L'importanza del clistere
La gravidanza è un periodo carico di emozioni per la futura mamma e che la prepara psicologicamente alla nuova vita che l'aspetta. Durante questi nove mesi il corpo della donna subisce numerosi cambiamenti per poter accogliere il feto che man mano cresce e per potersi preparare al parto. Questi cambiamenti, sia fisici che ormonali, finiscono per creare non pochi scompensi nella donna gravida e tra questi è annoverata la stitichezza. Non bisogna pensare che si tratti di un fenomeno raro in quanto colpisce più del 20% delle donne in stato di gravidanza. Se il disturbo dura nel tempo è consigliabile procedere con un clistere gravidanza per eliminare le feci e, insieme a queste, anche il dolore dovuto alla loro permanenza nel retto e all'impossibilità di evacuare. Il clistere, inoltre, é utile per evitare la formazione di emorroidi che non fanno che aumentare il dolore e che sono anche problematiche da eliminare.
Quando si può parlare di stipsi
Effettivamente si può parlare di stipsi durante la gravidanza quando si prova per un periodo di tre mesi, almeno due dei seguenti disturbi: feci di consistenza dura o caprine (vale a dire le classiche feci a palline), dolore durante l'evacuazione, la sensazione di non aver evacuato del tutto e la sensazione di avere una specie d'ostruzione a livello anale. I motivi per cui durante la gravidanza insorge la stitichezza variano a seconda del periodo: nel primo trimestre la stipsi è dovuta ai maggiori livelli di progesterone nel siero e, in concomitanza, ai ridotti livelli di ormoni estrogeni; nel secondo semestre e nel terzo invece la stitichezza è portata dall'azione meccanica e di compressione effettuata dall'utero sul retto e sull'ano. Nei primi mesi e nelle ultime settimane, inoltre, potrebbero intervenire anche fattori di natura psicologica.
Cosa farein caso di stitichezza
Ignorare il problema non è la soluzione migliore da attuare. Se si crede che si debba sopportare il disturbo perché fisiologico e funzionale per la gravidanza, si è decisamente in errore. Intervenire è necessario per evitare numerose complicazioni tra cui le già citate emorroidi ma anche la formazione di ragadi, fecalomi, prolasso rettale, fistole e altri problemi ancora fino ad arrivare addirittura alla comparsa di neoplasie rettali. I primi rimedi che si possono attuare sono l'utilizzo di borse d'acqua calda allo scopo di rilassare la muscolatura e stimolare l'attività intestinale, modificare la dieta e aumentare l'apporto di fibre e fare delle passeggiate dopo i pasti. Se si soffre abitualmente di stitichezza probabilmente si è abituati a prendere farmaci lassativi che però in gravidanza e allattamento sono assolutamente vietati, meglio optare per una tisana a base di malva.
Tutto quello che c'è da sapere
I clisteri in gravidanza possono risolvere il problema della costipazione in maniera piuttosto rapida. Usarli in maniera razionale, senza abusarne e secondo le prescrizioni date dal medico di famiglia o dal ginecologo, può rendere il periodo della gravidanza molto più semplice da vivere. Un eccessivo uso, infatti, finirebbe per essere controproducente e arriverebbe a creare fastidiose irritazioni anali e rettali. Ovviamente si tratta di un intervento da effettuare solo se le altre alternative proposte non hanno dato i risultati sperati. I clisteri gravidanza più sicuri da usare sono quelli a base d'acqua. Inoltre sul mercato sono in vendita perette che contengono anche glicerina che va a proteggere e nutrire le mucose ed estratto di camomilla e malva che creano sollievo localmente e distendono l'area.