periartrite della spalla

Infiammazioni

Caratteristiche periatrite scapolo omerale

Questo tipo di disturbo, la periartrite della spalla, è piuttosto diffuso e può avere un'origine determinata da numerosi fattori.

di Redazione

12 novembre 2015

Dolore alla spalla

La periartrite della spalla è un disturbo piuttosto diffuso che interessa l'articolazione scapolo-omerale. Il dolore è dovuto all'attrito della cuffia dei rotatori e della borsa sotto-acromiale contro il tetto coraco-acromiale. La patologia causa, inoltre, ridotta mobilità articolare e debolezza locale. La periartrite è quindi una sindrome da conflitto che può essere provocata da vari fattori: artrosi dell'articolazione acromio-clavicolare, calcificazione del legamento coraco-acromiale, struttura anormale dell'acromion e squilibri muscolari. Nella maggior parte dei casi una terapia conservativa può risolvere i problemi, con riposo sportivo e lavorativo, assunzione di farmaci antinfiammatori (FANS), applicazioni di ghiaccio e trattamenti fisioterapici con terapia manuale, riacquisizione del controllo del movimento e della forza muscolare. Mediante l'esame clinico il fisioterapista valuta la biomeccanica anormale e attua un opportuno trattamento di riabilitazione. Altre volte, invece, bisogna effettuare infiltrazioni con cortisone e anestetico e in rari casi intervenire chirurgicamente se la terapia risulta inefficace dopo 3-6 mesi.

Cause periartrite

La cuffia dei rotatori è formata dai tendini di quattro muscoli: sovraspinato, sottospinato, sottoscapolare e piccolo rotondo. Tutti insieme i tendini avvolgono la testa dell'omero come se fossero una "cuffia". Tale cuffia è posizionata tra una parte superiore, l'arco coraco-acromiale, ed una parte inferiore, la testa dell'omero. In questo spazio c'è anche la borsa sotto-acromio-deltoidea il cui compito è diminuire l'attrito tra la cuffia e la parte alta. Per comprendere i disturbi della periartrite della spalla occorre soffermarsi sulla funzionalità della cuffia dei rotatori, oltre che sulla loro anatomia appena descritta. La testa dell'omero è mantenuta in posizione sulla cavità glenoidea della scapola da stabilizzatori attivi e stabilizzatori passivi. I muscoli che agiscono sull'omero funzionano correttamente soltanto se la cuffia dei rotatori mantiene stabile la testa dell'omero. Se tale stabilizzazione non avviene più la testa dell'omero si sposta verso l'alto provocando la compressione della cuffia, determinando un conflitto sub-acromiale di tipo funzionale.

Tipologie di periartrite

La progressiva degenerazione della cuffia dei rotatori può portare alla lesione del tendine del sovraspinato con risalita della testa dell'omero. Le cause della periartrite della spalla possono essere: osteofiti da artrosi acromion-clavicolare, calcificazione o ispessimento del legamento coraco-acromiale, spostamento della testa omerale con perdita della cuffia, difetti strutturali dell'acromion, problemi della capsula articolare, borsa sotto-acromion-deltoidea ispessita, traumi e microtraumi cronici. Secondo la classificazione di Neer la sindrome da conflitto si suddivide in tre stadi. Il 1° stadio è reversibile, riguarda pazienti con meno di 25 anni ed è caratterizzato da un'emorragia o un edema causato da sovraccarico. Il 2° stadio riguarda pazienti tra 25 e 40 anni d'età. È presente una fibrosi irreversibile delle strutture sotto l'acromion, tendini e borsa, ma è possibile trattare la sintomatologia del paziente. Il 3° stadio riguarda individui al di sopra dei 50 anni ed è caratterizzato da una tendinite cronica della cuffia dei rotatori che possono rompersi in maniera totale o parziale.

