Perché la pelle del tallone si indurisce e si fessura a fine estate
I talloni screpolati dopo l'estate non nascono da un giorno all'altro: sono il conto di tre mesi di sandali aperti, sabbia, acqua salata e camminate a piedi nudi su superfici dure. Lo strato corneo, cioè la parte più esterna dell'epidermide, perde acqua e lipidi, diventa rigido e smette di accompagnare i movimenti del piede. A ogni passo il tallone si appoggia e si allarga, ma una pelle poco elastica non asseconda quella spinta: cede e si apre nel senso della tensione. Ecco perché le crepe seguono quasi sempre il bordo esterno e la parte posteriore del calcagno, dove il carico è maggiore. C'è poi una risposta difensiva che peggiora il quadro. Dove la pressione è costante la pelle produce più cheratina e forma un'ipercheratosi, il bordo giallastro e duro che i podologi chiamano callosità: più si ispessisce, meno è flessibile, più facilmente si taglia. Riconoscere questo meccanismo ti serve per scegliere come intervenire, perché una pelle che ha perso la propria barriera va reidratata e assottigliata con gradualità, non raschiata via. Se aspetti che la fessura diventi profonda arrivano il dolore al primo appoggio del mattino e un recupero molto più lungo.
La routine serale che ammorbidisce i talloni screpolati passo per passo
Il meccanismo appena descritto suggerisce l'ordine delle cose: prima si ammorbidisce, poi si assottiglia, infine si idrata. La sera, quando il piede ha finito di lavorare, concediti un pediluvio di circa dieci minuti in acqua tiepida e non bollente, perché il calore eccessivo porta via proprio i lipidi che stai cercando di restituire. Tampona bene, soprattutto fra le dita, e lavora la callosità con una pietra pomice o una lima a grana fine, con passaggi leggeri e sempre nella stessa direzione: una o due volte a settimana bastano, insistere di più fa solo ripartire la produzione di cheratina. Sulla pelle ancora leggermente umida applica una crema a base di urea, l'attivo di riferimento per i talloni screpolati: alle concentrazioni fra il 10 e il 25 per cento trattiene acqua e allo stesso tempo scioglie i legami fra le cellule morte, comportandosi da cheratolitico delicato. Massaggia insistendo sul bordo del calcagno e sulla pianta e lascia perdere gli spazi interdigitali, dove l'umidità in eccesso non serve. Se la pelle pizzica, scendi di concentrazione oppure alterna una sera di urea a una sera di crema ricca e semplice. Con applicazioni costanti la differenza al tatto si sente in pochi giorni.
Protezione notturna e scarpe giuste per non riaprire le crepe
Il passaggio che fa davvero la differenza è quello che trattiene l'idratazione mentre dormi. Dopo la crema stendi uno strato generoso di un occlusivo, una vaselina o un balsamo grasso, e infila un paio di calzini di cotone: l'occlusione rallenta l'evaporazione e lascia agli attivi tutta la notte per lavorare. Non serve farlo sempre, due o tre notti a settimana sono sufficienti, mentre nella fase peggiore dei talloni screpolati puoi concentrare qualche sera consecutiva e valutare come risponde la pelle. Di giorno il discorso cambia, perché entra in gioco la meccanica. Se una fessura è aperta proteggila con un cerotto liquido o con un cerotto in idrocolloide, che la tiene chiusa e umida mentre si rimargina. Scegli poi scarpe chiuse che abbraccino il calcagno e, se cammini molto sull'asfalto, una soletta ammortizzata: un tallone che non scivola dentro la calzatura subisce meno sfregamento e meno spinta laterale, cioè le due forze che riaprono la pelle appena guarita. I sandali con la suola rigida puoi rimetterli quando la pelle è tornata elastica.
Quando conviene farsi vedere dal podologo o dal dermatologo
Una routine fatta con criterio dà segnali di miglioramento entro la prima settimana. Se non arrivano, o se le screpolature sanguinano, bruciano, si arrossano intorno o trasudano, fissa un appuntamento con un podologo o con un dermatologo invece di provare la quarta crema. Lo stesso vale se convivi con diabete, psoriasi, dermatiti o disturbi della circolazione: in questi casi la pelle si ripara più lentamente e la sensibilità del piede può essere ridotta, quindi anche una piccola lesione del tallone merita occhi esperti. Se prendi farmaci o sei in gravidanza, chiedi al medico o al farmacista prima di usare cheratolitici concentrati. Nello studio il professionista assottiglia l'ipercheratosi con strumenti sterili, guarda come appoggi il piede e ti dice se i talloni screpolati dipendono dalle abitudini, dalla calzatura o da una causa interna. Nel frattempo lascia perdere lamette, raspe aggressive e forbici: togliendo troppo in una sola volta espongono il derma e aprono la porta alle infezioni. Il fai da te ragionevole si ferma all'ammollo, alla lima leggera e alle creme, il resto lo lasci a chi sa dove fermarsi.





