Cicatrici

Cicatrici e cicatrizzazione

La cicatrice è un tessuto che si forma per rimarginare una ferita. Può essere il risultato di una bella ferita che si “cicatrizza” da sola o il segno di un taglio e di una ricucitura dopo un breve o meno intervento chirurgico. La cicatrizzazione dei tessuti avviene quando le cellule iniziano ad attivarsi per far sì che il tessuto si riformi. In realtà esistono varie fasi nel processo di cicatrizzazione e queste possono essere diverse o portare a delle conseguenze differenti a seconda degli individui. La fase emostatica è la prima fase caratterizzata dalla tendenza alla coagulazione del sangue in seguito ad una perdita dovuta alla ferita. Le ferite dovute a piccoli tagli sono le più facili da cicatrizzare perché l’interruzione della circolazione avviene rompendo dei piccoli vasi sanguigni e il sangue dopo un po’ di tempo inizia a coagularsi per far in modo che dei corpuscoli nel sangue, le piastrine, vadano a “tappare” la ferita, formando il coagulo. In pratica sarebbe la “crosticina” che si forma sui tagli e che può essere rimossa facilmente. Ma perché ci dicono di non grattare via quella “crosticina”? Bene, essa in realtà rappresenta il primo passo dell’ emostasi, ossia la prima fase della cicatrizzazione. Le piastrine si aggregano tra loro per formare la chiusura grazie a dei legami che avvengono quando si mette in funzione una proteina plasmatica e al tessuto da cicatrizzare è inviato il collagene, che serve per formare il nuovo strato di pelle. Rimuovere la crosta significherebbe aumentare i tempi di cicatrizzazione e in alcuni punti delicati del corpo far rimanere dei segni a causa del mancato opportuno riempimento. Nella seconda fase di guarigione dalle ferite entrano in gioco i globuli bianchi e gli anticorpi che aiutano a eliminare l’attacco dei batteri che inevitabilmente entrano nel sangue dalla ferita aperta. Sempre dal nostro organismo viene prodotto l’essudato che è un liquido che aiuta a mantenere la ferita umida per permettere la rigenerazione del tessuto epidermico. La ferita di appare arrossata proprio perché è in atto questa fase. Con la successiva fase, si forma il tessuto di granulazione che comprende macrofagi e fibroplasti. I macrofagi aiutano l’eliminazione di batteri ed il secernimento di essudato, mentre i fibroplasti servono per produrre le fibre collagene, importantissime per la ricostruzione del tessuto epiteliale. I fibroplasti producono anche le io fibrille che sono delle strutture che aiutano a diminuire pian piano la larghezza e la profondità della ferita per aiutarla a chiudersi definitivamente. Intanto le cellule epiteliali, che sono quelle che formano la parte della pelle che vediamo, iniziano a formarsi per poi andare a coprire la ferita. L’ultima fase della cicatrizzazione è detta “fase della maturazione” ed in realtà avviene dopo un po’ che ci si è procurata la ferita e può durare mesi così come anni. Consiste nella ricostruzione non solo del tessuto epiteliale ma anche della rete di vasi sanguigni che lo compongono. La ricostruzione avviene grazie alla produzione di collagene ed elastina.

La cicatrizzazione, come detto, avviene diversamente a seconda degli individui e della zona in cui compare la ferita. Innanzitutto, un tessuto “giovane” ed elastico tende più facilmente a cicatrizzare piccole ferite in poco tempo e senza risultati esteticamente visibili. Inoltre le zone del nostro corpo più soggette a movimenti per via dei muscoli, tipo il petto, le braccia, le gambe, la schiena, cicatrizzano più lentamente e spesso con risultati estetici evidenti.

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Tipi di cicatrici

cicatrice Una volta arrivati alla fase della maturazione la cicatrice che si ottiene può essere di diversi tipi ruvida, liscia, di colore più chiaro rispetto alla pelle circostante e così via. Le cicatrici che di formano “spontaneamente” sono quelle che derivano da ferite, poco profonde. La distinzione che si fa in campo medico è tra cicatrici normali, ipertrofiche, cicatrici atrofiche e cicatrici cheloidee. Questa differenziazione viene dal fatto che la pelle stessa è stata divisa in diverse tipologie. Abbiamo detto, infatti, che per la cicatrizzazione ha un ruolo importante il derma, sostituito dai vasi sanguigni e dal collagene. La capacità del tessuto epidermico di rigenerarsi permette la differenziazione dei tipi di pelle e di qui la distinzione in vari tipi di cicatrici da essi creati.

- La cicatrice definita normale è un tipo di cicatrice che si forma normalmente dopo un intervento chirurgico. È il risultato del processo di cicatrizzazione che avviene normalmente, con un rigonfiamento della parte in cui vengono applicati dei punti di sutura e poi con il successivo schiarimento ed appiattimento. Generalmente resta liscia e non vi si riformano ghiandole o peli cutanei.

- La cicatrice ipertrofica deriva dall’eccessiva attività della rigenerazione cellulare. Il tessuto si crea in eccesso e la cicatrice appare in rilievo. Questi tipi di cicatrici sono per lo più dolenti e arrossate e la presenza di queste cicatrici dipende anche dalla parte del corpo in cui compare la ferita. Gli arti, le spalle, il collo sono costituiti da un tipo di tessuto che tende a cicatrizzare “ipertroficamente”. Molto spesso questi tipi di cicatrici possono dipendere da una sutura eseguita con punti troppo stretti o da un’infiammazione in atto.

