Bellezzasalute.it · guide e consigli pratici
Moda · Occhiali

Occhiali con filtro luce blu: servono davvero?

Aggiornato il 12 ottobre 20264 capitoli
Che cos'è la luce blu e perché se ne parla tanto

Che cos'è la luce blu e perché se ne parla tanto

La luce blu è una parte normale della luce visibile: la emette il sole, prima di tutto, e in misura molto minore la emettono le lampade a LED, i televisori e gli schermi di computer, tablet e smartphone. Di giorno svolge anche un compito utile, perché aiuta l'attenzione e la concentrazione e contribuisce a regolare il ritmo sonno-veglia. Gli occhiali con filtro luce blu sono nati per trattenerne una parte prima che raggiunga l'occhio, grazie a un trattamento della lente o a una leggera colorazione, e sono diventati popolari insieme all'aumento delle ore passate davanti ai dispositivi. Vale la pena chiarire subito un punto: la quantità di luce blu che arriva da uno schermo è molto inferiore a quella di una giornata all'aperto e, secondo i ricercatori, rientra ampiamente nei livelli considerati sicuri per la salute degli occhi. Il tema, quindi, non è tanto un danno diretto alla retina quanto il modo in cui usiamo gli schermi: per quante ore, a che distanza e in quali momenti della giornata. Da qui conviene partire per capire se una lente con questo filtro può servirti davvero.

Affaticamento visivo digitale: cosa lo provoca davvero

Occhi stanchi e pesanti, bruciore, secchezza, difficoltà a mettere a fuoco a fine giornata e qualche mal di testa: sono i segnali di quello che gli specialisti chiamano affaticamento visivo digitale, o astenopia. È facile attribuirli alla luce blu, ma le cause principali sono altre. Davanti a uno schermo teniamo lo sguardo fisso su una fonte luminosa a distanza ravvicinata per ore, sbattiamo le palpebre molto meno del normale e la superficie dell'occhio si asciuga; spesso si aggiungono una stanza illuminata male e un monitor troppo in alto o troppo in basso rispetto agli occhi. Su questo punto le ricerche sono piuttosto concordi. Una revisione di diciassette studi clinici randomizzati ha concluso che gli occhiali con filtro luce blu non riducono in modo misurabile l'affaticamento oculare rispetto a lenti normali, e altri lavori indicano che il disagio dipende più dalla secchezza e dal tempo di esposizione che dalla componente blu della luce. Se la sera senti gli occhi che tirano, prima di cercare una lente speciale valuta le abitudini: alzati spesso, sposta lo sguardo lontano dallo schermo, regola la luce della stanza e la posizione del monitor. Sono gesti gratuiti e spesso risolvono più di qualsiasi filtro.

Sonno e melatonina: il caso in cui il filtro ha più senso

Il discorso cambia quando si passa dal fastidio agli occhi alla qualità del sonno. L'esposizione alla luce blu nelle ore che precedono il riposo può ridurre la produzione di melatonina, l'ormone che segnala al corpo che è arrivato il momento di dormire, e rendere più difficile addormentarsi. Qui gli studi non sono unanimi: la stessa revisione che non ha trovato vantaggi sull'affaticamento non ha rilevato nemmeno un miglioramento tangibile del sonno, mentre altre ricerche più recenti segnalano effetti positivi quando si riduce la luce blu la sera, in particolare nelle persone anziane. In pratica, se lavori o guardi serie fino a tardi e fatichi a prendere sonno, una lente con filtro indossata nelle ultime due o tre ore della giornata può essere un aiuto, da affiancare però alla modalità notturna dei dispositivi e, soprattutto, alla buona abitudine di spegnere gli schermi un po' prima di andare a letto. Se invece il problema di sonno è persistente, parlane con il medico, perché le cause possono essere molte e il filtro da solo non le risolve. Un dato rassicurante c'è: queste lenti non risultano dannose, quindi puoi portarle tutto il giorno se ti trovi bene.

Come scegliere le lenti e cosa chiedere all'ottico

Se dopo queste considerazioni vuoi comunque provare gli occhiali con filtro luce blu, scegli con qualche criterio. Il trattamento può essere applicato sia a lenti graduate sia a lenti neutre, quindi se già porti gli occhiali da vista chiedi all'ottico di aggiungerlo alla tua correzione invece di comprare un secondo paio. Fatti indicare la percentuale di luce blu filtrata, che un prodotto serio dichiara sempre, e preferisci lenti certificate e con un buon antiriflesso: i filtri a basso costo con una colorazione giallastra marcata alterano la percezione dei colori, un problema concreto se lavori con immagini o grafica. Verifica anche che il filtro non riduca troppo la trasparenza, perché una lente che scurisce l'immagine ti costringe ad alzare la luminosità dello schermo e annulla il vantaggio. Ricorda infine che il 14 ottobre, Giornata mondiale della vista, è un buon promemoria per un controllo: se gli occhi si stancano in fretta davanti al computer, la causa può essere un difetto visivo non corretto o una presbiopia che comincia a farsi sentire, e nessun filtro sostituisce una visita oculistica. Partire da lì ti permette di spendere bene e di risolvere il fastidio alla radice.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche