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Sciarpe e cappelli di lana: come abbinarli nei primi freddi

Aggiornato il 15 ottobre 20264 capitoli
Quale lana scegliere quando fa fresco ma non ancora freddo

Quale lana scegliere quando fa fresco ma non ancora freddo

Nei primi freddi sciarpe e cappelli di lana servono più a proteggere dal vento e dagli sbalzi tra mattina e pomeriggio che a scaldare davvero, quindi il peso del filato conta più del colore. Verifica l'etichetta: la lana merino è sottile, morbida e regola bene la temperatura, per cui la indossi anche nelle ore più miti senza sudare; la lambswool, cioè la lana del primo taglio dell'agnello, è un po' più spessa e soffice e va bene per le sere di ottobre; il cashmere è leggero ma molto caldo, adatto a chi ha la pelle del collo delicata. Il mohair, con il suo pelo lungo e lucido, dà volume e un aspetto morbido, ma si sente di più e tende a lasciare pelucchi sui capispalla scuri. Per la mezza stagione scegli lavorazioni fini o a coste leggere e lascia le maglie grosse a trecce a dicembre: una sciarpa pesante sopra un trench o una giacca di media stagione crea un contrasto di volumi che appesantisce la figura e ti costringe a toglierla dopo pochi minuti. Se sei sensibile al prurito, valuta i filati misti con una quota di seta o di cotone, più lisci sulla pelle e facili da portare per molte ore.

Colori coordinati o complementari: come accostare sciarpa e cappello

Una volta scelto il filato, la domanda più frequente riguarda i colori: sciarpa e cappello devono essere uguali? Non per forza. Un coordinato nella stessa tinta funziona bene con capispalla neutri come il cammello, il grigio o il blu, perché crea un punto di colore unico e ordinato vicino al viso. Se però il cappotto o la giacca hanno già una fantasia o una tonalità decisa, preferisci due accessori di toni affini ma non identici, per esempio un berretto bordeaux con una sciarpa a quadri che contenga quel bordeaux tra i suoi colori: l'insieme risulta studiato senza sembrare rigido. Parti dal capo che indossi di più in questo periodo e scegli gli accessori per contrasto o per continuità. Su un trench beige o un cappotto cammello un accento caldo come il rosso mattone, il senape o il verde bosco dà subito carattere; su un piumino nero o un bomber scuro una sciarpa panna o grigio perla alleggerisce il look. Tieni conto anche dell'incarnato e del colore dei capelli, perché questi accessori stanno vicino al viso: se una tonalità ti spegne, mettila nella sciarpa, più lontana dagli occhi, e scegli per il cappello una nuance che ti illumina.

Forme e proporzioni: berretto, basco o falda e la lunghezza della sciarpa

Il colore giusto non basta se le proporzioni non tornano. Il berretto a cuffia, quello classico in maglia con il risvolto, è il più versatile dei primi freddi e si porta con tutto, dalla giacca sportiva al cappotto; se hai il viso tondo evita i modelli molto aderenti e preferisci quelli con un po' di altezza. Il basco in lana cotta sta bene con capi più strutturati e con una sciarpa sottile; il cappello a falda in feltro di lana, invece, chiede una sciarpa poco voluminosa, altrimenti la parte alta della figura risulta sovraccarica. Per la sciarpa, in ottobre ha senso restare su modelli lunghi ma non enormi: una sciarpa di lana rasata girata una volta intorno al collo, con i lembi lasciati cadere sul davanti, allunga la silhouette e si toglie in un gesto quando entri in un luogo riscaldato. Quella maxi, tipo plaid, è bella appoggiata su una spalla sopra un cappotto, ma con un trench o una giacca corta sbilancia tutto. Verifica sempre l'insieme davanti allo specchio con il capospalla indossato e abbottonato, perché è così che gli altri ti vedono per strada.

Come gestirli durante la giornata e farli durare fino all'inverno

Nei primi freddi la temperatura cambia molto tra le otto del mattino e le due del pomeriggio, quindi scegli accessori che si ripiegano senza rovinarsi: un berretto in merino o una sciarpa fine stanno in una tasca o in borsa senza perdere la forma, mentre un cappello a falda va tenuto in mano o appeso. Quando li togli, piegali invece di appallottolarli, così la lana non si segna. Per farli arrivare in buono stato all'inverno vero, lavali il meno possibile e solo a mano o con il programma lana della lavatrice, con acqua fredda e un detersivo specifico, senza strizzare: l'acqua calda e lo sfregamento fanno infeltrire le fibre. Asciugali distesi su un asciugamano, lontano dai termosifoni. Se dopo qualche uscita compaiono i pallini, il cosiddetto pilling, eliminali con l'apposito pettine o con un levapelucchi, senza tirarli. A fine stagione riponili puliti in un sacchetto di cotone con un po' di lavanda o di cedro, perché le tarme attaccano soprattutto la lana sporca e lasciata all'aria.

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