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Infiammazioni

Infiammazione zampa d'oca

L'infiammazione della zampa d'oca è una problematica che colpisce in particolar modo le donne e che si manifesta nella sezione adiacente ai tendini del ginocchio.

di Redazione

18 novembre 2015

Infiammazione zampa d'oca

Denominata anche infiammazione anserina, quella della zampa d'oca rappresenta un processo infiammatorio del tendine che si inserisce tra i muscoli: sartorio, gracile e semitendinoso della porzione mediale del ginocchio. Prende il curioso nome di infiammazione della zampa d'oca perché l'inserzione del tendine forma una struttura somigliante alla membrana natatoria delle oche. Il tendine dei muscoli interessati si infiamma perché punto di collegamento dell'articolazione con i fasci muscolari che effettuano i movimenti di rotazione e flessione interna del ginocchio. Non è infrequente che l'infiammazione della zampa d'oca sia anche associata a borsite del ginocchio, ovvero ad infiammazione della borsa sierosa che si interpone tra il legamento oggetto del fenomeno della zampa d'oca e le strutture articolari sottostanti. I due processi infiammatori possono essere l'uno la conseguenza dell'altro, così come essere completamente concomitanti: spesso rappresentano insieme l'esito di un'osteoartrite del ginocchio, molto più comune nelle donne in grave sovrappeso che negli uomini.

Chi colpisce

La maggior incidenza femminile è spiegata da una maggiore larghezza del bacino, la quale incide sull'angolo mediale del ginocchio che viene sottoposto ad un aumento di carico e pressione anche solo in deambulazione, oltre che in salita e discesa. Anche i soggetti diabetici sono spesso colti da questo tipo di infiammazione localizzata. Altra categoria di persone particolarmente colpita dall'infiammazione della zampa d'oca sono i fondisti e gli atleti molto giovani, perché praticano uno sport che, per motivazioni differenti, va a caricare in maniera eccessiva sul ginocchio sovrastimolando l'inserzione tendinea della zampa d'oca. Non vanno inoltre sottovalutate alcune condizioni predisponenti pre-esistenti e concomitanti, quali: traumi, retrazione dei muscoli della coscia, prominenza ossea sulla porzione mediale del ginocchio, valgismo e piede piatto. La sintomatologia legata all'infiammazione della zampa d'oca è quasi esclusivamente algica e riferita alla porzione antero-mediale del ginocchio, con edema, gonfiore, aumentata densità del tessuto e dolore alla palpazione manuale. Il dolore si acuisce particolarmente nell'atteggiamento di salita e discesa delle scale e può presentare intenso dolore e rigidità articolare dopo un lungo periodo di riposo ed inamovibilità, come quella notturna. La diagnosi di infiammazione della zampa d'oca viene eseguita già attraverso una visita clinica specialistica, coadiuvata da esami strumentali diagnostici quali: ecografia e risonanza magnetica.

Trattamenti e cure

Il trattamento terapeutico prevede l'uso di antinfiammatori specifici, sia locali per uso topico, che sistemici per uso orale e un riposo prolungato, perché più si sottopone a sforzo l'articolazione del ginocchio, più il tendine tenderà a peggiorare la risposta infiammatoria. Anche la crioterapia offre importanti miglioramenti fisici, effettuata in sedute da 15 minuti l'una per il tempo necessario prescritto dal fisiatra. In alternativa altri importanti miglioramenti possono aversi utilizzando un cuscino posto tra le ginocchia durante il riposo notturno. Indispensabile è invece la perdita di peso per i pazienti obesi, pena la stabilità senza regressione del processo infiammatorio. Per i soggetti che hanno impossibilità a muoversi, non va mai trascurata la necessità di eseguire esercizi isometrici, onde evitare l'atrofia dei muscoli della coscia, soprattutto del quadricipite femorale. Spesso, infatti, una buona muscolatura può favorire la guarigione perché il carico viene scaricato maggiormente sulle grandi fasce muscolari piuttosto che sull'articolazione, sulla borsa sierosa e sul tendine.

La fisioterapia

Anche la fisioterapia offre buoni risultati terapeutici, sfruttando gli ultrasuoni per ridurre l'infiammazione locale della zampa d'oca. A scopo preventivo, gli atleti e coloro che praticano sport caricando particolarmente sull'inserzione antero-mediale del ginocchio, dovrebbero eseguire regolarmente lo stretching per migliorare l'estensione del legamento e dei muscoli estensori e flessori interni. A seguito di un episodio di infiammazione della zampa d'oca è fondamentale che il paziente segua anche una rieducazione dell'appiombo, della deambulazione e della corsa per evitare una riacutizzazione del problema. Una corretta biomeccanica del passo e della corsa, infatti, permette di ridurre al minimo le recidive, completando la fase della riabilitazione fisioterapica e della terapia medica.

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Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali dell'infiammazione della zampa d'oca?
    I sintomi tipici includono dolore localizzato nella parte anteriore e interna del ginocchio, accompagnato da edema e gonfiore. Il tessuto può risultare più denso e dolente alla palpazione. Il disagio aumenta significativamente durante le attività che sollecitano il ginocchio, come salire o scendere le scale. Inoltre, è comune avvertire rigidità articolare e dolore intenso dopo periodi di immobilità, specialmente durante la notte o al risveglio mattutino.
  • Chi è più soggetto a sviluppare questa patologia?
    L'infiammazione colpisce prevalentemente le donne, a causa di una conformazione pelvica più ampia che altera l'angolo del ginocchio, aumentando il carico sui tendini. Sono a rischio anche persone con diabete, sovrappeso significativo e osteoartrite. Gli sportivi, in particolare i fondisti e i giovani atleti, nonché chi presenta condizioni biomeccaniche come piede piatto, valgismo o retrazione muscolare, sono altresì vulnerabili a questa condizione infiammatoria.
  • Come si effettua la diagnosi di infiammazione della zampa d'oca?
    La diagnosi inizia con una visita clinica specialistica che valuta il dolore e la funzionalità del ginocchio. Per confermare l'infiammazione e valutare l'estensione del danno ai tessuti molli, vengono utilizzati esami strumentali come l'ecografia muscolo-scheletrica e la risonanza magnetica. Questi strumenti permettono di distinguere la sola infiammazione tendinea dalla possibile presenza concomitante di borsite, un'infiammazione della borsa sierosa vicina all'articolazione.
  • Quali sono i trattamenti farmacologici e fisici consigliati?
    Le cure prevedono l'uso di antinfiammatori, sia topici che orali, uniti a un rigoroso riposo per evitare ulteriori stress al tendine. La crioterapia, applicata per circa 15 minuti per seduta, aiuta a ridurre il gonfiore. È utile dormire con un cuscino tra le ginocchie per mantenere l'allineamento corretto. Nei casi di obesità, la perdita di peso è fondamentale per stabilizzare l'articolazione e favorire la regressione dell'infiammazione.
  • Quale ruolo svolge la fisioterapia nella guarigione?
    La fisioterapia è essenziale per accelerare la guarigione e prevenire recidive. Si utilizzano tecniche come gli ultrasuoni per ridurre l'infiammazione locale. Successivamente, è cruciale un percorso di rieducazione che includa stretching regolare per migliorare l'estensibilità dei muscoli e la correzione della biomeccanica di deambulazione e corsa. Esercizi isometrici sono raccomandati per chi ha difficoltà motorie, per evitare l'atrofia del quadricipite e scaricare il peso dai tendini infiammati.

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