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Melanoma cure

Aggiornato il 07 aprile 20164 capitoli4 domande frequenti
melanoma

Melanoma Cure

Il melanoma è un tumore maligno che può colpire qualsiasi parte del corpo, i tessuti cutanei in particolar modo. E’ una tipologia tumorale molto rara, divenuta galoppante solo nell’ultimo decennio. Colpisce generalmente individui di età adulta di età compresa tra i quaranta e i settant’anni. Il melanoma presenta diverse forme di manifestazione, forme che sin suddividono in cinque livelli differenti. Suddetti livelli interessano, in ordine crescente il primo stato epidermico, il derma superficiale, il derma profondo, il derma reticolare e l’ipoderma. La gravità del melanoma, viene effettivamente misurata in relazione alla distensione dello stesso e alla profondità di infiltrazione raggiunta. La crescita della neoplasia, segue una parabola ascendente: esso tende ad estendersi inizialmente in senso orizzontale sugli strati superficiali dell’epidermide, espandendosi a macchia; in un secondo momento, il melanoma scava nelle profondità del derma, infettando gli strati sottostanti di pelle, stabilendo la fase radiale della patologia in corso.

Melanoma: chemioterapia

La terapia di chemio, è ad oggi considerata assolutamente risolutiva, anche per i melanomi estesi. Viene somministrata quando il melanoma ha raggiunto una fase estensiva non diversamente curabile. Le chemioterapie, tendono a ridurre la formazione e le asimmetrie dello strato tumorale, favorendone in molti casi l’asportazione completa con intervento chirurgico a seguito. Se il melanoma non si presenta particolarmente esteso, la radioterapia, effettuata con raggi specifici, è la cura prescelta. Per individuare la presenza di un melanoma, il dermatologo si serve di uno specifico gel trasparente che viene applicato sulla zona interessata; suddetta sostanza, renderà maggiormente visibile al microscopio operatorio, uno strumento estremamente sensibile, in grado di allargare la visione del melanoma favorendone una maggiore percezione dello spessore e della gravità.

Soggetti a rischio

Il melanoma tende generalmente a colpire i soggetti con carnagione chiara, con capelli e occhi tendenti al biondo o al verde, nei soggetti che presentano diverse quantità di nei sull’epidermide, nei soggetti con nei di forma e colore anomali, nei soggetti che con predisposizione genetica positiva alla neoplasia. Il melanoma è legato inoltre all’esposizione scorretta ai raggi ultravioletti, tende infatti a manifestarsi in zone scoperte del corpo, come il volto, le braccia, le gambe, la schiena. La diagnosi di un melanoma, viene effettuata riconoscendone la forma anomala, le sporgenze, l’estensione eccessiva, il prurito che esso determina, la presenza di bordature asimmetriche e poco regolari. Suddetta patologia, attualmente estremamente diffusa, può essere curata con diversi trattamenti, che variano a seconda della tipologia di melanoma e di conseguenza dello stadio raggiunto dallo stesso. Le terapie effettive per il trattamento del melanoma sono la cura chemioterapica e l’intervento chirurgico. Il trattamento chirurgico, quasi in disuso, prevede l’asportazione di uno o più strati di pelle, con eventuali raschiamenti nelle zone limitrofe al melanoma stesso. Il tessuto che viene rimosso comprende lo strato epidermico e quello profondamente sottostante ad esso, fino a raggiungere la fascia muscolare che però viene lasciata intatta. La profondità del raschiamento chirurgico è solitamente pari ad un centimetro al massimo, in linea orizzontale e verticale. Tumori maggiormente distesi orizzontalmente e verticalmente, vengono trattati principalmente con cure chemioterapiche e applicazioni locali, che ne favoriscano il restringimento e l’assorbimento quasi completo. La percentuale di una recidiva, a seguito di un intervento chirurgico è estremamente bassa ed irrisoria: suddetta metodologia, viene però presa in considerazione solo per melanomi di piccole dimensioni, trattabili in via definitiva. In presenza di metastasi, l’intervento chirurgico, diviene una terapia palliativa obbligata per favorire sollievo temporaneo dalla malattia.

