Dettaglio di un pancione in gravidanza

Terapie

Clistere gravidanza

La stipsi in gravidanza è comune. Per eliminarla si fa un clistere gravidanza che svuota l'intestino e risolleva dai dolori della mancata evacuazione.

di Redazione

25 gennaio 2017

L'importanza del clistere

La gravidanza è un periodo carico di emozioni per la futura mamma e che la prepara psicologicamente alla nuova vita che l'aspetta. Durante questi nove mesi il corpo della donna subisce numerosi cambiamenti per poter accogliere il feto che man mano cresce e per potersi preparare al parto. Questi cambiamenti, sia fisici che ormonali, finiscono per creare non pochi scompensi nella donna gravida e tra questi è annoverata la stitichezza. Non bisogna pensare che si tratti di un fenomeno raro in quanto colpisce più del 20% delle donne in stato di gravidanza. Se il disturbo dura nel tempo è consigliabile procedere con un clistere gravidanza per eliminare le feci e, insieme a queste, anche il dolore dovuto alla loro permanenza nel retto e all'impossibilità di evacuare. Il clistere, inoltre, é utile per evitare la formazione di emorroidi che non fanno che aumentare il dolore e che sono anche problematiche da eliminare.

Quando si può parlare di stipsi

Effettivamente si può parlare di stipsi durante la gravidanza quando si prova per un periodo di tre mesi, almeno due dei seguenti disturbi: feci di consistenza dura o caprine (vale a dire le classiche feci a palline), dolore durante l'evacuazione, la sensazione di non aver evacuato del tutto e la sensazione di avere una specie d'ostruzione a livello anale. I motivi per cui durante la gravidanza insorge la stitichezza variano a seconda del periodo: nel primo trimestre la stipsi è dovuta ai maggiori livelli di progesterone nel siero e, in concomitanza, ai ridotti livelli di ormoni estrogeni; nel secondo semestre e nel terzo invece la stitichezza è portata dall'azione meccanica e di compressione effettuata dall'utero sul retto e sull'ano. Nei primi mesi e nelle ultime settimane, inoltre, potrebbero intervenire anche fattori di natura psicologica.

Cosa farein caso di stitichezza

Ignorare il problema non è la soluzione migliore da attuare. Se si crede che si debba sopportare il disturbo perché fisiologico e funzionale per la gravidanza, si è decisamente in errore. Intervenire è necessario per evitare numerose complicazioni tra cui le già citate emorroidi ma anche la formazione di ragadi, fecalomi, prolasso rettale, fistole e altri problemi ancora fino ad arrivare addirittura alla comparsa di neoplasie rettali. I primi rimedi che si possono attuare sono l'utilizzo di borse d'acqua calda allo scopo di rilassare la muscolatura e stimolare l'attività intestinale, modificare la dieta e aumentare l'apporto di fibre e fare delle passeggiate dopo i pasti. Se si soffre abitualmente di stitichezza probabilmente si è abituati a prendere farmaci lassativi che però in gravidanza e allattamento sono assolutamente vietati, meglio optare per una tisana a base di malva.

Tutto quello che c'è da sapere

I clisteri in gravidanza possono risolvere il problema della costipazione in maniera piuttosto rapida. Usarli in maniera razionale, senza abusarne e secondo le prescrizioni date dal medico di famiglia o dal ginecologo, può rendere il periodo della gravidanza molto più semplice da vivere. Un eccessivo uso, infatti, finirebbe per essere controproducente e arriverebbe a creare fastidiose irritazioni anali e rettali. Ovviamente si tratta di un intervento da effettuare solo se le altre alternative proposte non hanno dato i risultati sperati. I clisteri gravidanza più sicuri da usare sono quelli a base d'acqua. Inoltre sul mercato sono in vendita perette che contengono anche glicerina che va a proteggere e nutrire le mucose ed estratto di camomilla e malva che creano sollievo localmente e distendono l'area.

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Domande frequenti

  • È sicuro utilizzare il clistere durante la gravidanza?
    Sì, il clistere può essere utilizzato in gravidanza, ma esclusivamente sotto controllo medico e come ultima risorsa quando le misure conservative falliscono. È fondamentale non abusarne, poiché un uso eccessivo può causare irritazioni rettali o indurre contrazioni uterine premature. Si preferiscono clisteri a base di acqua tiepida o prodotti specifici contenenti glicerina, camomilla o malva, che proteggono le mucose. Consultare sempre il ginecologo prima dell'uso per garantire la sicurezza del feto e della madre.
  • Quali sono le cause principali della stitichezza in gravidanza?
    Le cause variano in base al trimestre. Nel primo trimestre, l'eccesso di progesterone rallenta la motilità intestinale, mentre gli estrogeni bassi contribuiscono al fenomeno. Nel secondo e terzo trimestre, la causa principale diventa meccanica: l'utero in crescita comprime direttamente il retto e l'ano, ostacolando l'evacuazione. Anche fattori psicologici, come lo stress legato alla gestazione, possono aggravare il problema, rendendo necessaria un'attenzione particolare alla dieta e allo stile di vita.
  • Quali rischi comporta ignorare la stitichezza in gravidanza?
    Ignorare la stitichezza può portare a complicanze serie oltre al dolore immediato. Tra i rischi vi sono la formazione di emorroidi, ragadi anali (lesioni dolorose), fecalomi (accumuli di feci indurite), prolasso rettale e fistole. In casi estremi e trascurati, la cronicità del problema potrebbe predisporre a patologie più gravi. Pertanto, intervenire tempestivamente con rimedi naturali o, se necessario, clinici, è essenziale per prevenire danni alla salute anale e pelvica della futura mamma.
  • Come si definisce clinicamente la stipsi in gravidanza?
    Si parla di stipsi quando persistono per almeno tre mesi almeno due dei seguenti sintomi: feci dure o a palline (consistenza caprina), dolore durante l'evacuazione, sensazione di evacuazione incompleta e sensazione di ostruzione a livello anale. Questa definizione aiuta a distinguere un semplice ritardo occasionale da un disturbo cronico che richiede un approccio terapeutico mirato, differenziandolo dalle normali variazioni intestinali tipiche della gestazione.
  • Quali sono le alternative naturali ai lassativi farmacologici?
    In gravidanza, i lassativi chimici sono generalmente vietati. Le alternative sicure includono l'aumento dell'apporto idrico e delle fibre alimentari, l'attività fisica leggera come le passeggiate post-prandiali e l'uso di borse dell'acqua calda per rilassare la muscolatura addominale. Possono essere utili anche tisane specifiche, come quella a base di malva, che agiscono delicatamente. Solo se queste misure non funzionano si valuta, col parere del medico, l'impiego di clisteri o supposte a base di glicerina.

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