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Mal di schiena da smart working: come sistemare la postazione

Aggiornato il 08 ottobre 20264 capitoli
Perché la postazione improvvisata fa venire il mal di schiena

Perché la postazione improvvisata fa venire il mal di schiena

Il mal di schiena da smart working nasce quasi sempre dalla postazione, non da un trauma. Con il rientro autunnale si torna a passare molte ore seduti, e a casa si lavora spesso al tavolo della cucina, sul divano o con il portatile appoggiato sulle ginocchia: superfici pensate per mangiare o riposare, non per otto ore di lavoro al computer. In queste condizioni lo schermo resta troppo basso e la testa si piega in avanti, lo schienale non sostiene la zona lombare e la colonna scivola lentamente in una curva a C, mentre piedi e braccia finiscono a un'altezza sbagliata. Il primo giorno non succede nulla di grave, ma l'affaticamento dei muscoli paravertebrali è cumulativo e si somma a un'altra differenza rispetto all'ufficio: a casa mancano gli spostamenti verso la stampante o la macchina del caffè, quindi ci si alza molto meno. Se il dolore compare a metà pomeriggio e si attenua dopo che ti sei mosso, è il segnale tipico di una postazione da rivedere, e gran parte delle correzioni costa poco o niente.

La sedia: altezza della seduta, appoggio dei piedi e sostegno lombare

Parti dalla sedia, perché è l'elemento che decide tutto il resto. Regola l'altezza della seduta in modo che i piedi poggino interi a terra con le ginocchia piegate a circa 90 gradi: se la sedia è troppo alta e non è regolabile, usa un poggiapiedi o una pila di libri; se è troppo bassa, un cuscino compatto sotto i glutei. Siediti occupando tutta la superficie della seduta, senza restare sul bordo, e porta la schiena a contatto con lo schienale. Lo schienale dovrebbe sostenere la curva lombare, cioè la parte bassa della schiena: una sedia da pranzo non lo fa, ma puoi rimediare con un cuscino lombare o un asciugamano arrotolato posizionato all'altezza delle ultime vertebre. Le spalle restano rilassate, non tirate indietro: l'obiettivo è una posizione neutra che i muscoli riescono a mantenere senza sforzo, non una postura impettita che abbandoneresti dopo dieci minuti. Se prevedi di continuare a lavorare da casa per mesi, valuta una sedia con schienale e altezza regolabili: è l'acquisto che ripaga di più in proporzione alla spesa.

Monitor e tastiera: portare lo schermo all'altezza degli occhi

Sistemata la seduta, alza lo schermo. Il bordo superiore del monitor dovrebbe trovarsi all'altezza degli occhi, a una distanza di circa un braccio, così da guardare leggermente verso il basso senza piegare il collo. Con il portatile questo è impossibile senza accessori, perché tastiera e schermo sono attaccati: la soluzione più semplice è un supporto o una pila di libri sotto il computer, abbinati a una tastiera e un mouse esterni, che costano poco e cambiano completamente l'assetto di collo e spalle. Tastiera e mouse vanno tenuti vicini al corpo, con i gomiti piegati più o meno ad angolo retto e gli avambracci che riposano in piano sul tavolo o sui braccioli. Se il tavolo è troppo alto rispetto alla sedia, alza la seduta e compensa con il poggiapiedi; se è troppo basso, meglio alzare il piano che curvarsi. Verifica anche la luce: una finestra alle spalle o di fronte allo schermo crea riflessi che ti spingono a sporgerti in avanti per leggere, una delle cause più sottovalutate della tensione cervicale.

Pause e movimento: la postazione da sola non basta

Anche la postazione migliore non protegge la schiena se resti immobile dalle nove all'una. Stare seduti a lungo senza interruzioni riduce la circolazione nei muscoli lombari e aumenta la pressione sui dischi intervertebrali, quindi imposta un promemoria e alzati almeno ogni 45 minuti circa, anche solo per riempire la bottiglia d'acqua o fare una telefonata in piedi. Approfitta delle chiamate che non richiedono lo schermo per camminare, e cambia posizione più volte nell'arco della giornata: la postura neutra regge meglio se viene alternata, non mantenuta con rigidità. Dedica inoltre qualche minuto a mobilizzare collo, spalle e zona lombare, e abbina un'attività fisica regolare fuori dall'orario di lavoro, perché una muscolatura del tronco più tonica sopporta meglio le ore alla scrivania. Se però il dolore persiste da settimane nonostante le correzioni, si irradia a una gamba o si accompagna a formicolii, rivolgiti al medico o a un fisioterapista: un dolore di questo tipo va valutato da un professionista, non gestito solo con la postazione.

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