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Correre con il freddo: come evitare stiramenti e contratture

Aggiornato il 26 ottobre 20264 capitoli
Perché con il freddo i muscoli si stirano e si contraggono più facilmente

Perché con il freddo i muscoli si stirano e si contraggono più facilmente

Correre con il freddo espone i muscoli a uno stress diverso da quello delle stagioni calde. Quando la temperatura esterna scende, le fibre muscolari impiegano più tempo a raggiungere la temperatura di lavoro, i tessuti sono meno elastici e la circolazione periferica si riduce per conservare il calore nel tronco. In queste condizioni un allungamento brusco, uno scatto o un semplice cambio di direzione su una superficie irregolare può superare la capacità del muscolo di adattarsi e provocare uno stiramento, cioè una lesione di alcune fibre. La contrattura, invece, è una tensione involontaria e persistente del muscolo che spesso compare nei giorni successivi a un'uscita affrontata a freddo o con un ritmo troppo alto fin dai primi metri. I distretti più esposti per chi corre sono i polpacci, i muscoli posteriori della coscia, gli adduttori e la zona lombare. Se nelle prime uscite autunnali senti i polpacci duri o un fastidio che compare solo all'inizio e poi sparisce, prendilo come un segnale: il corpo ha bisogno di più tempo per scaldarsi prima di tornare al ritmo abituale.

Il riscaldamento che serve davvero quando la temperatura scende

Il paragrafo precedente ti ha mostrato che un muscolo freddo è un muscolo vulnerabile, per questo in autunno il riscaldamento non è un dettaglio da sbrigare in fretta. Se puoi, inizia ancora in casa o in un luogo riparato: qualche minuto di mobilità articolare per caviglie, ginocchia e anche, salire e scendere le scale, saltelli leggeri sul posto o una corda per saltare servono a far circolare il sangue senza arrivare a sudare. L'obiettivo è uscire con il corpo già tiepido, non partire da zero sulla porta di casa con l'aria gelida che irrigidisce tutto. Una volta fuori, dedica i primi dieci-quindici minuti a una corsa molto lenta, con passo corto e rilassato, e rimanda gli esercizi di allungamento statico alla fine della seduta: tirare un muscolo freddo per tenerlo in posizione fissa aumenta il rischio invece di ridurlo. Passa ad allunghi progressivi solo quando senti le gambe sciolte e il respiro regolare. Se la giornata è particolarmente rigida, con temperature vicine allo zero, prolunga ulteriormente la fase lenta: pochi minuti in più all'inizio ti risparmiano settimane di stop per una lesione evitabile.

Ritmo, respirazione e percorso: come dosare lo sforzo nelle uscite autunnali

Chi si fa male correndo con il freddo spesso ha semplicemente chiesto troppo al corpo in troppo poco tempo. In autunno e inverno ragiona in termini di continuità più che di velocità: mantieni il chilometraggio, rinuncia a ripetute e scatti nelle giornate più fredde, oppure spostali nella parte centrale della seduta, quando la muscolatura è calda. Se non puoi correre nelle ore centrali della giornata, quando le temperature sono più alte, valuta di spezzare l'allenamento in due uscite più brevi piuttosto che affrontarne una lunga al buio e al gelo. Anche la respirazione conta: l'aria fredda, soprattutto sotto lo zero, può irritare le vie aeree e costringerti a rallentare. Respira dal naso quando il ritmo lo consente e, nelle giornate più rigide, copri bocca e naso con uno scaldacollo leggero. Nelle uscite ventose parti controvento e torna con il vento a favore, così la seconda parte, quando sei più stanco e sudato, non ti raffredda. Scegli infine percorsi conosciuti e ben illuminati, evitando foglie bagnate, pozzanghere ghiacciate e fondi irregolari: un piede che scivola o si appoggia male è una delle cause più comuni di stiramento nelle stagioni fredde.

Vestirsi a strati e defaticare: le abitudini che proteggono i muscoli

L'abbigliamento incide sugli infortuni muscolari più di quanto si pensi, perché un muscolo che resta freddo o bagnato di sudore perde elasticità. Vestiti come se fuori ci fossero circa dieci-venti gradi in più: nei primi minuti dovresti sentire un po' di fresco, altrimenti suderai troppo e il tessuto umido ti raffredderà appena rallenti. Scegli capi tecnici aderenti, con un primo strato che allontana il sudore dalla pelle, uno intermedio isolante nelle giornate più rigide e una giacca leggera che protegga da vento e pioggia; evita il cotone, che trattiene l'umidità. Proteggi in particolare polpacci e cosce con calzamaglie da corsa e non trascurare guanti, berretto e calze termiche, perché mani e piedi freddi irrigidiscono tutta la postura. Rientrato a casa, non fermarti bruscamente: cammina qualche minuto, poi dedica un po' di tempo allo stretching leggero di polpacci, posteriori della coscia e flessori dell'anca, finché i muscoli sono ancora caldi. Cambia subito gli indumenti sudati e bevi, anche se con il freddo la sete si sente meno: una scarsa idratazione può rendere i muscoli più inclini a crampi e contratture. Se nei giorni seguenti un dolore localizzato non si attenua con il riposo, sospendi la corsa e rivolgiti al medico o a un fisioterapista prima di riprendere.

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