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Bere abbastanza in inverno: perché la sete diminuisce con il freddo

Aggiornato il 16 ottobre 20264 capitoli
Perché con il freddo il corpo spegne la sete

Perché con il freddo il corpo spegne la sete

Bere abbastanza in inverno è più difficile per una ragione fisiologica, non per distrazione. Quando la temperatura scende, i vasi sanguigni di mani, piedi e pelle si restringono per limitare la dispersione di calore: è la vasocostrizione periferica, e il sangue si sposta verso il tronco. I barocettori, i sensori di pressione alloggiati nei grandi vasi, leggono questo volume centrale più alto e concludono che l'organismo è ben rifornito di liquidi. Di conseguenza cala la vasopressina, l'ormone che ordina ai reni di trattenere l'acqua, e lo stimolo della sete si attenua. Gli studi sull'esposizione al freddo misurano una riduzione della sete di circa il 40 per cento rispetto a un ambiente temperato, a parità di disidratazione. Non è un difetto: davanti al freddo il corpo dà la priorità al mantenimento della temperatura interna e la regolazione fine dell'acqua passa in secondo piano. Il problema è che le perdite di liquidi non diminuiscono nella stessa misura, quindi il segnale a cui ti affidi d'estate in inverno arriva tardi o non arriva affatto. Se aspetti di avere sete per bere, nei mesi freddi rischi di restare sotto il tuo fabbisogno per settimane senza accorgertene.

Dove finiscono i liquidi quando non sudi: respiro, diuresi e aria secca

Anche senza la sudorazione evidente dell'estate, il corpo continua a perdere acqua per vie che in inverno passano inosservate. La prima è la respirazione: l'aria fredda e secca va riscaldata e umidificata nei polmoni prima di essere espirata, e questo può costare fino a circa 5 millilitri di liquidi all'ora. Sembra poco, ma su una giornata intera all'aperto, o in un ufficio con l'aria secca del riscaldamento, la somma diventa significativa. La seconda è la diuresi da freddo: lo stesso spostamento di sangue verso il centro del corpo che spegne la sete spinge i reni a eliminare più urina, quindi perdi acqua proprio mentre il corpo ti dice che non ne ha bisogno. A queste si aggiunge la sudorazione nascosta sotto gli abiti pesanti e a strati, che evapora senza che tu la noti, e il fatto che nei mesi freddi la dieta cambia: meno frutta e verdura cruda, più piatti cotti e calorici, che apportano molta meno acqua. Considera infine che l'aria secca degli ambienti chiusi asciuga anche le mucose di naso e gola, che sono una barriera contro virus e batteri. Mantenerle idratate dall'interno è un vantaggio concreto nella stagione dei raffreddori.

Quanta acqua serve davvero: il fabbisogno non cala con il termometro

Il fabbisogno idrico non segue la stagione. Il riferimento per un adulto resta tra 2 e 2,5 litri di liquidi al giorno, e un modo semplice per personalizzarlo è moltiplicare circa 35-40 millilitri per ogni chilo di peso corporeo: chi pesa 70 chili dovrebbe assumere intorno ai 2,5 litri, più di quanto beva in inverno la maggior parte delle persone. Il fabbisogno aumenta in gravidanza, con un'attività fisica intensa e in caso di febbre, vomito o diarrea, situazioni in cui conviene chiedere al medico quanto reintegrare. Ricorda che una parte dei liquidi arriva dagli alimenti, quindi minestre, verdure e frutta contano nel totale. Poiché lo stimolo della sete compare solo quando la perdita di acqua supera circa lo 0,5 per cento del peso corporeo, in inverno non puoi usarlo come unico riferimento. Il segnale più affidabile è il colore delle urine: chiare o giallo paglierino indicano un'idratazione adeguata, scure e scarse dicono che stai bevendo troppo poco. Osserva anche i segnali meno specifici che d'inverno si attribuiscono ad altro: la stanchezza del tardo pomeriggio, il mal di testa diffuso, le labbra che tirano, la concentrazione che cede. Nessuno da solo prova qualcosa, ma se compaiono insieme con le prime gelate, l'idratazione è la prima ipotesi da verificare.

Abitudini per bere con regolarità nei mesi freddi

Se la sete non ti ricorda di bere, serve una routine che lo faccia al posto suo. Distribuisci i liquidi lungo tutta la giornata invece di concentrarli ai pasti: un bicchiere al risveglio, uno a metà mattina, uno prima di ogni pasto e uno nel pomeriggio ti portano già vicino al fabbisogno senza sforzo. Tieni una borraccia o una bottiglia sulla scrivania e stabilisci un orario entro cui finirla, perché chi fa un lavoro sedentario al chiuso è proprio chi beve meno. Le bevande calde sono la scelta più pratica della stagione: tisane, infusi, tè leggero e brodi contano come acqua, scaldano e si bevono volentieri anche quando un bicchiere d'acqua fredda non invoglia. Evita però di coprire il fabbisogno con bevande zuccherate o alcoliche, che aggiungono calorie e, nel caso dell'alcol, aumentano la diuresi. Presta attenzione ai bambini e agli anziani: nei primi il senso della sete è meno sviluppato e la disidratazione si manifesta in fretta con irritabilità e sonnolenza, nei secondi favorisce vertigini e cadute. Offri da bere a intervalli regolari senza aspettare che lo chiedano. Bere abbastanza in inverno ha anche un effetto che pochi considerano: un organismo ben idratato regola meglio la temperatura corporea e sente meno il freddo.

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