dieta vegetariana

Dieta e Salute

La dieta vegetariana

La dieta vegetariana è uno dei regimi alimentari più diffuso, chi decide di intraprendere questa dieta deve stare attento a bilanciare bene gli alimenti per non incorrere in carenze nutrizionali

di Redazione

30 gennaio 2019

Alimentazione vegetariana

La dieta vegetariana è, dopo quella onnivora, la più diffusa e trova sempre più estimatori. Le ragioni che portano ad optare per questo stile di vita possono essere salutistiche, morali o legate all’ecologia; proprio queste motivazioni sono alla base delle diverse “correnti” e quindi dei diversi approcci, con conseguenti esclusioni parziali o totali di alcuni alimenti. Ecco una panoramica su cosa si deve sapere prima di intraprendere questa avventura!

Indicazioni generali

Possiamo dire che il vegetarianismo consiste nell’esclusione dall’alimentazione delle proteine di origine animale, in particolare della carne. Le correnti più diffuse sono: i latto-ovo-vegetariani che ammettono anche il consumo di latticini (ma solo formaggi prodotti con caglio vegetale) e uova; i latto-vegetariani che, rispetto ai precedenti, escludono anche queste ultime. Vi sono poi correnti meno diffuse (che non tratteremo in questo articolo) che accettano di includere pesce, crostacei e molluschi, specialmente se derivanti da pesca sostenibile. Agli onnivori questo regime può apparire poco vario e gustoso…in realtà le possibilità sono infinite e proprio la limitazione di alcuni cibi porta alla scoperta di nuovi prodotti, sapori ed abbinamenti.

Vantaggi dieta vegetariana

La dieta dei latto-ovo-vegetariani, dal punto di vista nutrizionale, è caratterizzata dalla ricchezza in fibre e micronutrienti (minerali e vitamine): chi la segue scrupolosamente ottiene spesso evidenti miglioramenti del proprio stato di salute. Se equilibrata in breve tempo porta alla riduzione del peso corporeo con conseguente miglioramento dei valori sanguigni (colesterolemia e glicemia), abbassamento della pressione, riduzione della costipazione e minor impatto dell’osteoporosi. Le statistiche dicono che in generale chi segue questo tipo di regime ha un IMC più basso della media: probabilmente, oltre all’eliminazione di molti cibi di origine animale, incide la maggiore attenzione alla qualità degli alimenti, la personale preparazione dei pasti con l’abbandono dei cibi pronti o molto processati dall’industria.

Svantaggi vegetarianismo

Ci possono essere anche degli svantaggi, soprattutto per chi è alle prime armi e non segue scrupolosamente le indicazioni di un nutrizionista, variando quindi opportunamente gli alimenti. In generale i vegetariani riescono ad avere un apporto proteico abbondante e completo grazie ai prodotti lattiero-caseari, alle uova e, soprattutto, al pressoché quotidiano consumo di legumi e derivati (per esempio quelli della soia). Nei primi tempi è bene farsi seguire da un esperto. Altro pericolo è lo squilibrio tra acidi grassi a favore degli Omega-6, abbondanti negli oli derivanti da girasole, germe di grano e mais. Per incrementare gli Omega-3, salutari per il sistema cardio-vascolare, non dimentichiamo di consumare con regolarità semi come noci, lino e canapa, oltre agli oli da loro derivati (da conservare in frigo per evitare l’ossidazione).

Gli errori da evitare nella dieta vegetariana

Questo stile di vita non è garanzia di salute e dimagrimento. Spesso si va incontro ad eccessi legati all’abuso di alimenti molto calorici perché ricchi di grassi e carboidrati a rapido assorbimento. Bisogna evitare di esagerare nel consumo di latticini, specialmente i formaggi e il burro. Altri cibi molto pericolosi sono gli oli vegetali e i loro derivati (ad esempio la margarina, che non di rado contiene dannosi grassi idrogenati): usiamoli in minime quantità. Anche l’eccesso di carboidrati è sempre in agguato, specie se optiamo per quelli prodotti con cereali raffinati: si può cadere nella spirale dei picchi glicemici. Convertiamoci da subito all’uso di prodotti integrali: le fibre sono di aiuto nel rallentare l’assorbimento dei glucidi ed evitare il senso di fame.

È adatta ai bambini? Si può adottare in maternità?