- La cicatrice atrofica si crea per il motivo inverso a quello della formazione di cicatrici ipertofica. Infatti, siamo di fronte ad un tessuto di cicatrizzazione non sufficiente a curare la ferita, o meglio le ferite che vengono chiuse si riaprono in continuazione. Avere un tipo di pelle che non “produce da sé” tessuto cicatrizzale è segno di una patologia. Le cicatrici atrofiche sono anche quelle lasciano delle depressioni cutanee tipo quelle che risultano dalla cancellazione di tatuaggi o quelle che lascia l’acne.

- La cicatrice cheloidea è una cicatrice molto in evidenza che si sviluppa anche oltre il taglio stesso della ferita. In realtà, come la cicatrice ipertrofica, è il risultato di un’eccessiva produzione di tessuto cicatrizzante. Essa deve essere curata, anche chirurgicamente se necessario, poiché essa si presenta come una cicatrice deformata, sgradevole esteticamente e fisicamente poiché si sviluppa anche a livello sottocutaneo e può impedire i movimenti delle parti coinvolte, poiché non tende a ritirarsi ed appiattirsi.

La forma della cicatrice dipende anche dal modo in cui vengono applicati i punti di sutura. La cicatrice presenterà i segni dei punti dopo la loro rimozione. Per esempio se la sutura viene fatta in modo grossolano, veloce, per tessuti che tendono a non cicatrizzare o per una ferita talmente piccola da dover prevedere punti vicinissimi l’uno all’altro, la cicatrice si dice “a cerniera “. Se invece per emergenze in interventi chirurgici la ferita viene chiusa in fretta soprapponendo i lembi di pelle, la cicatrice risulterà “a scalino” ossia con il bordo in rilievo. Se la cicatrice invece è “infossata” essa si presenta sviluppata al di sotto della cute e può presentarsi sia liscia che ruvida. Si creano soprattutto nelle zone sottoposte a continui movimenti in cui la pelle risulta essere molto elastica e viene letteralmente tirata durante la cucitura della ferita.


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Prevenire le cicatrici

Per prevenire le cicatrici piccole che si formano dopo dei tagli non troppo profondi o scottature è importante innanzitutto pulire e disinfettare la ferita per evitare che entrino batteri e rimuovere corpi estranei tipo pezzi di vetro, schegge di metallo o di legno e così via. Per permettere che le piastrine facciano il loro corso e formare la base del nuovo strato di pelle, è importante che la ferita venga coperta. È importante per tenere la ferita umida ed accelerare il processo di guarigione, il che diminuisce la possibilità che restino delle cicatrici. Una volta formata la crosta è importante non rimuoverla poiché invalideremmo tutto il lavoro di piastrine e globuli bianchi e aumenteremmo le possibilità che restino delle cicatrici. È importante anche usare delle creme antibiotiche per prevenire delle infezioni e tenere la ferita umida nella prima fase di cicatrizzazione. I cerotti di guarigione rapida sono un ottimo rimedio per prevenire le cicatrici perché aiutano ad evitare infezioni e favoriscono una velocizzazione del processo di guarigione.


Trattamento delle cicatrici

crema cicatrici Una volta formatesi, per le cicatrici ci sono dei rimedi che funzionano o no a seconda del tipo di cicatrice e del tipo di pelle. I rimedi riguardano una minimizzazione della cicatrice, se si vogliono eliminare esistono dei trattamenti chirurgici laser o degli interventi di chirurgia estetica che permettono di minimizzare al massimo cicatrici molto evidenti. Per rimediare alle cicatrici è possibile usare anche dei trucchi tipo correttore, creme colorate che coprono la cicatrice. Questi trucchi risultano utili soprattutto quando le cicatrici si presentano di colore molto più chiare rispetto al resto del corpo. Oltre ai trucchi esistono delle creme che contengono vitamina E, burro di cacao che servono per la rigenerazione cellulare o l’ultima scoperta, le creme a base di bava di lumaca che vengono utilizzate sia per attenuare le cicatrici sia le smagliature. Anche la protezione solare è fondamentale perché gli agenti che proteggono la pelle dai raggi UV evitano alle cicatrici di svilupparsi in rilievo. Inoltre per le cicatrici in rilievo viene anche usata la dermoabrasione che è un piccolo intervento con il quale si riduce lo spessore della superficie della cicatrice che, una volta appiattita, risulta meno evidente.


Rimedi naturali cicatrici

crema per cicatrici Tra i rimedi possiamo individuarne alcuni naturali che consistono nell’applicazione di creme, maschere, unguenti creati con prodotti naturali. Per esempio possono essere usati i fiori d’arancio o la rosa mosqueta, utilizzata anche per i rimedi contro le smagliature, per creare oli con cui massaggiare la cicatrice. Quando invece si vuole prevenire la formazione di una brutta cicatrice, si usano pomate, oli, unguenti che hanno tra gli ingredienti la rosa canina, la lavanda, l’achillea con i quali bisogna fare degli impacchi alla ferita fresca per diminuire il tempo di chiusura della ferita e la formazione di cicatrici. Se invece si vuole prevenire un’infiammazione si può usare l’olio di mandorle dolci, la calendula, il burro di Karitè e l’iperico, gli ultimi due utili soprattutto per prevenire le cicatrici da scottature. Anche il miele è considerato un ottimo cicatrizzante soprattutto se viene applicato come impacco sulle ferite. L’aloe vera è un altro rimedio naturale efficace perché contiene aminoacidi che sono importanti per la rigenerazione cellulare.




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