Palpebra superiore blefarite

Occhi

Blefarite

La Blefarite è un'infiammazione del bordo palpebrale, dovuta a diverse cause e consiste nella comparsa di crosticine, squame ed ulcere sul margine ciliare.

di Redazione

22 febbraio 2017

Eziologia della blefarite

Vi sono tre tipi diversi di Blefarite, a seconda della causa: Blefarite ulcerativa(causata da infezione batterica da stafilococco); iperemica, la quale non ha una specifica causa; squamosa o seborroica, causata da seborrea, acne rosacea o forfora. I fattori che ne provocano l'insorgenza sono molteplici; può essere causata da infezioni batteriche(stafilococciche o streptococciche), malattie della pelle(eczema seborroico), problemi alimentari(avitaminosi), malattie patologiche(diabete), accumulo di grassi nel sangue, da un prolungato uso delle lenti a contatto, da fattori ambientali come l'esposizione ad ambienti polverosi o irritanti, dermatite seborroica, malattie endocrine ed autoimmuni, rosacea, malattie croniche intestinali, allergia ad alcuni ingredienti dei cosmetici, o da ostruzioni o disfunzioni delle ghiandole ciliari. Oltre a queste cause, vi è anche una percentuale di predisposizione genetica.

Sintomatologia della blefarite

La sintomatologia della Blefarite, come l'eziologia, è molto varia; questo perché i sintomi sono diversi a seconda della causa scatenante. Tra di essi vi sono: occhi rossi, prurito, bruciore, dolore e arrossamento delle palpebre, le quali potrebbero essere anche vischiose, arrossate e gonfie, con conseguente difficoltà ad aprirle, soprattutto al mattino. Lacrimazione degli occhi e desquamazione cutanea intorno ad essi. Ciglia piene di piccole croste; fotofobia(fastidio in presenza di luce) e sensazione di polvere negli occhi. Fastidio nel portare le lenti a contatto ed infine anomalie nella crescita delle ciglia o addirittura perdita di queste ultime. In caso di Blefarite infettiva, inoltre, palpebre molto appiccicose accompagnate da presenza di secrezione giallo-verde.

Diagnosi della blefarite

Poiché vi sono vari tipi di Blefarite, la prima cosa da fare è parlare col medico della sintomatologia così da fare successivamente un accertamento diagnostico, eseguito attraverso la lampada a fessura, fondamentale per poter capire quale terapia intraprendere, prima che la malattia peggiori e diventi cronica. Inoltre per una diagnosi corretta, l'oculista all'occorrenza, se necessario, procede alla spremitura della palpebra per controllare lo stato della secrezione che ne fuoriesce. Nel momento in cui c'è il sospetto di una Blefarite infettiva, il medico asporta una piccolissima parte di tessuto dalla palpebra infiammata per poter poi procedere ad un indagine cellulare in laboratorio; questa procedura viene attuata per risalire all'agente infettivo che ha causato il problema così da fornire al paziente una cura adeguata.

Terapia e cure

La cura per la Blefarite non è semplice ma soprattutto non è breve, poiché purtroppo è una malattia che tende a diventare cronica e quindi a recidivare; questo vuol dire che non si elimina facilmente ne tanto meno totalmente, ma tende a ricomparire più volte nonostante la guarigione. Prima di tutto è certamente consigliabile una scrupolosa e accurata igiene delle palpebre attraverso detersione, impacchi caldo umidi(utile la camomilla che è anche lenitiva) e un massaggio palpebrale. Per quanto riguarda il trattamento farmacologico viene utilizzata una cura antibiotica attraverso pomate oftalmiche che allontanano i germi, soprattutto nel caso di Blefarite batterica. Vengono inoltre anche utilizzati farmaci corticosteroidei, oppure, nel raro caso di infezione da miceti, si passa alla prescrizione da parte del medico di antimicotici.

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Domande frequenti

  • Come posso pulire correttamente le palpebre a casa per gestire la blefarite?
    L'igiene palpebrale è la pietra angolare della gestione domiciliare della blefarite. Si consiglia di effettuare impacchi caldo-umidi sulle palpebre chiuse per circa 5-10 minuti, utilizzando acqua tiepida o decotti lenitivi come la camomilla, per ammorbidire le crosticine. Successivamente, è fondamentale massaggiare delicatamente il bordo palpebrale con un batuffolo di cotone imbevuto di soluzione fisiologica o detergenti specifici prescritti dall'oculista, rimuovendo con delicatezza residui e squame. Questa routine va ripetuta due volte al giorno fino alla risoluzione dei sintomi e mantenuta periodicamente per prevenire le recidive, dato che la condizione tende a cronicizzare.
  • Quali sono le principali cause scatenanti della blefarite?
    La blefarite può derivare da diverse origini: batteriche (spesso Stafilococco), seborroiche (legate a forfora, eczema o rosacea), o idiopatiche senza una causa specifica nota. Fattori aggravanti includono l'uso prolungato di lenti a contatto, l'esposizione ad ambienti polverosi o irritanti, allergie ai cosmetici, carenze vitaminiche, diabete e disturbi ormonali. Anche condizioni come la disfunzione delle ghiandole di Meibomio o problemi intestinali cronici possono contribuire. Una predisposizione genetica gioca talvolta un ruolo. Identificare la causa sottostante è cruciale per scegliere la terapia più efficace e ridurre il rischio di recidive frequenti.
  • Posso continuare a indossare le lenti a contatto durante un episodio di blefarite?
    Generalmente, si sconsiglia vivamente di indossare le lenti a contatto durante un episodio attivo di blefarite, specialmente se infettiva. Le lenti possono accumulare batteri e proteine, peggiorando l'infiammazione e causando fastidio, secchezza e sensazione di corpo estraneo. È preferibile sospendere l'uso delle lenti fino alla completa risoluzione dei sintomi e dopo aver completato la terapia prescritta. Le lenti devono essere disinfettate accuratamente o sostituite, per evitare re-infezioni. Consultare sempre l'oculista prima di riprendere il loro utilizzo per assicurarsi che l'occhio sia tornato sano e stabile.
  • La blefarite è una malattia curabile definitivamente o diventa cronica?
    La blefarite è spesso una condizione cronica che tende a recidivare piuttosto che una patologia da cui ci si libera definitivamente con una sola cura. Sebbene i sintomi possano essere controllati efficacemente e gli episodi acuti risolti, la natura ricorrente richiede una gestione continua. Il segreto sta nella manutenzione quotidiana dell'igiene palpebrale e nel seguire le terapie farmacologiche (come antibiotici topici o cortisonici) solo quando necessarie sotto supervisione medica. Accettare la cronicità permette di adottare uno stile di vita preventivo, riducendo drasticamente frequenza e intensità delle riacutizzazioni nel tempo.
  • Quando devo assolutamente consultare un oculista per la blefarite?
    È indispensabile rivolgersi a un oculista se si notano arrossamento persistente, gonfiore alle palpebre, formazione di croste gialle o verdi, sensibilità alla luce (fotofobia) o alterazioni della vista. Non aspettare se i sintomi persistono oltre pochi giorni nonostante l'igiene domestica, o se compare dolore intenso. L'oculista utilizzerà la lampada a fessura per diagnosticare il tipo di blefarite e, in casi sospetti di infezione grave, potrà prelevare campioni per analisi. Una diagnosi tempestiva evita complicazioni come cheratite, ulcere corneali o danni permanenti alle ciglia e alle ghiandole lacrimali.

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