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Olio di rosa mosqueta: usi sul viso e sul corpo

Aggiornato il 09 ottobre 20264 capitoli
Che cos'è l'olio di rosa mosqueta e perché aiuta la pelle secca

Che cos'è l'olio di rosa mosqueta e perché aiuta la pelle secca

L'olio di rosa mosqueta si ottiene dalla spremitura a freddo dei semi contenuti nei cinorrodi, i piccoli frutti rossi di una rosa selvatica che cresce soprattutto in Cile e in Argentina. È un olio vegetale a tutti gli effetti, come quello di mandorle dolci o di argan, e non va confuso con un olio essenziale: si applica puro sulla pelle senza bisogno di diluirlo. Si presenta giallo ambrato, con un odore quasi neutro che non ricorda il profumo della rosa, e si assorbe in fretta senza lasciare la pelle unta. Il motivo per cui funziona così bene sulla pelle secca sta nella sua composizione: è ricco di acidi grassi polinsaturi, in particolare linoleico e alfa-linolenico, che sostengono la barriera cutanea e limitano la perdita d'acqua, proprio ciò che il freddo e il riscaldamento domestico mettono in crisi. A questi si aggiungono vitamina E, carotenoidi precursori della vitamina A e squalene, sostanze con azione antiossidante ed emolliente. Per questo in erboristeria viene consigliato per le pelli mature, molto secche o segnate da cicatrici e smagliature.

Come usarlo sul viso: quantità, momento giusto e zone da evitare

Sul viso l'olio di rosa mosqueta si usa in poche gocce, due o tre, da scaldare tra i polpastrelli e da stendere con un massaggio leggero dal centro verso l'esterno. Il momento migliore è la sera, dopo la detersione e il tonico, con la pelle ancora leggermente umida: l'acqua residua aiuta l'olio a distribuirsi meglio e a penetrare più in fretta. Se la tua pelle è molto secca o tira dopo il lavaggio, puoi aggiungere una goccia alla crema abituale anche la mattina, così da avere uno strato protettivo prima di uscire al freddo. L'uso costante aiuta a mantenere la pelle elastica e uniforme, ad attenuare le rughe sottili e a rendere meno evidenti le discromie e i segni lasciati dall'acne. Evita però il contorno occhi, dove la pelle è più sottile e più reattiva. Se hai una pelle mista o tendente ai comedoni, prova prima su una piccola zona e limita l'applicazione alle aree davvero secche, come guance e zigomi, perché anche un olio leggero può risultare troppo nutriente dove la pelle produce già sebo a sufficienza.

Gli usi sul corpo: zone secche, smagliature, cicatrici e mani

Sul corpo l'olio di rosa mosqueta rende di più nelle zone che d'inverno si seccano per prime: gomiti, ginocchia, stinchi, mani e talloni. Applicalo subito dopo la doccia, sulla pelle tamponata ma non del tutto asciutta, e massaggia con movimenti circolari finché non viene assorbito. Se vuoi trattare superfici ampie senza consumarne troppo, mescola qualche goccia a un olio da massaggio più economico o alla crema corpo che usi di solito: le proprietà emollienti restano e la stesura diventa più facile. È l'olio più citato per le smagliature, anche in gravidanza, e per le cicatrici recenti o da acne: in questi casi conta la regolarità, con un'applicazione quotidiana per settimane, più che la quantità. Ha un effetto lenitivo anche su arrossamenti e piccole irritazioni, comprese le scottature solari lievi una volta passata la fase acuta. Non dimenticare le mani e le cuticole: una goccia massaggiata sulle unghie la sera ammorbidisce la pelle intorno e previene le pellicine che il freddo e i lavaggi frequenti fanno comparire.

Come sceglierlo, conservarlo e quando chiedere consiglio

L'olio di rosa mosqueta migliore è quello che in etichetta dichiara la spremitura a freddo e nessuna raffinazione, perché il calore e i solventi riducono la quota di acidi grassi e di antiossidanti che ne fanno il valore. Controlla anche la specie botanica: il nome viene usato a volte in modo generico per oli ottenuti da altre rose, come la rosa canina, che hanno proprietà vicine ma non identiche. Il flacone dovrebbe essere di vetro scuro e di piccolo formato, perché la resa dei semi è bassa e il prezzo lo riflette. Proprio la ricchezza di polinsaturi lo rende delicato: si ossida con facilità e irrancidisce se tenuto alla luce o vicino a fonti di calore. Conservalo ben chiuso, in un luogo fresco, e usalo entro pochi mesi dall'apertura; un odore pungente e sgradevole è il segnale che va sostituito. Prima del primo uso fai una prova su una piccola area dell'avambraccio e attendi un giorno. Se soffri di dermatiti, rosacea o altre condizioni della pelle, chiedi prima al dermatologo o al farmacista: l'olio è un cosmetico e non sostituisce una terapia.

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