Allergie e Intolleranze molto gravi

Negli ultimi decenni sono notevolmente aumentati i casi in cui l’organismo reagisce negativamente all’ingestione di determinati alimenti. Tali reazioni negative possono manifestarsi in breve tempo dall’ingestione di un particolare alimento (come nel caso dell’allergia alimentare) o anche a distanza di tempo (se si parla di intolleranza alimentare). L’allergia alimentare più frequente riscontrata in età pediatrica è quella rivolta alle proteine del latte vaccino. Le frazioni proteiche del latte vaccino incriminate sono la beta-lattoglobulina, la alfa-lattoglobulina e la caseina. Per allergia alimentare s’intende una reazione del sistema immunitario nei confronti di un alimento o di un suo determinato ingrediente. Le proteine presenti in quell’alimento non vengono riconosciute dal sistema immunitario e pertanto sono considerate come delle sostanze estranee. Si avrà, ... continua

Articoli su : Allergie e Intolleranze


  • Prove intolleranze alimentari

    Alcuni cibi allergenici Le prove delle intolleranze alimentari utilizzano diversi metodi. In alcune si applicano allergeni sulla pelle, in altre si fanno esami del sangue.
prosegui ... , a questo punto, la produzione di anticorpi che determineranno il rilascio di istamina. L’istamina provoca diversi sintomi come prurito, tosse, rinite. Le allergie agli alimenti o ai componenti alimentari sono spesso ereditarie e vengono in genere diagnosticate nei primi anni di vita.Nel caso delle intolleranze alimentari, invece, vi è una difficoltà dell’organismo di metabolizzare determinati alimenti per cui si manifesta anche a distanza di anni. L’intolleranza più frequente è quella al lattosio, in cui l’individuo perde la capacità di sintetizzare la lattasi (l’enzima che scompone il lattosio in zuccheri più semplici) e quindi di digerirlo. Il lattosio non scomposto giunge all’intestino crasso, dove viene fermentato dalla flora batterica locale, formando gas e soluti che avranno un effetto osmotico. Questo può determinare sintomi come meteorismo, flatulenza e diarrea. Secondo alcune ricerche si è visto che la maggior parte dei popoli di ceppo nordeuropeo produce una quantità sufficiente di lattasi per tutta la vita, mentre tra gli individui di razze non bianche, tra le popolazioni del Medio Oriente e dell’India, la carenza di lattasi è un fenomeno molto diffuso. Non appena si manifestano i primi sintomi e quindi, si ritiene di essere a rischio di intolleranze e/o di allergie, è necessario consultare il proprio medico di famiglia. In ogni caso, vi sono degli accorgimenti da seguire, in modo tale da ridurre al minimo la gravità delle reazioni negative. In primo luogo bisogno prediligere fin dalla nascita l’allattamento al seno, in quanto possiede proprietà antiallergiche ed anti-infettive: il latte vaccino può indurre sensibilizzazione se somministrato prima dei 6 mesi di vita. Sono note anche proprietà anti-infettive del latte materno legate alla produzione di anticorpi e alla presenza di proteine ad azione antibatterica come la lattoferrina. L’unico modo per prevenire la reazione allergica nei soggetti sensibili è eliminare gli alimenti o componenti scatenanti dalla dieta o dall’ambiente.