I disturbi dell'alimentazione

Disturbi dell'alimentazione

Sempre di più si diffondono a macchia d’olio le patologie legate all’alimentazione. Questi disturbi, sono indotti o autoindotti e non dipendono direttamente dal cibo, ma da un’intolleranza ad esso, dettata dalla psiche del soggetto. L’ambiente esterno in questo contesto funge da specchio: specchio di utopici modelli splendidamente in forma e potenzialmente irraggiungibili e specchio di coloro che, affetti da un disturbo alimentare, rivedono in esso, il riflesso di una realtà distorta, terribile, malata. I disturbi dell’alimentazione sono vere e proprie malattie, emergenze sanitarie serissime, e come tali, non vanno sottovalutate, poiché esse costituiscono una problematica seria, che parte dalla mente e coinvolge anche il corpo. Le più diffuse e comuni sono l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa.

Entrambe si presentano come un disturbo psichico ed hanno una parabola ascendente. La malattia inizialmente, non presenta una sintomatologia preoccupante, ma col passare del tempo questa si espande come un cancro ed inizia a mostrare il suo vero volto. Colpisce per il novanta per cento le donne di età compresa tra i sedici e i trent’anni, è dunque una problematica prettamente femminile. L’universo maschile è interessato da questa malattia per il cinque/dieci per cento circa fino a qualche anno fa. Oggi giorno il numero dei soggetti di sesso maschile colpiti di questa malattia è aumentato, e questo dato è stato confermato dalle visite mediche in aumento, soprattutto negli ultimi tempi. Questa malattia, è il cancro dei Paesi industrializzati, ed è infatti stata definita “sindrome occidentale”. E’ infatti parecchio diffusa nei Paesi nordici come la Norvegia, la Scandinavia, L’Inghilterra, il Messico ed il Giappone. Nel nostro Paese invece, il fenomeno non ha ancora affondato le sue radici: la percentuale di soggetti affetti da questa malattia è bassissima, e si concentra in una fascia d’età compresa tra i sedici e i venticinque anni. Colpisce dunque ragazze (in particolar modo) giovanissime, che vengono piuttosto confuse da modelli ideali proposti dai media che creano nell’immaginario collettivo di adolescenti deboli che concentrano i loro desideri in un corpo diverso dal loro.

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Anoressia

il peso Questo terribile disturbo alimentare nasce infatti da questo singolare bisogno, quello di assomigliare a modelli perfetti nati nella mente, e quindi si concretizza nella realtà in un rifiuto del cibo, che diviene l’acerrimo nemico di chi ha come unico scopo quello di dimagrire pesantemente. La sintomatologia si presenta con una magrezza estrema, un desiderio costante, nonostante la magrezza stessa di dimagrire ulteriormente; il desiderio di non superare una soglia di magrezza, nonostante l’evidente sottopeso, la sospensione del ciclo mestruale, che diventa irregolare, un calo dell’autostima. La malattia si manifesta attraverso questi sintomi e una volta attaccata la mente e il corpo, presenta ulteriori problematiche insorgenti:

1) La prima e più importante è una cefalea continua. Non apportando la giusta quantità di zuccheri al cervello, si ha una continua sensazione di pesantezza, di stordimento e di dolore anche.

2) Calo della densità ossea, che porta come primaria conseguenza l’osteoporosi.

3) Ciclo mestruale scarno e assolutamente mancante (amenorrea) che si presenta ogni due o tre mesi.

4) Calo fortissimo del desiderio sessuale, che si manifesta negli uomini con la mancanza di erezione.

5) Ipoglicemia prodotta dagli ormoni peptici.

6) Diminuzione dei leucociti nel sangue.

A livello visibile invece, questa malattia si presenta con la fuoriuscita di acne seborroica in viso, pelle secca e disidratata, dovuta al mancato apporto di acqua e vitamine all’organismo, fragilità delle unghie, dovuta alla mancanza di calcio, e gengivite, ovvero ingrossamento e sanguinamento delle gengive, che possono portare dolore a tutta la bocca.


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    Le cause della malattia

    piatto vuoto La malattia, porta ad un continuo e spasmodico rifiuto del cibo, o all’espulsione forzata di esso attraverso il vomito. A questi due fattori viene associata una costante attività fisica esagerata, volta ad un dimagrimento immediato e soddisfacente. Ovviamente il corpo umano ha bisogno di assumere dal cibo energie, e l’attività fisica va effettuata se alla base c’è la possibilità di effettuarla. Chi rifiuta di mangiare, e si sottopone poi ad uno sforzo fisico eccessivo,strattona il proprio organismo fino a portarlo allo strenuo delle forze, inducendone una secchezza estrema.