La dieta vegetariana è a tutti gli effetti una dieta completa e può quindi essere presa in considerazione liberamente anche dai bambini e donne incinta. Naturalmente bisogna prestare ancora più attenzione alle carenze nutrizionali. In particolare monitoriamo sempre il completo apporto di amminoacidi essenziali, di vitamina b12, di ferro e di calcio. Questi elementi si trovano normalmente nei cibi consentiti, ma perché l’apporto sia sufficiente ed equilibrato è meglio, specialmente in stagioni della vita così delicate, chiedere consiglio ad un esperto o farsi seguire costantemente da un nutrizionista esperto. Nel caso vi fosse qualche carenza grave (anche legata a un nostro malassorbimento) otterremo giusti consigli o verrà valutata l’opportunità di ricorrere ad integratori.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali differenze tra le varie correnti del vegetarianesimo?
    Il vegetarianesimo non è unico ma si divide in sottocategorie principali. I latto-ovo-vegetariani, i più diffusi, eliminano la carne ma consumano latticini (preferibilmente con caglio vegetale) e uova. I latto-vegetariani seguono la stessa linea ma escludono anche le uova. Esistono poi correnti meno comuni che includono pesce e crostacei, solitamente provenienti da pesca sostenibile. Comprendere queste distinzioni è fondamentale per scegliere il modello alimentare che meglio rispecchia le proprie convinzioni etiche, ecologiche o salutistiche, garantendo al contempo una pianificazione dietetica coerente.
  • Come prevenire le carenze di vitamina B12 e ferro in una dieta vegetariana?
    La vitamina B12 e il ferro sono nutrienti critici per i vegetariani. La B12 si trova naturalmente quasi esclusivamente negli alimenti animali; pertanto, i vegetariani devono affidarsi a fonti fortificate o integratori specifici, specialmente in gravidanza o infanzia. Il ferro presente nelle piante (ferro non eme) ha un assorbimento inferiore rispetto a quello della carne. Per ottimizzarne la biodisponibilità, è consigliabile consumare fonti vegetali di ferro insieme a vitamina C (agrumi, peperoni) e evitare tè o caffè durante i pasti principali, poiché questi riducono ulteriormente l'assorbimento minerale.
  • È sicuro seguire una dieta vegetariana durante la gravidanza e l'allattamento?
    Sì, la dieta vegetariana può essere sicura e completa anche in gravidanza e allattamento, purché sia attentamente bilanciata. In queste fasi delicate, il fabbisogno di nutrienti come proteine, ferro, calcio, zinco e vitamina B12 aumenta significativamente. È essenziale monitorare costantemente l'apporto di amminoacidi essenziali e prevedere eventuali integrazioni sotto supervisione medica. L'approccio dovrebbe privilegiare alimenti nutrienti densi, come legumi, cereali integrali, frutta secca e semi, evitando di cadere nell'errore comune di sostituire gli alimenti animali con prodotti altamente processati o ricchi di zuccheri semplici.
  • Quali sono gli errori più comuni che compromettono la salute in una dieta vegetariana?
    Un errore frequente è credere che eliminare la carne garantisca automaticamente la salute. Molti vegetariani incappano in eccessi calorici dovuti all'abuso di latticini grassi, burro, oli vegetali raffinati e margarina contenente grassi idrogenati. Un altro rischio è il consumo eccessivo di carboidrati raffinati, che causano picchi glicemici e fame rapida. Per evitare questi problemi, è fondamentale preferire cereali integrali, moderare l'uso dei grassi aggiunti e concentrarsi sulla qualità degli alimenti, riducendo i prodotti industriali a favore di preparazioni casalinghe equilibrate e ricche di fibre naturali.
  • Come bilanciare correttamente gli acidi grassi Omega-3 e Omega-6?
    Nella dieta vegetariana tende a esserci un eccesso di Omega-6 (presenti in oli di girasole, mais e germe di grano) a scapito degli Omega-3, cruciali per la salute cardiovascolare e antinfiammatoria. Per correggere questo squilibrio, è necessario introdurre regolarmente fonti vegetali di Omega-3, come semi di lino, semi di canapa, noci e i relativi oli spremuti a freddo. Questi oli sono delicati e soggetti a ossidazione: vanno conservati in frigorifero e utilizzati a crudo per preservarne le proprietà benefiche, assicurando così un corretto rapporto lipidico nell'alimentazione quotidiana.