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Estrazione dente del giudizio

Aggiornato il 11 luglio 20164 capitoli5 domande frequenti
Denti del giudizio

I problemi che può dare il dente del giudizio

Il dente del giudizio è il terzo molare ed è chiamato in questo modo perché, al contrario degli altri denti, spunta in un'età compresa tra 18 e 25 anni. Normalmente dovrebbe fuoriuscire nella posizione più arretrata delle arcate dentali, ma può accadere che non succeda e che resti all'interno. In altri casi spuntano parzialmente a causa dello spazio ridotto e restano incastrati. Questi ed altri problemi possono provocare dolore, varie patologie, come la gengivite, l'affollamento dentale, la malocclusione e i denti storti, e può essere necessario ricorrere all'estrazione del dente del giudizio. L'operazione non è richiesta quando i denti sono ben allineati con il resto della dentatura. L'intervento può essere eseguito a fini preventivi, per preservare la posizione corretta, o curativi, per affollamento e vari disturbi.

Estrazione dente del giudizio

La rimozione dei denti del giudizio è doverosa nei seguenti casi: - quando sono affetti da carie, ascesso, pulpite o granuloma; - se il paziente soffre di mal di denti, causato dalla pressione del terzo molare sugli altri denti; - in presenza di affollamento dentale, perché rende difficile la pulizia quotidiana o la masticazione; - se il dente è scheggiato o rotto; - quando il dente del giudizio, ancora nella gengiva, preme sulle radici del dente vicino provocando infiammazione e dolore; - grave infiammazione gengivale (pericoronite) a causa del dente fuoriuscito solo parzialmente; - quando il terzo molare resta intrappolato nell'osso, senza poter spuntare, condizione che può causare ascessi, cisti, infezioni e carie; - infiammazione della gengiva a causa di uno scorretto posizionamento del dente.

L'estrazione preventiva e l'estrazione terapeutica del molare

Attualmente molti dentisti ritengono che i terzi molari debbano essere estratti preventivamente, per evitare problemi in futuro. Altri odontoiatri invece consigliano di rimuovere i denti solo in presenza di fastidi e patologie. Il professionista valuterà il singolo caso e, in base alle proprie considerazioni ed esperienza, deciderà se e quando intervenire. L'estrazione precoce offre una serie di vantaggi. Se il dente non è ancora spuntato, l'operazione è semplicissima rispetto a quella necessaria per rimuovere il dente già formato; il recupero della funzionalità masticatoria è rapido; i rischi di danno alle gengive e all'osso sono ridotti. In ogni caso, l'estrazione del dente del giudizio, essendo un intervento chirurgico, per quanto semplice, richiede sempre un'adeguata preparazione, per ottenere i migliori risultati e non avere complicazioni.

L'intervento chirurgico di rimozione del terzo molare

Il medico decide di intervenire chirurgicamente sul dente del giudizio attraverso un'accurata visita specialistica. L'esatta posizione del terzo molare, la sua salute e le relazioni con i denti vicini sono valutate mediante le radiografie. Prima dell'estrazione il paziente è sottoposto ad una completa pulizia orale, dovrà utilizzare un collutorio antibatterico nei giorni precedenti e di solito anche assumere antibiotici, per prevenire eventuali infezioni. L'operazione è svolta in anestesia locale ma è possibile anche effettuare quella generale. Può essere necessario applicare dei punti di sutura per evitare sanguinamenti post-operatori. Dopo l'intervento, la gengiva potrebbe apparire gonfia per uno, due o massimo tre giorni. Il risultato dell'estrazione dipende dall'esperienza del medico, dalla salute del paziente, dalle radici del dente e dall'osservanza delle precauzioni e dei consigli.

Domande frequenti

  • È vero che bisogna sempre estrarre i denti del giudizio?
    No, non è una regola assoluta. L'estrazione diventa necessaria solo quando il dente del giudizio causa problemi specifici, come carie, ascessi, gengivite, affollamento dentale o malocclusione. Se il terzo molare spunta correttamente, è ben allineato con gli altri denti e non provoca dolore o difficoltà igieniche, può rimanere in bocca senza arrecare danni. La decisione finale spetta sempre allo specialista, che valuta caso per caso tramite visite e radiografie, distinguendo tra interventi preventivi per evitare futuri problemi e interventi curativi per risolvere patologie già esistenti.
  • Come si svolge l'intervento di estrazione e quali anestesie vengono usate?
    L'intervento inizia con una valutazione clinica e radiografica per determinare la posizione esatta del dente. Prima della procedura, il paziente effettua una pulizia orale approfondita e utilizza collutori antibatterici, talvolta assumendo antibiotici per prevenire infezioni. L'estrazione avviene solitamente sotto anestesia locale, che intorpidisce la zona interessata, ma in casi complessi o per forte ansia può essere proposta l'anestesia generale. Durante l'operazione, il chirurgo rimuove il dente e, se necessario, applica punti di sutura per favorire la guarigione e controllare eventuali sanguinamenti post-operatori.
  • Quali sono i vantaggi dell'estrazione preventiva rispetto a quella tardiva?
    L'estrazione preventiva, effettuata quando il dente non ha ancora completamente spuntato o causato sintomi, offre diversi benefici significativi. In questa fase, l'operazione è tecnicamente più semplice e rapida da eseguire rispetto alla rimozione di un dente completamente formato o infiammato. Inoltre, i rischi di complicanze, come danni alle gengive, all'osso circostante o ai nervi, sono notevolmente ridotti. Il recupero funzionale è generalmente più veloce e il paziente evita future problematiche dolorose come ascessi, cisti o infezioni, garantendo una prognosi migliore e meno invasiva nel lungo termine.
  • Quanto dura il recupero dopo l'estrazione e cosa aspettarsi?
    Dopo l'intervento, è normale riscontrare gonfiore alla gengiva e possibili lievi dolori, che persistono solitamente per uno, due o massimo tre giorni. La durata e l'intensità del recupero dipendono dall'esperienza del medico, dallo stato di salute del paziente, dalla complessità delle radici del dente rimosso e dal rigoroso rispetto delle indicazioni post-operatorie fornite dallo specialista. Per minimizzare le complicazioni, è fondamentale seguire scrupolosamente i consigli sulla dieta, sull'igiene orale e sui farmaci prescritti durante la fase di guarigione.
  • In quali casi specifici l'estrazione del dente del giudizio è considerata obbligatoria?
    L'estrazione è dovuta in diverse situazioni patologiche: quando il dente è affetto da carie profonde, ascessi, pulpite o granulomi; se provoca dolore dovuto alla pressione sugli altri molari; in caso di affollamento dentale che ostacola la pulizia o la masticazione. È inoltre necessaria se il dente è scheggiato, rotto o se, rimanendo intrappolato nell'osso (incluso), genera cisti, infezioni o carie. Anche la pericoronite, ovvero la grave infiammazione della gengiva dovuta a un'eruzione parziale, e l'infiammazione causata da uno scorretto posizionamento richiedono quasi sempre l'intervento chirurgico per risolvere il problema.

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