Individuazione linfonodo sentinella

E’ necessario individuare il linfonodo sentinella, che dichiari da quale punto parte il tumore e quali siano le località delle eventuali metastasi. Si procede poi con una biopsia del nodulo stesso, che permette di comprendere di fronte a quale tipologia di melanoma ci si trova. Questi esami, permettono di scegliere la terapia adeguata. Se il nodulo analizzato per biopsia, risulta essere positivo, vengono individuate le metastasi minime presenti in esso e le conseguenti misure terapeutiche da scegliere. In soggetti affetti da melanoma, che hanno subito l’intervento chemioterapico, o intervento chirurgico, si opta anche per una sorta di vaccino semestrale, che comprende una serie di farmaci similari alla chemioterapia, che prevengono il rischio di ricaduta eventuale. Le neoplasie, non possono essere prevenute terapeuticamente, è però possibile assumere un atteggiamento preventivo: è importante non esporsi troppe ore al sole, e proteggersi comunque soprattutto nelle ore maggiormente calde, con filtri appositi, soprattutto in caso di pelli chiare. E’ importante sottoporsi a controlli intensivi se si hanno precedenti genetici affini, evitare fumo ed alcool, mangiare in modo sano.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali fattori di rischio per sviluppare il melanoma?
    I soggetti con carnagione chiara, capelli biondi o rossi e occhi chiari (verdi o azzurri) sono statisticamente più vulnerabili. Altri fattori critici includono la presenza di numerosi nei, specialmente se di forma o colore anomalo, e una forte predisposizione genetica familiare. L'esposizione scorretta e prolungata ai raggi ultravioletti del sole rappresenta un fattore ambientale determinante, poiché il melanoma tende a manifestarsi prevalentemente sulle zone scoperte del corpo come viso, braccia, gambe e schiena. Una storia pregressa di scottature solari gravi aumenta significativamente la probabilità di insorgenza della patologia.
  • Come avviene la diagnosi precoce del melanoma e quali strumenti utilizza il dermatologo?
    La diagnosi si basa sull'osservazione clinica di lesioni con caratteristiche atipiche: asimmetria, bordi irregolari, colorazione non uniforme, diametro superiore a 6 mm e evoluzione nel tempo (prurito, sporgenze). Per una valutazione precisa, il dermatologo impiega un dermatoscopio, spesso utilizzando un gel trasparente che migliora la visibilità sotto ingrandimento. Questo strumento permette di analizzare la struttura profonda della lesione, distinguendo tra fasi iniziali superficiali e stadi avanzati con infiltrazione nel derma. In caso di sospetto, si procede con una biopsia del linfonodo sentinella per determinare l'eventuale presenza di metastasi e definire il piano terapeutico più adatto.
  • Quali sono le opzioni terapeutiche principali per il trattamento del melanoma?
    Le terapie dipendono dallo stadio della malattia. Per i melanomi localizzati e di piccole dimensioni, l'intervento chirurgico rimane il gold standard: consiste nell'asportazione completa della lesione con margini di sicurezza sulla cute sana, rimuovendo epidermide e parti del derma fino alla fascia muscolare. Nei casi più avanzati o quando il tumore non è asportabile chirurgicamente, si ricorre alla chemioterapia sistemica per ridurre la massa tumorale. La radioterapia può essere utilizzata come alternativa o coadiuvante. In presenza di metastasi, l'intervento può avere natura palliativa per alleviare i sintomi, mentre la chemioterapia mira a contenere la progressione della malattia.
  • È possibile prevenire il melanoma o solo curarlo dopo la comparsa?
    Non esistono farmaci in grado di prevenire direttamente la nascita di una neoplasia, ma è possibile adottare rigorose misure comportamentali per ridurne drasticamente il rischio. La protezione solare è fondamentale: bisogna evitare l'esposizione diretta nelle ore più calde (solitamente tra le 11 e le 15), utilizzare indumenti protettivi e applicare creme ad alto fattore di protezione SPF 50+, rinnovando l'applicazione frequentemente. Chi ha familiarità genetica o molti nei dovrebbe sottoporsi a check-up dermatologici periodici. Inoltre, uno stile di vita sano, evitando fumo e alcol e mantenendo una dieta ricca di antiossidanti, supporta le difese naturali dell'organismo contro le alterazioni cellulari.

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