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Cuoio capelluto secco e termosifoni: 4 rimedi pratici

Aggiornato il 30 settembre 20264 capitoli
Sintomi del cuoio capelluto secco da calore

Come riconoscere il cuoio capelluto secco da riscaldamento

Quando i termosifoni restano accesi per ore, l'umidità dell'aria di casa scende parecchio e l'ambiente sottrae acqua alla pelle, film idrolipidico compreso: è la pellicola di sebo e acqua che tiene la cute morbida e la difende dall'esterno. Il cuoio capelluto secco da calore si annuncia con segnali abbastanza riconoscibili: la pelle tira subito dopo lo shampoo, compare un prurito diffuso che ti viene voglia di grattare, sulle spalle trovi scaglie bianche piccole e farinose e i capelli appaiono opachi, come privi di elasticità. Prima di correre ai ripari, verifica che non si tratti di forfora grassa: in quel caso le squame sono più grandi, giallastre e untuose, restano attaccate alla cute e i capelli si sporcano nel giro di un giorno. La differenza conta perché gli shampoo antiforfora molto sgrassanti, utili su una cute che produce troppo sebo, su una pelle disidratata tolgono altri lipidi e accentuano prurito e desquamazione. Una volta capito da che parte stai, i quattro rimedi che seguono, dal lavaggio all'impacco fino al phon e all'umidità delle stanze, lavorano tutti nella stessa direzione.

Lavaggio con acqua tiepida e detergenti delicati

Il primo rimedio riguarda il momento del lavaggio, dove chi ha il cuoio capelluto secco deve badare a due variabili: la temperatura dell'acqua e il tipo di detergente. L'acqua molto calda scioglie i lipidi di superficie e lascia la cute scoperta, quindi regola il miscelatore su una temperatura tiepida, piacevole ma mai bruciante al tatto, e usa la stessa accortezza nel risciacquo finale, quello che spesso si fa più caldo per abitudine. Sul fronte shampoo, orientati su formule per cute sensibile o secca, senza tensioattivi aggressivi come il sodio lauril solfato, e cerca in etichetta ingredienti idratanti e lenitivi: acido ialuronico, aloe vera, estratto di camomilla o pantenolo. Dirada i lavaggi quanto puoi senza rinunciare all'igiene, perché due o tre volte a settimana bastano nella maggior parte dei casi, e tieni lo shampoo secco per le occasioni sporadiche: gli amidi che assorbono il sebo asciugano ulteriormente la pelle. Mentre insaponi, massaggia con i polpastrelli e mai con le unghie, che graffiano una cute già sensibilizzata e alimentano il circolo di prurito e grattamento. È un cambio di abitudini minimo, ma la sensazione di pelle che tira si attenua già dopo qualche lavaggio.

Impacchi di oli vegetali per nutrire la cute

Ripristinata una detersione più gentile, passa alla parte nutriente, quella che restituisce alla pelle i grassi che l'aria secca le porta via. Puoi affidarti a una maschera già formulata per il cuoio capelluto oppure prepararti un impacco in casa, come si faceva da sempre in erboristeria. L'olio di jojoba è il più indicato perché è una cera liquida con una composizione simile al sebo umano: si distribuisce bene sulla cute e non appesantisce. L'olio di argan, ricco di vitamina E, è una buona alternativa se anche le lunghezze sono sfibrate. Mescola due cucchiai di olio di jojoba con poche gocce di olio essenziale di lavanda, apprezzato per l'effetto calmante, e se hai la pelle reattiva prova il composto sull'incavo del gomito il giorno prima. Applicalo riga per riga direttamente sulla cute, massaggia con i polpastrelli per qualche minuto, poi raccogli i capelli sotto una cuffia di plastica, che trattiene il calore e rende l'assorbimento più facile. Lascia in posa almeno trenta minuti, anche un'ora se hai tempo, quindi risciacqua con acqua tiepida e uno shampoo delicato. Ripetuto ogni dieci o quindici giorni, l'impacco riduce secchezza e prurito lavorando dove serve davvero, cioè sulla pelle della testa e non solo sul capello.

Meno calore dal phon e aria più umida nelle stanze

Gli ultimi due rimedi tolgono, invece di aggiungere. Il phon tenuto caldo e troppo vicino peggiora il cuoio capelluto secco perché ripete sulla testa quello che i radiatori fanno in casa, cioè fa evaporare l'acqua che alla pelle serve: imposta aria fredda o tiepida, tieni il beccuccio a una ventina di centimetri dalla cute e fermati quando i capelli sono ancora leggermente umidi, lasciando che finiscano all'aria. Allo stesso modo metti da parte lacche e gel pesanti, che si depositano sulla cute e possono irritarla; se usi prodotti per lo styling, scegline di leggeri e distribuiscili sulle lunghezze, lontano dalle radici. Il quarto intervento riguarda l'ambiente in cui vivi. Un umidificatore nelle stanze dove passi più tempo, o anche una vaschetta d'acqua appoggiata al termosifone, riporta l'umidità relativa verso il 40-60% che si considera confortevole per la pelle, e una cute meno disidratata dall'aria ti chiede molte meno attenzioni cosmetiche. Se però prurito e desquamazione resistono oltre un paio di settimane, o se compaiono arrossamenti marcati e croste, fissa una visita dermatologica: dietro una secchezza persistente possono esserci condizioni come la dermatite seborroica, che vanno trattate con prodotti prescritti.

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