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Capelli ricci e umidità: guida pratica anti-crespo

Aggiornato il 30 settembre 20264 capitoli
Perché l'umidità crea il crespo nei ricci

Perché con l'umidità il riccio si gonfia e nasce il crespo

Con l'aria carica di vapore i capelli ricci cambiano forma perché la cheratina è igroscopica: richiama acqua dall'ambiente e il fusto si gonfia. A tenere il disegno dell'onda sono soprattutto i legami idrogeno, ponti deboli che si rompono e si riformano ogni volta che il capello si bagna e si asciuga; quando l'umidità arriva dall'esterno si riformano in modo disordinato e la spirale perde regolarità. Il crespo che vedi allo specchio è proprio questo: cuticole sollevate che riflettono la luce in modo irregolare e ciocche che non restano più unite. Non tutte le chiome reagiscono allo stesso modo. I capelli porosi, per esempio quelli schiariti o passati spesso dalla piastra, hanno cuticole più aperte e assorbono vapore in fretta, quindi il crespo compare prima; anche i ricci molto stretti, che espongono più superficie lungo la spirale, ne risentono parecchio. Capire in quale gruppo ti riconosci serve a dosare la protezione prima di uscire, invece di rincorrere il problema quando la piega è già compromessa.

Idratare e sigillare: i prodotti che reggono l'aria umida

Se il problema nasce dall'acqua che entra ed esce dal fusto, il lavoro da fare è duplice: riempire il capello di idratazione e poi chiuderla dentro. Parti da una maschera nutriente una o due volte a settimana, con burro di karité o olio di argan tra i primi ingredienti; nelle giornate molto umide tieni d'occhio la glicerina, che essendo umettante richiama vapore dall'esterno e tende a gonfiare il riccio. Sui capelli ancora bagnati distribuisci un balsamo senza risciacquo, il cosiddetto leave-in, e tampona con una vecchia maglietta di cotone o un panno in microfibra: togli solo l'acqua che gocciola, perché il riccio deve restare umido per prendere forma. Poi arriva la sigillatura, il passaggio che regge la piega nelle giornate pesanti. Poca quantità di olio leggero sulle lunghezze e sulle punte forma una barriera che rallenta lo scambio di umidità con l'aria e mantiene la ciocca morbida; sopra, un gel o una mousse a tenuta media, perché serve flessibilità e non rigidità. Evita le formule con alcoli a catena corta, che lasciano la fibra ruvida e opaca. Sui ricci stretti lavorano meglio creme e burri densi, sulle onde larghe latti e fluidi leggeri: scegliere la consistenza giusta per il tuo riccio è il modo più semplice per avere definizione senza appesantire.

Crespo improvviso fuori casa: come recuperare la definizione

Capita a tutti: esci con la piega a posto e dopo dieci minuti all'aperto le ciocche si sfaldano. In quel momento la reazione peggiore è passare le dita asciutte tra i capelli o, ancora peggio, una spazzola: a secco la spirale si separa e il crespo aumenta. Tieni piuttosto in borsa un piccolo vaporizzatore con acqua, meglio se con una punta di leave-in, e nebulizza appena, quel tanto che basta a inumidire la superficie; poi districa con le dita partendo dalle punte e risalendo senza tirare. Se il crespo resiste, scalda una goccia di siero o di olio tra i palmi e passa le mani solo sulle zone che si sono aperte, sfiorando la superficie invece di affondare nella massa. Riattiva il disegno stringendo la ciocca nel palmo con movimenti verso l'alto e lasciala asciugare all'aria; se hai poco tempo, un minuto di diffusore ad aria tiepida e bassa potenza basta a fissare la forma. Il calore forte, in questa fase, aprirebbe di nuovo le cuticole e ti riporterebbe al punto di partenza.

Gli errori che peggiorano il crespo nelle giornate umide

Molti dei problemi con l'umidità nascono da abitudini prese sui capelli lisci. La prima è toccare la chioma quando è già asciutta: ogni passaggio delle dita separa la spirale e la carica di elettricità statica, e il risultato si vede subito. Stessa cosa per il pettine, che sui ricci va usato solo sotto la doccia, con il balsamo in posa e partendo dalle punte, perché è lì che il capello si spezza più facilmente. Anche il phon a tutta potenza è da lasciare da parte: l'aria calda e diretta disidrata la fibra e disfa il disegno del riccio, mentre il diffusore a temperatura media o l'asciugatura naturale rispettano la forma. Poi ci sono i dettagli a cui si pensa di meno. Lana e tessuti sintetici creano attrito sulle lunghezze durante la giornata, quindi con i capelli sciolti conviene preferire colli in cotone o una sciarpa di seta; per lo stesso motivo un cappello con fodera in raso preserva la piega molto più di uno in lana grezza. Resta l'accumulo di prodotto: gel, oli e creme lasciano residui che appesantiscono il riccio e gli impediscono di riassorbire acqua, così la chioma appare spenta e senza definizione. Uno shampoo purificante ogni due o tre settimane, a seconda di quanto prodotto usi, rimette la fibra nelle condizioni di rispondere ai trattamenti.

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