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Bambini e cambio dell'ora: come gestire il sonno

Aggiornato il 17 ottobre 20264 capitoli
Perché a fine ottobre il bambino si sveglia all'alba

Perché a fine ottobre il bambino si sveglia all'alba

Nella notte tra l'ultimo sabato e l'ultima domenica di ottobre le lancette tornano indietro: alle tre del mattino diventano di nuovo le due. Per un adulto il cambio dell'ora significa un'ora di sonno in più, per un bambino piccolo raramente è così. Il suo organismo non legge l'orologio di casa, ma segue un ritmo interno, chiamato ritmo circadiano, regolato soprattutto dalla luce e dalla ripetizione delle stesse abitudini alle stesse ore. Quando l'orario cambia di colpo, quel ritmo resta per qualche giorno dove stava: il bambino che si svegliava alle sei e mezza apre gli occhi alle cinque e mezza, e nel pomeriggio ha sonno un'ora prima del previsto. Non tutti i bambini reagiscono allo stesso modo. Nei primi mesi di vita, quando il ritmo sonno-veglia è ancora poco strutturato, lo spostamento si sente poco; con la crescita, man mano che il piccolo si sincronizza con l'alternanza tra giorno e notte, diventa più evidente. Fanno più fatica i bambini che già si svegliano molto presto, quelli che vivono male i cambiamenti e quelli abituati a una routine molto rigida. Sapere come reagisce tuo figlio ti aiuta a decidere se prepararlo in anticipo o se lasciare che si adatti da solo.

Spostare nanna, pisolini e pasti nei giorni prima del cambio

Se tuo figlio rientra tra i bambini più sensibili, conviene anticipare il cambio dell'ora invece di subirlo. Nei quattro o cinque giorni precedenti sposta la nanna serale in avanti di circa un quarto d'ora alla volta, e muovi insieme anche la sveglia, i pisolini e i pasti: il corpo si orienta su tutti questi segnali, non solo sull'ora in cui si spegne la luce. La domenica del cambio il bambino arriverà già allineato, o quasi, al nuovo orario, senza un salto brusco da assorbire tutto in una notte. Se invece dorme bene e di solito si adatta senza problemi, puoi semplicemente seguire i nuovi orari con un po' di flessibilità, accettando che per qualche giorno la sera crolli prima e la mattina si alzi presto. Evita però la tentazione di tenerlo sveglio molto più tardi per farlo dormire di più: un bambino troppo stanco si addormenta peggio e spesso si sveglia comunque all'alba. Meglio piccoli aggiustamenti e una routine della buonanotte identica a quella di sempre, che resta uguale mentre tutto il resto si sposta e dà al bambino la sicurezza di cui ha bisogno.

Luce del mattino e buio della sera dopo il ritorno all'ora solare

Dopo il cambio dell'ora, la luce è lo strumento più efficace che hai per rimettere in orario l'orologio interno di tuo figlio. Quella del mattino lo anticipa, quella del pomeriggio e della sera lo ritarda. Con l'ora solare il bambino tende a svegliarsi troppo presto, quindi la mattina tieni la camera al buio fino all'ora in cui vorresti che si alzasse: tende oscuranti o persiane ben chiuse impediscono alla luce del giorno, che ora arriva prima, di dare al corpo il segnale che la notte è finita. Se si sveglia comunque, mantieni l'ambiente tranquillo e in penombra, senza accendere luci forti né iniziare la giornata. Nel pomeriggio fai il contrario: portalo all'aria aperta, fallo giocare alla luce naturale e tieni la casa ben illuminata fino all'ora di cena, così il suo organismo riceve il messaggio che la giornata non è ancora finita e il sonno arriva un po' più tardi. La sera abbassa le luci e tieni lontani gli schermi nell'ultima parte della giornata, perché il buio stimola la produzione di melatonina, l'ormone che prepara al riposo. Anche i pasti e il gioco all'aperto fatti al nuovo orario aiutano il corpo a rimettersi in pari con l'orologio di casa.

Se i risvegli all'alba continuano: pazienza e quando chiamare il pediatra

Nella maggior parte dei casi lo sfasamento dura qualche giorno; in alcuni bambini può allungarsi fino a un paio di settimane, con qualche notte storta nel mezzo, qualche capriccio in più e un po' di stanchezza durante il giorno. Non è un passo indietro né il segno che il sonno di tuo figlio ha un problema: è una fase di adattamento prevedibile, e la cosa più utile che puoi fare è mantenere orari e rituali stabili senza introdurre altre novità in quei giorni. Se la mattina si presenta alle cinque accanto al tuo letto, riaccompagnalo nella sua stanza con calma, senza giochi né colazione, facendogli capire che è ancora notte. Se però dopo due settimane dal cambio dell'ora continua a dormire chiaramente peggio di prima, o se i risvegli si accompagnano a segnali che ti preoccupano, parlane con il pediatra, che valuterà anche cause diverse dallo spostamento dell'orario. Chiedi il suo parere anche prima di pensare a integratori o rimedi per il sonno, compresi quelli a base di melatonina: nei bambini vanno usati solo su indicazione medica. Con un po' di pazienza, nella grande maggioranza delle famiglie il ritorno all'ora solare si risolve da solo nel giro di pochi giorni, e il bambino torna ai suoi orari senza che tu debba fare altro.

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