metabolismo energetico

Metabolismo energetico

La pratica costante di un’attività fisica, comporta una perdita di calorie. Suddetta perdita, è direttamente proporzionale all’intensità degli esercizi effettuati. L’energia necessaria che serve per il dispendio calorico quotidiano, è strettamente dipendente dal processo di ossidazione dei carboidrati, ovvero glucosio e glicogeno, e da proteine e lipidi, ovvero acidi grassi e trigliceridi. I muscoli solitamente utilizzano una di queste particolari forme di energia; la scelta muscolare, è correlata ad una serie di variabili che influenzano la scelta della riserva. Le variabili in questione sono: la tipologia di esercizio, la pesantezza dello stesso, lo sforzo muscolare richiesto, la pratica continuativa o intermittente, l’intensità con la quale viene effettuato l’esercizio, la durata dell’esercizio, l’allenamento, e la fisicità del soggetto. Ultima variabile fondamentale, corrisponde allo stato di salute del soggetto che effettua un determinato lavoro. Tecnicamente, il metabolismo energetico, corrisponde all’energia stessa che viene prodotta dalla sintesi degli alimenti che introduciamo con l’alimentazione. Le sostanze che vengono assimilate, vengono in seguito sintetizzate e trasformate dall’organismo in sostanze utili per la produzione di energia, ed in condizioni normali, il metabolismo energetico, dovrebbe raggiungere livelli regolari, ovvero un equilibrio tra l’immissione di sostanze e la perdita delle stesse (surplus). In realtà questa perdita, non è quasi mai equilibrata: se non si abbina una corretta alimentazione ad un lavoro fisico costante, che consenta l’utilizzo delle scorte energetiche che provengono dai grassi e dai trigliceridi, il metabolismo, non viene considerato equilibrato. Al metabolismo basale dunque, si dovrebbe aggiungere la perdita di circa duemila calorie al giorno, come quantitativo minimo. Nel caso di un atleta, le calorie da perdere sono pari a quattromila circa; è possibile che un soggetto molto allenato perda fino a diecimila calorie. La perdita di calorie, è anche strettamente correlata al tipo di attività fisica svolta, oltre che alla tipologia di soggetto.
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metabolismo energetico: Energia

attività fisica Quando si pratica attività fisica a bassa intensità, solitamente, l’energia, viene recuperata mediante la presenza di acidi grassi o dei trigliceridi: è quello che accade se si pratica una dieta, o anche se a questa si abbina un’attività fisica minima, come il camminare. Accade che gli acidi grassi, vengano trasportati dall’albumina (una proteina), all’interno del sangue, e dal sangue, arrivano ai muscoli, all’interno dei quali, si realizzano i processi ossidativi. Quando si pratica un’attività fisica a bassa intensità, sono solo i trigliceridi e gli acidi grassi ad intervenire, anche se il tempo diventa prolungato. Il fatto che il metabolismo energetico in questo caso sia solo dipendente dai lipidi, dipende dagli ormoni: Il metabolismo, ovviamente tende a variare a seconda della tipologia di esercizio effettuato. Ad un’intensità bassa di lavoro, corrisponde una fonte lipidica e grassa, se invece l’intensità tende ad aumentare, o aumenta il tempo, la fonte di energia, proviene sempre per la maggior parte dai grassi, ma in parte, proporzionalmente all’aumento del lavoro, vengono richieste anche scorte di glucosio e glicogeno. L’allenamento, deve necessariamente essere costante se si vuole realizzare una perdita calorica giusta ed equilibrata, ma in particolar modo costante, questo per una ragione precisa: quando la muscolatura è saldamente allenata, vi è un notevole risparmio dell’utilizzazione del glicogeno a favore di un migliore sfruttamento delle scorte energetiche di grassi che vengono impiegate regolarmente ed in quantità ottimali. In questo modo, si hanno una serie di vantaggi: il trasporto dei grassi tende a migliorare, aumenta la produzione enzimatica, aumenta inoltre la grandezza dei capillari, e si assimila maggiore ossigeno. Per quanto concerne l’attività a media intensità, l’energia e quindi il metabolismo conseguente, deriva direttamente dagli acidi grassi, ma anche dai trigliceridi, Durante il lavoro di attività fisica, l’energia, oltre che dai grassi, viene fornita dal glicogeno muscolare ed epatico, e in parte anche dalle proteine. Se l’attività fisica tende a protrarsi a lungo, si avverte la spossatezza e la fatica, questo accade, perché il fegato, ad un certo punto, non è più in grado di fornire glucosio, di conseguenza il livello della glicemia, tende a diminuire. In conclusione se l’ossigeno è scarso, l’energia può essere ricavata solo dal glucosio. Per quanto concerne l’attività fisica ad alta intensità, l’energia, viene direttamente fornita dal glucosio plasmatico e muscolare. Vi è anche un contemporaneo aumento della produzione di acido lattico nei muscoli. Il metabolismo energetico, può essere calcolato in diversi modi, ed è importante tenerlo sotto controllo insieme al peso, alla massa magra e alla massa grassa, affinchè si raggiunga la giusta linea, con un risparmio energetico equilibrato e costante.

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