Terapie

Le terapie, come spiega bene l'etimologia del termine che deriva dal greco, sono definibili come l'insieme delle procedure e delle pratiche tendenti verso lo stato di guarigione. Dunque, in pratica parlando di terapie ci si riferisce in generale a un gruppo di misure concrete di trattamento, atte a curare malattie e ferite o ad alleviarne i sintomi, allo scopo di ripristinare la salute dell'organismo.

Le cure si distinguono poi in tradizionali e alternative. Quelle tradizionali a loro volta comprendono innanzitutto i trattamenti farmacologici, che curano per mezzo dei principi attivi chimici dei farmaci, e quelli chirurgici, che si avvalgono di interventi manuali di tipo più o meno invasivo, da svolgersi ambulatorialmente o in alternativa in sala operatoria. In quest'ultimo caso, l'operazione può comportare il ricovero in strutture ospedaliere, ... continua


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      Controllo della pressione arteriosa Un cambio graduale delle abitudini quotidiane può essere sufficiente ad alzare la pressione sanguigna senza ricorrere a farmaci specifici.
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      prosegui ... , che a seconda delle esigenze può durare più giorni o invece ridursi a 24 ore ( si parla allora di regime di day hospital).

      Delle terapie tradizionali fanno poi parte quelle di profilassi, dirette più che alla cura alla prevenzione delle malattie. Si parla in particolare di profilassi primaria quando si cerca di evitare l'insorgere di infezioni o disturbi, mentre con profilassi secondaria ci si riferisce a misure volte ad evitare l'evoluzione di un'infezione in malattia conclamata o la cronicizzazione ed il peggioramento di uno stato patologico già acquisito.

      Infine, alla medicina tradizionale appartengono le misure riabilitative, finalizzate al recupero o al contenimento delle disabilità funzionali. Da ultimo, citiamo le cure palliative o del dolore, le quali non rimandano in realtà all'antico significato di trattamento volto alla guarigione, perché il loro obiettivo è semplicemente cercare di contenere il più possibile la sofferenza che inevitabilmente affligge i malati in stato terminale.

      Per quanto riguarda le terapie alternative, invece, possiamo citare quelle più famose, ossia l'omeopatia, i trattamenti manuali, la fitoterapia e l'agopuntura.

      Oltre alla denominazione classica, per riferirsi a questo ampio universo di trattamenti si usano anche gli appellativi di terapie non convenzionali o complementari, che paiono più adeguati, in quanto non tendono ad affrancarle da quei necessari e rigorosi test di efficacia, che potrebbero sembrare accessori nel caso l'accento venisse posto su presupposti culturali diversi o appunto "alternativi".

      Ed è proprio in base a questi processi di validazione, che per i farmaci convenzionali si concretizzano in test clinici e pre-clinici di efficacia comparativa, che le medicine alternative si differenziano da quelle tradizionali: se infatti i rimedi fitoterapici in alcuni casi sono assimilati ai farmaci (e dunque ne condividono i vincoli) in virtù della concentrazione del principio attivo, quelli omeopatici vengono controllati sempre solo al livello della sicurezza e non a quello dell'efficacia.

      Insomma, a quanto pare, dei medicamenti omeopatici si sa solo che non sono dannosi, ma non se o quanto sono utili.

      Nonostante ciò, anche per merito della Cochrane Collaboration, oggi esistono molti studi riguardanti le terapie omeopatiche e quelle che si basano sull'agopuntura. Se quest'ultima, stando ai risultati, sembra dimostrare una certa efficacia contro la dipendenza da nicotina ed i dolori cronici come quelli causati dalla cefalea, per l'omeopatia, la più diffusa tra le cure anticonvenzionali, i dati sono molto meno confortanti. Infatti, alcune ricerche la accomunano ai placebo, mentre altre intravedono una minima efficacia per disturbi minori come l'asma.

      Comunque sia, il sospetto nei confronti delle cure non convenzionali si sta gradualmente riducendo, soprattutto all'estero, dove le cosiddette terapie integrate, che uniscono i vantaggi di tutte le branche della medicina naturale, non solo sono oggetto di ricerche universitarie (con ben 52 università degli Stati Uniti che le prevedono nei loro piani di studi), ma sono sempre più utilizzate anche nella cura dei tumori.

      Si parla infatti di terapie oncologiche integrate, che lungi dal rinunciare alla chemioterapia, la affiancano a rimedi omeopatici e fitoterapici come l'artemisia e la curcumina, per unire gli sforzi e fare di tutto per contrastare la crescita delle cellule tumorali.