Batteri e virus: perché l'antibiotico trova un bersaglio solo nei primi
Quando arrivano febbre alta, dolori muscolari e tosse, la tentazione di cercare un antibiotico nel cassetto è comprensibile, ma il rapporto tra antibiotici e influenza è semplice da chiarire: questi farmaci agiscono sui batteri e l'influenza è causata da un virus. Un batterio è una cellula completa, con una parete esterna, propri ribosomi per fabbricare proteine e un metabolismo autonomo che gli permette di nutrirsi e dividersi da solo. Gli antibiotici sono stati progettati proprio per colpire queste strutture: alcuni, come le penicilline, impediscono la costruzione della parete, altri bloccano i ribosomi batterici o gli enzimi che copiano il materiale genetico. Il virus influenzale non possiede nulla di tutto questo. È poco più di un frammento di materiale genetico avvolto in un guscio proteico e in un involucro lipidico, e per moltiplicarsi deve entrare nelle cellule delle tue vie respiratorie e usarne i meccanismi interni. Un farmaco che cerca una parete batterica o un ribosoma da bloccare, dentro un virus non trova alcun bersaglio: per questo l'antibiotico non accorcia la malattia di un solo giorno. Conoscere il motivo ti aiuta a non insistere con il medico per una prescrizione che non può esserti utile.
Cosa rischi se lo prendi lo stesso: effetti collaterali e resistenza
Se il farmaco non agisce sul virus, potresti pensare che male non faccia. In realtà un antibiotico assunto durante l'influenza lavora comunque, solo sui batteri sbagliati: quelli che vivono normalmente nel tuo intestino e sulle mucose e che ti servono per digerire e per tenere a bada i microrganismi indesiderati. Il risultato più frequente è una diarrea da antibiotico, a volte accompagnata da nausea, candidosi o eruzioni cutanee, disturbi che si sommano ai sintomi influenzali e allungano il periodo in cui ti senti debole. C'è poi un danno meno visibile ma più serio. Ogni volta che i batteri vengono esposti a un antibiotico senza motivo, i ceppi capaci di sopravvivere vengono selezionati e si moltiplicano, trasmettendo questa capacità ad altri batteri. È il meccanismo dell'antibiotico-resistenza, che le autorità sanitarie considerano una delle principali minacce per la salute pubblica: significa che, quando un giorno avrai davvero bisogno di quel farmaco per una polmonite o una cistite, potrebbe non funzionare più. Evitare le compresse avanzate da una cura precedente, o quelle prestate da un familiare, è il primo modo concreto per proteggere te stesso e chi ti sta accanto.
Quando il medico può prescriverlo davvero: le sovrainfezioni batteriche
Esiste però un caso in cui antibiotici e influenza si incontrano legittimamente: la sovrainfezione batterica. Quando il virus infiamma le mucose respiratorie e indebolisce le difese locali, alcuni batteri già presenti nel naso e nella gola possono approfittarne e causare un'otite, una sinusite, una bronchite batterica o, nei casi più seri, una polmonite. In queste situazioni l'antibiotico non cura l'influenza, ma la complicanza che le si è aggiunta, e la decisione spetta sempre al medico dopo una visita. I segnali che devono spingerti a chiedere un controllo sono soprattutto una febbre che torna a salire dopo qualche giorno di miglioramento, un dolore localizzato all'orecchio o al viso, catarro abbondante e denso che persiste, respiro corto o affanno anche a riposo. Se soffri di asma, bronchite cronica, diabete o malattie cardiache, oppure hai più di sessantacinque anni, il medico valuterà con maggiore attenzione, perché il rischio di complicanze è più alto. Non iniziare mai una terapia per conto tuo e, se ti viene prescritta, completa il ciclo rispettando orari e dosi: anche un trattamento interrotto a metà seleziona batteri resistenti.
Come curare l'influenza senza antibiotico: riposo, sintomi e prevenzione
Nella maggior parte dei casi l'influenza si risolve da sola in circa una settimana, mentre la stanchezza può durare qualche giorno in più. Il trattamento è di supporto: riposo a letto nei giorni di febbre, molti liquidi per compensare la sudorazione e fluidificare il catarro, pasti leggeri e stanze arieggiate. Per abbassare la temperatura e attenuare i dolori puoi ricorrere a un antipiretico da banco, rispettando le dosi del foglietto illustrativo e chiedendo consiglio al farmacista se assumi altri farmaci o hai patologie croniche. Esistono anche antivirali specifici contro il virus influenzale, ma sono riservati a casi selezionati e vanno iniziati entro le prime ore dai sintomi, quindi solo su indicazione medica. Ricorda infine che il modo più efficace per non doverti porre il problema è la prevenzione. Il vaccino antinfluenzale va ripetuto ogni autunno perché i virus cambiano di stagione in stagione, ed è raccomandato in particolare agli anziani, a chi ha malattie croniche e a chi assiste persone fragili. Lavarti spesso le mani, tossire nel gomito e restare a casa quando hai la febbre riducono il contagio in famiglia e sul lavoro, e ti evitano di trasmettere a qualcuno di più fragile un virus che per te è solo una settimana di fastidi.





