Il marchio della philadelphia

Diete

Philadelphia calorie

Le calorie della Philadelphia sono pari a 282 per 100 g. Essa rappresenta la crema di formaggio più consumata da chi vuole tenersi in forma.

di Redazione

19 novembre 2015

Le calorie della Philadelphia

La ditta americana "Kraft Foods" è la produttrice ufficiale del formaggio Philadelphia. Il successo planetario ottenuto da questo tipo di crema spalmabile ha fatto in modo che il nome del prodotto diventasse un sostantivo vero e proprio. Infatti, la parola "Philadelphia" viene usata per indicare un formaggio cremoso spalmabile. Essa rappresenta un prodotto assolutamente genuino ed è uno snack ideale per i momenti in cui si ha voglia di concedersi un piccolo piacere. Infatti, le calorie contenute sono di 285 Kcal per 100 g di prodotto. I suoi valori nutrizionali, inoltre, ne fanno un alimento completo. Infatti essa contiene 3,1 g di carboidrati; 27,5 g di lipidi; 6,2 g di proteine e 0,2 g di fibra. Sono presenti anche discreti apporti di sali minerali come come calcio, fosforo e sodio.Questo tipo di formaggio contiene lattosio e non può essere utilizzato per coloro che soffrono di intolleranze di questo tipo.

Quanti tipi di Philadelphia esistono

Attualmente la Kraft è andata incontro alle esigenze della maggior parte dei propri clienti, ideando tipologie di Philadelphia adatte ai palati più disparati. Rispetto al modello classico, infatti, è presente anche: la "Philadelphia Light", quella "Senza Lattosio" (l'unica consumabile dagli intolleranti), quella "Balance" e quella al "Tonno". Sono disponibili anche la "Philadelphia Cuore Cremoso", la "Mouss" e il tipo "Professional". Nonostante cambi la tipologia, il processo produttivo rimane inalterato: in una prima fase viene miscelato il latte vaccino con la panna, per poi pastorizzare il ricavato, il quale, dopo l'aggiunta dei fermenti lattici, subirà una serie di modifiche chimiche, quali: acidificazione; strutturazione delle proprietà chimico-fisiche; coagulazione con le caseine, che sono le proteine tipiche del latte. Subito dopo, il preparato viene riscaldato e centrifugato e quello che rimane, che è di struttura burrosa, viene poi imbustato e confezionato.

Le porzioni consigliate

Una corretta alimentazione prevede la presenza di piccole quantità di ogni alimento, senza rinunce estreme. A seconda dell'utilizzo che si deve fare della Philadelphia, la sua dose consigliata può cambiare: dipende, infatti, se viene consumata come secondo piatto, se si spalma su del pane, o se la si preferisce come condimento nella pasta. Molte ricette si accompagnano bene con la crema di formaggio, grazie alla quale vengono particolarmente esaltati i sapori o gli aromi delle spezie utilizzate. C'è da dire che non è consigliabile eccedere nel suo consumo, soprattutto se si soffre di colesterolo alto. Infatti il contenuto in grassi potrebbe dar fastidio. Chiunque presenti un apparato cardio-circolatorio a rischio dovrebbe ridurre drasticamente le quantità cosumate. Lo stesso vale per gli obesi e per chi è in sovrappeso.

Storia della Philadelphia

Il formaggio spalmabile nasce nel 1872, inventata da William Lawrence, un lattaio che lavorava negli Stati Uniti. Subito l'idea prende piede e il prodotto viene chiamato "Philadelphia" in onore della città americana, i cui prodotti alimentari erano di qualità ricercatissima. In seguito, il marchio fu acquistato dalla "Phenix Cheese Company", nel 1903 e si dovrà aspettare il 1928 affinché subentri nella gestione la "Kraft" che rileverà l'azienda, rilanciando la Philadelphia sul mercato. In Italia, la crema di formaggio arriva nel 1971 e veniva pubblicizzata tramite la trasmissione "Carosello", con lo slogan: "freschezza in carta d'argento". Da quel momento il successo aumenta finché, verso la fine degli anni ottanta, vengono lanciate sul mercato le nuove linee, aromatizzate alle erbe. Grazie al suo sapore delicato, che ben si abbina con diverse pietanze, la Philadelphia si afferma definitivamente sul mercato, grazie anche a una serie di spot pubblicitari molto apprezzati e popolari.

Domande frequenti

  • Quante calorie ha effettivamente la Philadelphia e quali sono i suoi macronutrienti principali?
    La Philadelphia classica apporta circa 282-285 kcal per 100 grammi, rendendola un alimento piuttosto calorico. La composizione nutrizionale vede una predominanza di lipidi, con circa 27,5 grammi, seguiti dalle proteine (6,2 g) e dai carboidrati (3,1 g). È importante notare che contiene pochissimi carboidrati, il che la rende potenzialmente adatta a diete low-carb, ma l'elevato contenuto di grassi saturi richiede moderazione. Inoltre, fornisce sali minerali essenziali come calcio, fosforo e sodio, contribuendo al fabbisogno giornaliero di questi nutrienti se consumata con equilibrio.
  • Chi non può mangiare la Philadelphia classica e quali alternative esistono?
    La Philadelphia tradizionale contiene lattosio, derivato dal latte vaccino e dalla panna utilizzati nella sua produzione, quindi non è adatta a chi soffre di intolleranza al lattosio. Per queste persone esiste una specifica variante 'Senza Lattosio', che permette di godere dello stesso prodotto senza disturbi digestivi. Inoltre, per chi cerca opzioni più leggere o specifiche, ci sono versioni come la 'Light' (meno grassa), la 'Balance' o quelle aromatizzate al tonno. Tuttavia, chiunque abbia problemi cardiaci o colesterolo alto dovrebbe limitare l'uso di qualsiasi versione a causa dell'alto contenuto lipidico.
  • In quali modalità si può consumare la Philadelphia per non superare le dosi raccomandate?
    La porzione ideale varia in base all'uso culinario: se consumata come spuntino semplice, bastano pochi grammi; se usata come condimento per la pasta o come base per toast, la quantità deve essere calibrata per non appesantire il pasto. Non è consigliato eccedere, specialmente se si soffre di ipercolesterolemia, sovrappeso o obesità, poiché i grassi potrebbero impattare negativamente sulla salute cardiovascolare. Un approccio corretto prevede di integrarla in una dieta equilibrata, utilizzandola per esaltare sapori e aromi nelle ricette, senza mai sostituirla a fonti proteiche magre o verdure.
  • Qual è la storia del formaggio Philadelphia e perché porta questo nome?
    Il formaggio spalmabile nacque nel 1872 negli Stati Uniti per opera del lattaio William Lawrence. Il nome 'Philadelphia' fu scelto in onore della città americana, famosa all'epoca per la alta qualità dei suoi prodotti alimentari e lattiero-caseari. Dopo passaggi attraverso altre aziende come la Phenix Cheese Company, il marchio arrivò alla Kraft nel 1928, lanciandolo a livello globale. In Italia, la sua popolarità decollò negli anni '70 grazie alla pubblicità televisiva, affermandosi come un prodotto versatile e gustoso, capace di adattarsi sia a piatti salati che dolci.