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Rimanere incinta con la pillola

Aggiornato il 27 gennaio 20164 capitoli5 domande frequenti
Blister di pillole anticoncezionali

Come funziona la pillola

La pillola anticoncezionale rappresenta uno dei metodi di contraccezione più utilizzati e sicuri per evitare di andare incontro a gravidanze indesiderate. Il meccanismo di funzionamento prevede un blocco dell'ovulazione con l'inspessimento dello strato di muco presente nelle pareti uterine. Nonostante sia un ottimo rimedio per evitare gravidanze non desiderate, essa prevede un'attenzione scrupolosa alla posologia e alla qualità della somministrazione. Qualora non vengano rispettati questi fattori, l'effetto protettivo cala di molto, mettendo a rischio la contraccezione. In linea generale, la pillola viene venduta in un comodo blister, all'interno del quale, nella maggior parte dei casi, ne sono contenute 21. Ogni pillola deve essere presa una volta al giorno, orientativamente nella stessa ora per consentire di mantenere alta la protezione.

Cosa succede quando la si dimentica

Quando ci si dimentica di prendere la pillola nell'orario previsto, c'è un range di tolleranza di qualche ora in cui l'effetto contraccettivo viene comunque garantito. Ogni tipologia di pillola ha un proprio tempo di tolleranza, terminato il quale, avendo rapporti sessuali non protetti si può correre il rischio di rimanere incinte. La prescrizione e l'assunzione della pillola deve avvenire sotto controllo medico. Terminati i 21 giorni, occorre attendere una settimana prima di ricominciarne l'assunzione, tempo nel quale comparirà il ciclo mestruale. Indipendentemente dalla presenza o meno delle mestruazioni, terminata la settimana occorre ricominciarne l'assunzione. Esistono in commercio molti tipi diversi di pillola anticoncezionale che differiscono tra loro per il dosaggio ormonale presentato e ognuna è specifica per un determinato tipo di persona.

Controindicazioni

Proprio a causa del diverso pattern ormonale presentato, è necessario effettuare le analisi del sangue per capire quale tipologia è più adatta. L'assunzione della pillola non presenta eccessive controindicazioni, in quanto, a differenza dei primi modelli circolanti, quelli attuali hanno un contenuto ormonale minimo e non vanno a intaccare le principali vie metaboliche, agendo in modo indipendente. Tuttavia, esistono tipologie di donne che devono avvicinarsi con cautela all'assunzione della pillola: coloro che sono soggette a rischio di trombosi o fenomeni patologici simili, devono preventivamente consultare il medico in quanto la sua assunzione potrebbe, anche se in modo molto lieve e con una casistica estremamente ridotta, aumentare il rischio di eventi di questo genere. Grazie alla minima concentrazione ormonale, si è sfatato anche il mito della cancerogenicità della pillola.

Quando la pillola non funziona?

I casi riportati in cui, nonostante l'utilizzo della pillola, si è impiantata una gravidanza, sono dovuti, nella maggior parte delle volte, ad errori nella sua assunzione. In oltre il 90% dei casi riportati, c'era stata, alla base, una dimenticanza durante la sua assunzione, che deve essere costante e avvenire ogni giorno. Un'altra causa che può portare a un malfunzionamento della pillola, è la sua interazione con altri farmaci oppure la presenza di problemi gastrointestinali che ne hanno limitato l'assorbimento. Per questi motivi occorre mantenere sempre un alto grado di vigilanza sui propri sintomi e rivolgersi al proprio medico in presenza di qualsiasi dubbio. Quando si comincia ad assumere la pillola per la prima volta, si può andare incontro a fenomeni di passaggio, quali: gonfiore, malumore, nausea.

Domande frequenti

  • Cosa devo fare se dimentico di prendere la pillola?
    La gestione della pillola dimenticata dipende dal tipo di contraccettivo assunto e da quanto tempo è passato dall'orario previsto. Generalmente esiste una finestra di tolleranza di alcune ore in cui l'efficacia rimane garantita. Se il ritardo supera tale limite, la protezione diminuisce significativamente e aumenta il rischio di gravidanza. È fondamentale consultare il foglietto illustrativo specifico del proprio farmaco o rivolgersi immediatamente al medico ginecologo per istruzioni precise. In attesa di chiarimenti, è consigliabile utilizzare un metodo contraccettivo aggiuntivo, come il preservativo, per tutta la durata del bliste restante e per i sette giorni successivi alla ripresa dell'assunzione regolare.
  • Perché la pillola potrebbe non funzionare anche se assunta regolarmente?
    Nonostante un'assunzione corretta, la pillola anticoncezionale può perdere efficacia in presenza di interazioni farmacologiche o problemi gastrointestinali. Alcuni medicinali, come certi antibiotici, antiepilettici o integratori a base di iperico, possono accelerare il metabolismo degli ormoni, riducendone la concentrazione nel sangue. Inoltre, vomito o diarrea severi impediscano l'assorbimento corretto del principio attivo. Anche l'aderenza alla posologia è cruciale: saltare una dose o prenderla a orari troppo variabili può compromettere l'inibizione dell'ovulazione. In caso di dubbi o assunzione concomitante di altre terapie, è essenziale informare il proprio medico curante.
  • Quali sono le controindicazioni principali per l'uso della pillola?
    Le donne con predisposizione alla trombosi venosa profonda, tromboembolia polmonare o disturbi della coagulazione devono usare grande cautela e sottoporsi a valutazione medica preventiva. Gli estrogeni contenuti nella pillola possono aumentare leggermente il rischio di eventi trombotici, specialmente nei primi mesi di utilizzo. Altre controindicazioni includono gravi patologie epatiche, tumori ormono-dipendenti noti o sospetti, e fumo pesante associato all'età superiore ai 35 anni. Prima di iniziare la terapia, è obbligatorio un check-up completo, inclusi esami del sangue, per valutare il profilo lipidico e la funzionalità epatica, assicurando che il beneficio superi i rischi potenziali.
  • È vero che la pillola aumenta il rischio di cancro?
    Il mito della cancerogenicità della pillola moderna è stato ampiamente confutato dagli studi scientifici contemporanei. I formulati attuali contengono dosaggi ormonali minimi rispetto alle prime generazioni, riducendo drasticamente gli effetti collaterali a lungo termine. Al contrario, numerosi studi dimostrano che l'uso prolungato della pillola combinata offre una significativa protezione protettiva contro i carcinomi ovarici e endometriali. Eventuali lievi aumenti di rischio per alcuni tumori mammari sono generalmente reversibili dopo la sospensione della terapia. Pertanto, i benefici sulla salute riproduttiva e la prevenzione di specifiche neoplasie spesso superano i rischi teorici, purché monitorati periodicamente dal medico.
  • Come si gestisce la pausa di 7 giorni tra un bliste e l'altro?
    Dopo aver completato i 21 giorni di assunzione attiva, è prevista una pausa di sette giorni senza pillole, durante la quale sopraggiunge la cosiddetta 'emorragia da privazione', simile al ciclo mestruale. Questa pausa è necessaria per simulare il ciclo naturale e prevenire l'ispessimento eccessivo dell'endometrio. È importante notare che la protezione contraccettiva persiste durante questa settimana solo se il bliste successivo viene iniziato puntualmente, esattamente dopo sette giorni, indipendentemente dal fatto che il sanguinamento sia terminato o meno. Saltare questa pausa o anticiparne la fine può alterare il ciclo e ridurre l'efficacia del metodo.

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