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Aumentare latte materno

Aggiornato il 03 dicembre 20154 capitoli5 domande frequenti
Donna che allatta un neonato

Allattamento: a cosa serve e come effettuarlo

L'allattamento è il metodo naturale di alimentazione di un bambino, dalla nascita allo svezzamento. Il latte umano contiene, in equilibrio ottimale, tutte le sostanze nutritive necessarie al neonato per sostenerlo nei primi mesi di vita, oltre che preziosi anticorpi indispensabili per proteggerlo da malattie ed infezioni, fino allo sviluppo del suo sistema immunitario. Perché l'allattamento sia efficace, è importante attaccare il neonato al seno il prima possibile, perché è proprio il primo latte prodotto, chiamato colostro, ad essere ricchissimo di anticorpi materni. Quando inizia la suzione, ci si dovrà accertare che la bocca copra tutta l'areola, perché in questo modo si stimola l'ulteriore produzione di latte materno. L'allattamento deve avvenire ogni 2-3 ore per garantire continuità di produzione.

I problemi possibili dell'allattamento

All'inizio dell'allattamento è possibile che si verifichi l'ingorgo del seno, ovvero una produzione di latte eccessiva rispetto a quello succhiato dal neonato, per cui il seno sarà gonfio e dolente. Questa situazione rende inoltre difficile la suzione stessa, per cui sarà necessario eliminare l'eccesso attraverso la spremitura manuale del seno o con l'aiuto di un tiralatte. Indolenzimento e ragadi dei capezzoli compaiono dopo le prime settimane dell'allattamento, per effetto del masticamento del neonato, seppur gengivale. Una problematica nettamente opposta è quella della scarsa produzione di latte materno, sia per mancata suzione che la stimola di riflesso, sia per limiti emotivi che impediscono a madre e bimbo di creare il primo legame fisico di profonda intimità. Più rare ma possibili sono le infezioni mammarie.

Come aumentare il latte materno: rimedi naturali

Quando l'allattamento lascia affamato e insoddisfatto il bambino, si può instaurare nella madre un senso di colpa ingiustificato. Perché si possa migliorare ed incrementare la produzione di latte materno, è possibile ricorrere ad un'alimentazione in grado di stimolarla, agendo per vie assolutamente naturali. Alimenti come asparagi, prezzemolo, albicocche, finocchio, verbena, fieno greco, borragine, piselli, birra (limitata però ad una sola volta al giorno) e carote, migliorano il quantitativo di latte prodotto ma in modo salutare. E' fondamentale che la madre mantenga l'idratazione corporea, perché fornisca il substrato indispensabile alla produzione galattogena. Anche la posizione del bambino durante la poppata e il corretto riposo della mamma possono giovare sulla produzione di latte materno.

Come aumentare il latte materno: rimedi farmacologici

Per aumentare la quantità di latte materno prodotto è possibile affidarsi, sotto stretto e rigoroso controllo medico, a delle vere e proprie cure farmacologiche, perché esistono farmaci che inducono una maggiore produzione lattifera e appartengono alla famiglia dei galattogoghi, ovvero di molecole chimiche che agiscono sulla quantità rilasciata di prolattina, ormone deputato alla produzione lattea. Queste cure, però, hanno il limite di essere utili solo nelle donne che presentano una bassa quota di prolattina ematica e sopratutto solo nelle prime fasi della lattazione. Successivamente, l'assunzione di farmaci galattogoghi risulta pressocché inutile, perché diventa invece fondamentale la suzione e lo svuotamento delle ghiandole mammarie che, così, sono nuovamente predisposte alla produzione di latte.

Domande frequenti

  • Quali alimenti specifici aiutano ad aumentare la produzione di latte materno?
    Alcuni cibi sono tradizionalmente riconosciuti per le loro proprietà galattogene, cioè capaci di stimolare la lattazione. Tra questi figurano il fieno greco, il finocchio, la verbena, la borragine e il prezzemolo. Anche verdure come gli asparagi e le carote, nonché frutta come le albicocche e i piselli, possono contribuire positivamente. È importante notare che la birra viene talvolta citata, ma il suo consumo deve essere limitato a una singola porzione giornaliera per evitare effetti negativi sul neonato. L'obiettivo è integrare questi alimenti in una dieta equilibrata e varia, senza eccedere con singoli ingredienti.
  • Quanto è cruciale l'idratazione per la produzione di latte?
    L'idratazione è un fattore fondamentale e spesso sottovalutato. Il latte materno è composto prevalentemente da acqua, quindi mantenere un corretto livello di idratazione corporea fornisce il substrato indispensabile per la produzione galattogena. Una madre che allatta dovrebbe bere regolarmente throughout la giornata, non solo quando ha sete. Disidratazione può portare a una riduzione della disponibilità di liquidi necessari per sintetizzare il latte, influenzando negativamente la quantità prodotta. Bere acqua, tisane o brodi leggeri aiuta a sostenere il corpo in questo sforzo metabolico continuo.
  • I farmaci galattagoghi sono efficaci per aumentare il latte?
    Esistono farmaci galattagoghi che agiscono aumentando i livelli di prolattina, l'ormone responsabile della produzione di latte. Tuttavia, il loro utilizzo deve avvenire esclusivamente sotto stretto controllo medico. Questi farmaci risultano utili principalmente nelle prime fasi della lattazione e solo in madri con bassi livelli ematici di prolattina. Dopo le prime settimane, l'efficacia farmacologica diminuisce drasticamente; diventa invece prioritaria la stimolazione meccanica tramite la suzione del bambino e lo svuotamento regolare delle ghiandole mammarie, che sono i veri motori naturali della produzione continua.
  • Come influisce la tecnica di attacco al seno sulla produzione?
    La corretta tecnica di allattamento è essenziale sia per il comfort della madre che per la produzione di latte. Il neonato deve attaccarsi al seno coprendo con la bocca non solo il capezzolo, ma anche gran parte dell'areola. Questo assicura una suzione efficace che stimola riflessivamente la produzione di latte. Inoltre, è consigliabile attaccare il bambino il prima possibile dopo il parto per sfruttare il colostro, ricco di anticorpi. Poppare ogni 2-3 ore garantisce la continuità necessaria per mantenere alti i livelli di produzione e prevenire problemi come l'ingorgo mammario.
  • Cosa fare in caso di ingorgo del seno?
    L'ingorgo si verifica quando c'è una produzione di latte superiore a quella consumata dal neonato, causando gonfiore e dolore nel seno. Questa condizione può rendere difficile la suzione per il bambino. Per risolvere il problema, è necessario eliminare l'eccesso di latte mediante spremitura manuale o utilizzando un tiralatte. Ridurre la pressione interna aiuta a ripristinare la morbidezza del seno, facilitando l'attacco del bambino. Monitorare la frequenza delle poppate e assicurarsi che il bambino svuoti efficacemente il seno previene il ripetersi di questa spiacevole complicanza.

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