La mammella femminile può essere costituita in quattro quadranti, e da linee perpendicolari che si intersecano presso il capezzolo. Al centro della mammella si trova il capezzolo appunto, che ha funzioni diversificate. Ha una forma tondeggiante, tecnicamente la forma viene detta “conica” ed ha nella regione principale e maggiormente in evidenza, circa venti forellini, i cosiddetti “pori lattiferi” che, nella donna, serviranno per l’allattamento della prole. Il capezzolo è circondato dall’areola, una zona pigmentata. Sia l’uno che l’altro sono dotati di sottili muscolature che ne permettono la contrazione. Quando quest’ultima avviene, (e può avvenire per svariate ragioni) il capezzolo è in erezione, mentre l’areola tende a rimpicciolirsi e a restringersi intorno ad esso. Sarà quindi più in evidenza il capezzolo stesso che l’areola quando avviene la contrazione e questa permette anche il naturale defluire del latte durante il periodo di allattamento. E’ attraverso il capezzolo che fuoriesce prima del liquido chiaro (questo accade generalmente poco prima del parto) e poi del vero e proprio latte. E’ dunque una parte del corpo femminile fondamentale, oltre che simbolica. Il seno femminile, è nell’immaginario collettivo è associato all’erotismo, alla sessualità, alla bellezza, al desiderio. Il capezzolo che a differenza del seno è completamente coperto, è una parte del corpo di una donna particolarmente desiderata e attraente. Piccolo, grande, chiaro scuro, dilatato o inturgidito, il capezzolo è oggettivamente bello da vedere, e rappresenta l’eros, la sessualità. Insieme agli organi genitali, i capezzoli sono stati promossi a “zona erogena”. Al pari dei genitali infatti, nei quali si concentra il cosiddetto punto “G” , i capezzoli, se stimolati producono piacere ed eccitazione. Anche la scienza oggi riconosce al capezzolo la stessa importanza del clitoride e della vagina nell’atto sessuale e nella stimolazione. Negli Stati Uniti infatti, è stata condotta una ricerca in merito. L’esperimento consisteva nel chiedere ad una gruppo campione di donne, di età compresa tra i venticinque e i cinquant’anni circa di stimolarsi i capezzoli, mentre veniva eseguita una risonanza magnetica. Lo stesso esperimento veniva fatto eseguire ad un gruppo campione di uomini, più o meno della stessa fascia di età, che però invece di stimolare i propri capezzoli, avrebbero dovuto stimolare i loro genitali. Il risultato condotto su questa ricerca, testimonia che le aree del cervello attivate durante la stimolazione, sono le medesime sia nell’uomo che nella donna. Durante la stimolazione ai capezzoli inoltre, le donne rilasciano un ormone che è quello dell’ossitocina prodotto dall’utero, che arriva al cervello. Quindi i capezzoli, sono assolutamente da considerarsi come zona erogena.

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Il capezzolo


capezzolo Il capezzolo ha dunque una sua utilità, una sua bellezza una sua sensualità. E’ una parte del corpo della donna bellissimo, ma anche estremamente delicata. Il seno e di conseguenza il capezzolo vanno protetti e curati con la massima attenzione. L’allattamento ad esempio, è una fase cruciale per una donna, oltre che importante dal punto di vista morale. Il neonato necessita del latte materno per il suo naturale nutrimento, ma spesso l’allattamento stesso, per la donna rappresenta una vera e propria sofferenza. La prima conseguenza di questi dolori sono le famose ragadi al seno, piccoli taglietti che si formano sul capezzolo appunto, dovuti all’allattamento o alla postura, che possono arrivare a sanguinare e portano fastidi o dolori. Le ragadi al capezzolo, vanno curate in primis con dei dischetti d’argento che si applicano sul seno. Di solito di applicano poco prima del parto come prevenzione, o subito dopo la prima poppata del neonato. Le proprietà anti batteriche e cicatrizzanti dell’argento, aiutano a prevenire o curare questi fastidi. I dischetti in questione una volta utilizzati, vanno disinfettati e lavati con acqua abbondante. I capezzoli stessi, prima e dopo la poppata dovranno essere puliti e “sterilizzati” poiché il succhiare del bambino, non farà altro che peggiorare la situazione aumentando il dolore. I dischetti d’argento possono essere applicati sempre, anche sotto il reggiseno.