    Si è appurato nel corso del tempo che questa malattia può dipendere da un disturbo della sfera ossessivo compulsiva, e da un atteggiamento negativo nei confronti di se stessi , ma questa non è l’unica causa di questo terribile disturbo alimentare. Le principali e più diffuse sono le cause psicologiche che vengono scaturite da fattori precisi, quali un fallimento scolastico o lavorativo, un problema familiare, la perdita di una persona cara, una rottura amorosa, l’allontanamento dagli amici. Tutte queste variabili hanno un’influenza potentissima sulla mente delle persone che non riuscendo a contenere il dolore tendono a prenderlo su di sé, come fosse una croce, come fosse l’unico modo per non pensare, come se la soluzione non esistesse al di là di quella di non mangiare, di correre contro il tempo, di affannarsi, si espellere dal proprio corpo la minima quantità di cibo e di dolore. Le cause sociali invece sono da addurre ad una mancata comunicazione nella sfera familiare, con la quale si hanno gravi difficoltà a portare avanti una relazione sana, dove è impossibile esprimere le proprie emozioni o le proprie paure; in questo caso, l’anoressia, si presenta come un modo per comunicare in silenzio il proprio dolore, e allo stesso tempo i propri bisogni. Spesso le cause possono essere anche di tipo genetico: se ad esempio in famiglia ci sono persone con questo tipo di disturbo alimentare, si innescherà una sorta di meccanismo a catena che porterà anche altri familiari a soffrire potenzialmente del medesimo disturbo. L’anoressia è diffusa tra le gemelle ad esempio, o tra sorelle molto vicine di età …


    Una malattia del corpo e della mente

    Solitamente le paure dei soggetti anoressici e bulimici anche si possono sintetizzare nei seguenti punti:

    1)Paura di ingrassare

    2)Sentire che il cibo è un nemico

    3)Sentire la necessità di sminuzzare il cibo

    4)Vedersi sempre grassi allo specchio

    5)Avere una visione distorta di se stessi nonostante la magrezza

    6)Pensare di essere in sovrappeso

    7)Non piacersi

    8)Sentirsi costretti al cibo dagli altri

    9)Fare attività fisica costante

    10)Sentirsi in colpa dopo aver mangiato

    11)Seguire un regime alimentare scarno e ferreo

    12)Espellere il cibo provocandosi il vomito

    13)Controllare il peso del cibo e delle calorie di questo

    14)Gli altri ti vedono sottopeso avendo loro una visione sbagliata

    15)Desiderare continuamente di essere più magri

    Ovviamente le conseguenze investono anche il piano psicologico: i soggetti anoressici come quelli bulimici, tendono ad essere depressi, a trattare male gli altri, a sentirsi non capiti; odiano i luoghi affollati ed i gruppi, rifiutano l’approccio fisico, non sentendosi a loro agio nel proprio corpo, sono soli, ed amano la solitudine. Altre patologie mentali conseguenti all’anoressia stessa sono l’aggressività, l’ansia e il panico. Soggetti affetti da disturbi alimentari tendono a problemi di respirazione, a pianti isterici ad urla improvvise. Nei casi più gravi si manifestano in pazienti bordeline.

    L’anoressia può presentarsi con un rifiuto quasi totale del cibo, oppure con grandi abbuffate che sono seguite dal vomito, per il forte senso di colpa. Esistono delle differenze notevoli tra l’anoressia e la bulimia, anche se questi due disturbi alimentari risultano agli occhi di molti parecchio simili.


    I disturbi dell'alimentazione: Bulimia e obesità

    bulimia Solitamente l’anoressia colpisce soggetti giovanissimi, mentre la bulimia è un disturbo alimentare che si presenta negli adulti; ma non ci sono regole ben precise a riguardo, infatti può colpire varie fasce d'età. Sono malattie che provocano molto dolore e sono associate a stati di ansia e di panico. Esse si assomigliano parecchio ma presentano comunque delle sostanziali differenze. Le terapie per queste due malattie sono di due tipi: psicologica e farmacologica. La terapia psicologica è la più incidente e lavora sul lungo termine in quanto il/la paziente fa con il medico un percorso preciso che la/lo porta ad esaminare la causa del suo male, che sia di origine amorosa, lavorativa, famigliare, amichevole. Una volta individuato il problema, si cerca di estirparlo. Le sedute possono essere anche di gruppo, o possono coinvolgere i familiari, se il problema sorge all’interno del nucleo stesso, infatti, è importante che il fatto venga risolto insieme alle persone che ne determinano la causa. La terapia psicologica funge anche da momento di relax per i soggetti nervosi e compulsivi. La terapia farmaceutica agisce sul corpo e non sulla mente e ha i suoi riscontri nell’immediato. Lo scopo è quello di ripristinare le naturali funzioni dell’organismo, che si sono perse privandosi del cibo. Molto importante è avere il consenso del paziente che è affetto da disturbi di tipo alimentare, essendo questo non controllabile infatti potrebbe rispondere in malo modo alla terapia stessa, rifiutandola anche. Queste patologie del cibo, in alcuni casi hanno condotto al suicidio.

    Oggi giorno questi disturbi essendo conosciuti non rappresentano una reale minaccia per le persone. Solitamente vengono sorpresi in tempo, e possono essere curati. Anche l’obesità costituisce una gravissima problematica molto diffusa invece nel nostro Paese. Si presenta con una grassezza eccessiva, e con un’impossibilità a dimagrire. L’obesità è causata da una vita sedentaria, e da un’alimentazione scorretta. E’ diffusa nei bambini come negli adulti. Il primo passo da compiere per combattere l’obesità è recarsi da un nutrizionista o da un dietologo, fare un qualsiasi sport in maniera costante e quotidiana e scoprire attraverso un percorso psicologico, quali sono le cause da addurre a tale problematica.



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