Sintomi periartrite

I sintomi della periartrite della spalla sono dolore alla spalla e riduzione della capacità di movimento. Il sollevamento del braccio verso l'alto aumenta la sintomatologia dolorosa. Durante la fase di infiammazione il dolore è avvertito a riposo o la notte con impossibilità di dormire sul fianco corrispondente alla spalla dolorante. I fastidi possono comparire improvvisamente, dopo un trauma, oppure svilupparsi subdolamente senza cause apparenti. Il paziente colpito da periartrite della spalla presenta limitazioni nell'elevazione del braccio, nell'adduzione e nell'intrarotazione. La forza dei muscoli è ridotta durante l'extrarotazione del braccio e nell'abduzione. La radiografia è utile per rivelare le alterazioni della struttura ossea e le calcificazioni. L'ecografia è impiegata per controllare lo stato della cuffia dei rotatori. La risonanza magnetica nucleare permette una profonda analisi della parte, sopratutto se è previsto l'intervento chirurgico.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali sintomi della periartrite della spalla e quando peggiorano?
    I sintomi principali includono dolore localizzato nella spalla e una significativa riduzione della mobilità articolare. Il dolore tende ad aggravarsi durante il sollevamento del braccio verso l'alto. Nella fase infiammatoria acuta, il fastidio può persistere anche a riposo o di notte, rendendo spesso impossibile dormire sul lato interessato. Inoltre, si osservano limitazioni specifiche nei movimenti di elevazione, adduzione e intrarotazione, mentre la forza muscolare risulta compromessa durante l'extrarotazione e l'abduzione. Questi segni possono comparire improvpiamente dopo un trauma o insorgere gradualmente.
  • Come funziona la terapia conservativa per curare questa condizione?
    Nella maggior parte dei casi, la periartrite si risolve con terapie conservative non invasive. Il protocollo tipico prevede inizialmente il riposo sportivo e lavorativo per ridurre lo stress sull'articolazione, affiancato dall'assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e dall'applicazione locale di ghiaccio per controllare il gonfiore. Successivamente, entra in gioco la fisioterapia: un professionista valuta la biomeccanica anomala e propone trattamenti manuali mirati a recuperare il controllo del movimento e a rafforzare i muscoli locali, prevenendo recidive future attraverso un corretto equilibrio muscolare.
  • Quali esami diagnostici sono necessari per confermare la diagnosi?
    Per valutare la gravità e la natura del problema, si utilizzano diverse immagini mediche complementari. La radiografia è fondamentale per individuare alterazioni della struttura ossea, come osteofiti o calcificazioni nel legamento coraco-acromiale. L'ecografia è invece lo strumento preferito per analizzare lo stato di integrità della cuffia dei rotatori e della borsa sotto-acromiale in tempo reale. Infine, la risonanza magnetica nucleare offre una visione dettagliata e profonda dei tessuti molli, risultando particolarmente indicata quando si sta valutando la necessità di un intervento chirurgico o per diagnosticare lesioni complesse.
  • Cosa sono gli stadi di Neer e come influenzano il trattamento?
    La classificazione di Neer divide la sindrome da conflitto in tre fasi evolutive basate sull'età e sulla gravità tissutale. Lo stadio 1, tipico dei giovani sotto i 25 anni, è reversabile e caratterizzato da emorragie o edemi dovuti a sovraccarico. Lo stadio 2, tra i 25 e i 40 anni, vede una fibrosi irreversibile delle strutture sotto l'acromion, ma il trattamento sintomatico rimane efficace. Lo stadio 3, comune negli over 50, implica una tendinite cronica con rischio di rottura parziale o totale della cuffia, richiedendo spesso approcci terapeutici più aggressivi o chirurgici.
  • Quando è necessario considerare un intervento chirurgico o le infiltrazioni?
    Le infiltrazioni con cortisone e anestetico vengono impiegate solitamente quando la terapia conservativa non fornisce sollievo sufficiente, specialmente in presenza di dolore intenso che limita le attività quotidiane. L'intervento chirurgico rappresenta l'ultima opzione, riservata ai casi in cui la sintomatologia persiste nonostante un percorso riabilitativo e farmacologico protratto per almeno 3-6 mesi. L'operazione diventa necessaria soprattutto nello stadio avanzato della malattia (stadio 3 di Neer), dove vi sono lesioni strutturali significative come rotture complete della cuffia dei rotatori o deformità ossee che comprimono meccanicamente i tessuti.

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