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Nuoto in piscina: come proteggere pelle e capelli dal cloro

Aggiornato il 06 ottobre 20264 capitoli
Perché il cloro secca la pelle e sfibra i capelli

Perché il cloro secca la pelle e sfibra i capelli

Il cloro viene aggiunto all'acqua per eliminare i microrganismi che causerebbero otiti e disturbi intestinali, quindi non puoi farne a meno; il problema è che non distingue tra batteri e grassi naturali. Quando pratichi il nuoto in piscina con regolarità, l'acqua clorata porta via il film idrolipidico, il sottile strato di sebo e acqua che riveste la cute e ne mantiene il pH equilibrato. Senza questa protezione la pelle di viso, braccia e gambe tira, si arrossa e può dare prurito, soprattutto se è già sensibile o sottile. Sui capelli l'azione è simile ma più visibile. Il cloro è un agente ossidante e sgrassante: denatura la cheratina, solleva le cuticole, cioè le squame che rivestono il fusto, e lascia la fibra porosa, opaca e facile a spezzarsi quando la pettini. Se hai una colorazione o una decolorazione, i pigmenti sbiadiscono più in fretta, e sui biondi molto chiari la combinazione tra cloro e tracce di rame disciolto nella vasca può lasciare un riflesso verdastro. Capire questo meccanismo ti aiuta a scegliere le protezioni giuste invece di rimediare solo a danno fatto.

Prima di entrare in vasca: doccia con acqua dolce, olio e cuffia

La difesa più efficace comincia negli spogliatoi. Passa sotto la doccia prima di tuffarti e bagna i capelli finché non li senti pesanti: la fibra capillare si comporta come una spugna, e se arriva in vasca già satura di acqua dolce ne assorbe molta meno dalla piscina, quindi meno cloro. Se la temperatura lo consente, preferisci l'acqua fresca, perché quella calda apre le cuticole e dilata i pori, mentre il freddo tende a chiuderli. Sui capelli ancora umidi distribuisci sulle lunghezze qualche goccia di olio vegetale, come cocco o argan, oppure un siero protettivo a base di siliconi o un fluido senza risciacquo: i lipidi formano una pellicola idrorepellente che respinge l'acqua clorata. Usa poco prodotto, perché l'eccesso finisce comunque in vasca, e poi raccogli tutto sotto una cuffia in silicone ben aderente. Non è una barriera impenetrabile, ma riduce di molto il contatto, e non a caso nelle piscine coperte è quasi sempre obbligatoria. Per la pelle, se è secca o reattiva, stendi una crema leggera o un olio corpo prima di uscire dallo spogliatoio: forma uno schermo che attenua l'azione sgrassante del cloro e ti fa uscire dall'acqua con meno sensazione di pelle che tira.

Subito dopo la nuotata: la doccia che porta via il cloro

L'errore più comune è asciugarsi a bordo vasca e rimandare la doccia a casa: più il cloro resta sulla cute e nella chioma, più continua ad agire. Appena esci dall'acqua vai alla doccia della piscina, con le ciabatte ai piedi per evitare verruche e funghi, e risciacqua a lungo con acqua tiepida, non bollente, perché il calore eccessivo aggrava la secchezza. Evita il sapone comune a forte azione sgrassante e scegli un detergente delicato, poco schiumogeno, meglio se formulato per chi frequenta spesso la vasca; alcuni contengono gomma xantana, una sostanza naturale che si stratifica sulla pelle con effetto barriera. Per i capelli preferisci uno shampoo idratante a un due in uno, soprattutto se la chioma è fine o trattata, e completa con un balsamo ricco di cheratina o proteine, da lasciare agire sui capelli umidi per tre o quattro minuti prima di risciacquare. Tampona con un telo pulito senza strofinare e asciuga con il phon tenuto a distanza, a temperatura media: uscire con la testa bagnata nelle sere d'autunno non fa bene né ai capelli né alle orecchie.

La routine della settimana quando il corso dura tutto l'inverno

Con due o tre lezioni a settimana da ottobre a primavera, la protezione sul momento non basta e serve una manutenzione costante. A casa, dopo la doccia, reidrata il viso con una crema nutriente e il corpo con un olio emolliente, per esempio di mandorle dolci, massaggiato sulla pelle ancora leggermente umida: così ricostruisci la barriera lipidica che l'acqua clorata ha assottigliato. Ricorda anche labbra e mani, che restano a lungo immerse e si screpolano facilmente con il freddo esterno. Per i capelli programma una maschera nutriente una volta a settimana, concedi alle lunghezze una pausa dal calore di piastre e ferri e riduci i prodotti texturizzanti, come spray al sale o paste modellanti, che seccano ulteriormente la fibra. Se hai i capelli tinti, valuta con il tuo parrucchiere trattamenti che richiudano le cuticole e, se il colore vira, uno shampoo chiarificante delicato ogni tanto. Se invece la pelle resta rossa, pruriginosa o desquamata nonostante queste attenzioni, non insistere con i rimedi fai da te e parlane con il medico o il dermatologo: potrebbe trattarsi di una dermatite che merita una valutazione.

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