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problematiche del capezzolo


Il seno è la parte del corpo di una donna maggiormente sensibile, essendo collegato alla sessualità e all’allattamento dei propri figli; di conseguenza, qualsiasi dolore si avverta, non va assolutamente sottovalutato, considerando che l’inclinazione alle malattie a quest’organo sono frequenti e comportano uno stress psicologico oltre che fisico. I dolori al capezzolo, al seno e alla zona ascellare non vanno minimamente sottovalutati, ma vanno sottoposti ad un attento esame di un senologo che potrà stilare la diagnosi appropriata e garantirci la cura ideale per la problematica in questione, sottoponendo la paziente ad una mammografia e a indagini specifiche rispetto alla sintomatologia. Un lieve rossore, che alteri il normale colorito rosaceo o scuro del capezzolo, o un prurito costante ad esso, una macchiolina anomala, una crosticina formatasi senza spaccatura alcuna, una ferita, anche minima, vanno sottoposte all’attenzione medica, poiché costituiscono campanelli d’allarme o sintomi di un principio di tumore al capezzolo e al seno. Il tumore al capezzolo, colpisce il venticinque per cento delle donne, un numero cospicuo, di certo, e nella maggioranza dei casi, è in uno stadio avanzato. Le cellule maligne, dove ha sede la massa estranea, hanno la forza di proliferare ed arrivare ad attaccare anche zone “esterne” al seno stesso, come il capezzolo. Importante è la prevenzione, e i controlli costanti (almeno due volte l’anno) presso il senologo di fiducia, o eventualmente dal ginecologo, prescindendo dall’età; bisogna effettuare un’ecografia e un’autopalpazione continua, che permetta alla donna di controllare se intorno al capezzolo e al seno stesso si presentano anomalie, protuberanze, piccoli noduli.

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Capezzolo zona erogena


La funzione centrale del capezzolo non si snoda solo ed elusivamente per quanto concerne sopra. Il capezzolo non è solo un punto erogeno in una donna (oltre che in un uomo),non è solo un simbolo di sensualità, non ha la sua ragion d’essere solo nell’allattamento, (anche se questa è una delle sue funzioni primordiali), non è solo un punto delicato del nostro corpo ed una parte del seno che va protetta e controllata continuamente, ma è anche un canale d’ingresso. Oggi giorno le donne, sempre di più tendono alla non accettazione del loro corpo, in particolare del loro seno. Modelli ideali da copertina, sollevano nell’immaginario collettivo femminile un senso di scontentezza rispetto al proprio corpo, che sempre di più, nella stragrande maggioranza dei casi, si tramuta in desiderio di “somiglianza” rispetto al modello preso in considerazione. Soprattutto dopo i trentacinque/quarant’anni, le donne, vedendo il loro corpo invecchiare, e il loro seno perdere tonicità, (anche a causa l’allattamento), prendono in considerazione la chirurgia plastica. Le protesi mammarie, hanno come via d’accesso il capezzolo, o meglio l’areola che fa parte di esso,che è il veicolo attraverso il quale il corpo volumizzante viene introdotto senza cicatrici eccessive e visibili.

Una triste patologia del capezzolo è l’introflessione. E’ una conformazione naturale e congenita dello stesso, o in alcuni casi una conseguenza di infiammazioni, infezioni, o interventi chirurgici, che porta delle problematiche come l’impedimento di allattare. Esteticamente il capezzolo introflesso non è normale, ma si presenta schiacciato su se stesso, senza la sua naturale protuberanza verso l’esterno. Fortunatamente, poche donne soffrono di questa patologia, la percentuale è infatti parecchio bassa. Esistono delle cure per questa tipologia di capezzolo che sono: l’intervento chirurgico e l’applicazione di piccole protesi. Il primo è ovviamente più invasivo e compromette, nella maggior parte dei casi, l’allattamento in sé. Il capezzolo viene tirato e “strozzato”; una parte di esso viene posizionata in modo tale da impedirne una nuova ritrosi. L’applicazione della protesi invece è meno invasiva ma più fastidiosa e lunga. Una piccola ventosa, viene applicata sul capezzolo affinchè questo protenda verso l’esterno. Il trattamento dura parecchi mesi, e comporta dolori e fastidi. La correzione di questa problematica è avvenuta (anche se parliamo di pochissimi casi), con l’applicazione di un piercing. Questo piccolo gingillo in voga, sul capezzolo, sulla lingua, sulle orecchie, ha portato, in alcuni casi di capezzoli introflessi, a miglioramenti netti, senza particolari conseguenze. L’intervento e l’applicazione dello stesso avvengono in anestesia locale. L’orecchino al seno, mantiene il capezzolo proteso, ed è anche piacevole per la vista, per chi lo gradisce e non decide di ricorrere alla chirurgia. Anche dal sole il seno e il capezzolo vanno protetti. I raggi ultravioletti possono scottare questa zona del corpo, generalmente sempre coperta, che se esposta al sole mostrerebbe maggiore sensibilità rispetto ad altre. Curare e mantenere bello il proprio seno è fondamentale, poiché esso è e sarà sempre il veicolo di attrazione per una donna, strumento di godimento, di eccitazione, di sessualità, di maternità, di continuità, di bellezza, di forza. Averne cura è un gesto fondamentale. Per star bene con sé stesse e il proprio corpo, e per creare il fatidico “fil rouge” di comunicazione col proprio figlio.





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commenti

19:27:18 -
- commento su Capezzolo
Buona sera volevo chiedere gentilmente schiacciare sempre il seno fa male perchè complica la fuoriuscita del latte materno?
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