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Ascesso dentario

Aggiornato il 22 settembre 20164 capitoli5 domande frequenti
Sezione di un dente malato

Ascesso dentario: descrizione e cause

L'ascesso dentale si presenta come un circoscritto accumulo di liquido purulento, spesso di colore bianco. Questo liquido è composto da pus, ossia da batteri, sangue e globuli bianchi. Quando l'infezione interessa la polpa del dente si parla di ascesso dentario periapicale, mentre se coinvolge una delle strutture di sostegno del dente, come legamenti o osso alveolare, il paziente è affetto da ascesso dentario parodontale. Quando ad essere colpite sono le gengive, invece, si parla di ascesso gengivale. Le cause dell'ascesso sono sempre le lesioni a carico del dente, a partire dalla carie. Anche un intervento ai denti può provocare questo tipo di infezione. Esistono, inoltre, diversi fattori di rischio: la cattiva igiene orale e la secchezza delle fauci, alcune malattie come AIDS, reflusso gastroesofageo e diabete, ma anche le cattive abitudini come l'uso di tabacco e alcol, o un prolungato trattamento con corticosteroidi.

Ascesso dentario: sintomi e diagnosi

Non tutti i pazienti lamentano gli stessi sintomi. Caratteristico dell'ascesso dentario è il dolore, che ha quasi sempre un'intensità notevole, soprattutto quando si sfiora la zona infetta. Possono presentarsi anche gonfiore alle gengive, ipersensibilità dei denti e alitosi. Quando l'infezione è grave il paziente può avere linfonodi del collo ingrossati e febbre. In alcuni casi, però, anche se il paziente è affetto da ascesso dentario, egli può non avvertire sintomi, soprattutto se l'infezione è agli esordi o se interessa esclusivamente la gengiva. La diagnosi di ascesso dentario viene effettuata dal dentista, che, prima di tutto, osserva l'infiammazione e testa l'intensità del dolore toccando il dente interessato. Per prescrivere una terapia adeguata è bene prelevare un campione di pus per identificare la natura dell'infezione. Nei casi più gravi viene effettuata una radiografia per accertarsi che non si siano sviluppate complicazioni.

Terapia dell'ascesso dentario

In caso di ascesso dentario la terapia antibiotica è quasi sempre indispensabile. Nei casi moderatamente gravi, però, può essere necessaria l'incisione dell'ascesso per permettere il drenaggio del pus. L'azione di alcuni tipi di antibiotici è inibita dai fermenti contenuti nei latticini, perciò è bene evitare l'assunzione di tali alimenti in prossimità di quella dei medicinali. Antinfiammatori e antidolorifici, come FANS e paracetamolo, possono aiutare ad alleviare il dolore e abbassare la febbre, ma il loro abuso è dannoso per l'organismo. È sconsigliata, invece, l'assunzione di acido acetilsalicilico (più noto come aspirina); questa sostanza, anziché alleviare il fastidio, potrebbe aggravare l'irritazione della zona coinvolta dall'ascesso. A volte può essere necessario un intervento chirurgico: in base all'entità del danno e ai tessuti coinvolti potrebbe essere necessario devitalizzare il dente, incapsularlo o estrarlo. A volte all'estrazione segue il raschiamento dei tessuti molli residui. Quando l'ascesso raggiunge dimensioni importanti potrebbe concretizzarsi il rischio di setticemia, perciò sè necessario il ricovero in ospedale.

Consigli e prevenzione

Un ascesso dentario non andrebbe mai trascurato, soprattutto da chi soffre di altre patologie. Le possibili complicazioni di tale patologia, infatti, potrebbero essere anche gravi: c'è il rischio che l'ascesso si rompa e vada ad invadere altre zone, che si estenda, che si ingrandisca fino a compromettere alcune funzionalità basilari. Un'infezione trascurata, inoltre, può sempre provocare la setticemia. Per prevenire gli ascessi dentari è bene curare la propria igiene orale, lavando i denti almeno tre volte al giorno, evitando però traumi alle gengive. Il collutorio va sempre usato, ma dopo il lavaggio con dentifricio. Lo spazzolino va cambiato spesso. In caso si sospetti la presenza di un ascesso, nell'attesa della cura prescritta dal medico, è bene evitare cibi troppo caldi o troppo freddi, zuccheri e coloranti. Esistono diversi antidolorifici naturali, come i chiodi di garofano, che possono alleviare il dolore in attesa della cura farmacologica.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali sintomi di un ascesso dentario e quando preoccuparsi?
    I sintomi tipici includono un dolore intenso e pulsante nella zona interessata, gonfiore alle gengive, ipersensibilità ai caldo/freddo e alito cattivo. In casi più gravi possono comparire febbre e linfonodi del collo ingrossati. Tuttavia, in fasi iniziali o negli ascessi gengivali, la malattia potrebbe essere asintomatica. È fondamentale rivolgersi immediatamente a un dentista se si nota gonfiore facciale, difficoltà a deglutire o respirare, oppure se il dolore diventa insopportabile, poiché questi segnali indicano un'infezione attiva che richiede intervento professionale.
  • È vero che i latticini interferiscono con gli antibiotici per l'ascesso?
    Sì, è corretto. Alcuni tipi di antibiotici comunemente prescritti per le infezioni dentali vedono ridotta la loro efficacia se assunti insieme a prodotti lattiero-caseari. I fermenti e il calcio presenti nel latte, yogurt o formaggi possono legarsi al farmaco, impedendone un corretto assorbimento. Per garantire l'efficacia della terapia, si consiglia di assumere gli antibiotici lontano dai pasti contenenti latticini, rispettando sempre le indicazioni specifiche riportate nel foglietto illustrativo o fornite dal proprio medico curante.
  • Perché è sconsigliato prendere l'aspirina per il dolore dentale?
    L'acido acetilsalicilico, noto come aspirina, non è raccomandato per il dolore legato a un ascesso dentario perché può irritare ulteriormente i tessuti già infiammati e aumentare il rischio di sanguinamento. Sebbene sia un analgesico, il suo effetto locale sulla mucosa orale può peggiorare l'irritazione esistente. Per alleviare il dolore e la febbre associati all'ascesso, sono preferibili farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o paracetamolo, purché assunti secondo le dosi consigliate e sotto supervisione medica, evitando sempre l'automedicazione eccessiva.
  • Come si previene la formazione di ascessi dentali?
    La prevenzione si basa principalmente su una rigorosa igiene orale: lavare i denti almeno tre volte al giorno con tecnica corretta per evitare traumi alle gengive e usare il collutorio dopo lo spazzolamento. Cambiare frequentemente lo spazzolino è essenziale per evitare la proliferazione batterica. Inoltre, controllare periodicamente la presenza di carie e sottoporsi a visite odontoiatriche regolari permette di intervenire tempestivamente. Chi soffre di diabete o assume corticosteroidi deve prestare particolare attenzione, dato che questi fattori aumentano la suscettibilità alle infezioni orali.
  • Esistono rimedi naturali validi per alleviare il dolore in attesa del dentista?
    Sì, i chiodi di garofano sono tradizionalmente utilizzati per le loro proprietà anestetiche e antisettiche locali. Masticarne delicatamente uno vicino alla zona dolente o applicare olio essenziale diluito può fornire un sollievo temporaneo dal dolore. Durante l'attesa della visita, è utile evitare cibi troppo caldi, freddi, zuccherati o colorati, che potrebbero irritare ulteriormente la zona infetta. Tuttavia, questi metodi sono solo palliativi e non sostituiscono mai la necessità di una terapia medica appropriata per risolvere l'infezione sottostante.

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