coraco

Medicina Sportiva

coraco

Il coraco, è un muscolo della spalla, che sostiene l’omero, e ne favorisce la stabilizzazione. Può subire traumi, che spesso coinvolgono le ossa e i legamenti.

di Redazione

14 aprile 2013

Coraco: spalla

Il coraco, è una regione del corpo, appartenente alla muscolatura del braccio. Suddetto muscolo possiede una specifica funzione, che è quella di favorire importanti movimenti dell’arto, in avanti ed indietro. Il muscolo, viene tecnicamente definito coraco branchiale, e si colloca all’altezza della scapola, nello stesso punto in cui si inserisce la parte iniziale del bicipite. Per la posizione in cui si trova ad essere collocato, il coraco tende ad interagire, sia con il bicipite, per l’origine comune, sia con il deltoide che con il muscolo pettorale. La funzione principale del coraco è quella di tenere salda la posizione dell’omero, favorendo allo stesso tempo, l’adduzione e la flessione del braccio. L’importanza di questo muscolo è fondamentale per il sostegno osseo e per il movimento in sé, ma allo stesso tempo, per la sua stessa collocazione, suddetta regione muscolare, si trova ad essere completamente esposta ad una serie di traumi ed infortuni, che possono impedire le specifiche funzionalità per le quali nasce questo tipo di muscolo. Il coraco, può subire diversi traumi, essendo collocato in una regione che ne permette l’interazione completa cin tutta la spalla. Le lesioni alla cuffia dei rotatori, originano da un’infiammazione tendinea, che viene causata da uno sforzo eccessivo di quella specifica regione, comportando in questo modo un’irritazione che danneggia i tendini provocandone in alcuni casi la rottura. Quando viene provocata la lesione ad un tendine, accade che tutta la regione circostante subisce un mutamento: Tende infatti a lesionarsi la cartilagine e conseguentemente anche l’omero che è collegato al coraco. Solitamente quando si manifestano problematiche di questo tipo, accade che durante il giorno ed in particolare durante l’attività fisica il dolore aumenti, mentre durante la fase di riposo, il dolore cessa. Quando di manifestano problematiche sui generis, solitamente la terapia prevede l’immobilizzazione parziale della parte, con in aggiunta una terapia farmacologica. L’articolazione gleno-omerale, è la più importante della spalla, ed è coinvolta in una serie di movimenti, attivi e passivi. Partecipano a suddetti movimenti, il legamento coraco-omerale, gleno-omerale e cercine glenoideo. Queste le strutture passive, che partecipano al movimento della spalla; le strutture attive, sono invece i gruppi muscolari e tutti i tendini che ad essi si collegano. Quando il braccio sta in posizione classico, ed èp quindi pendente lungo il tronco del corpo, interviene a mantenere saldo il muscolo, proprio l’articolazione coraco-omerale, che possono essere considerati dei sospensori della spalla. Questi muscoli aiutano a posizionare l’omero, mantenendolo in sospensione, tra il sovra spinato ed il sottoscapolare, creando l’intervallo della cuffia dei rotatori. Allo steso modo, il legamento gleno-omerale, contribuisce alla stabilità della spalla, mentre il cercine glenoideo, è una lesione che determina certamente una instabilità articolare. La stabilità della spalla, può essere classificata in unidirezionale e multi direzionale, sia superiore che inferiore. La stabilità della spalla, dunque, dipende da una serie di fattori, ovvero dalla stessa stabilità ossea, dai muscoli e dai filamenti legamentosi che li legano.

Coraco infortuni

Per curare le patologie che dipendono da questa specifica regione muscolare, è importante recarsi da un ortopedico che effettuerà gli esami per valutare a che altezza si è presentata la problematica e qual è l’entità precisa. Una volta effettuate le manovre manuali, si potrà procedere con un a radiografia, che individui con esattezza la patologia. Solitamente se il danno è lieve, si procede con una cura farmacologica e con il riposo assoluto. E’ parecchio difficile immobilizzare tutta la spalla ed il braccio ad essa adiacente, per cui, a prescindere dalle fasciature, la cosa migliore, è stare a riposo. Se invece, il danno è sfociato in una vera e propria patologia, è possibile che si debba intervenire chirurgicamente. Problematiche al coraco, possono compromettere la stabilità della spalla, o possono manifestarsi contemporaneamente ad altre problematiche, come la rottura ossea. Le patologie che interessano il piano osseo, sono le fratture della glena, le fratture del tubercolo maggiore, le fratture da impatto, le fratture della caracoide. Le regioni della spalla possono subire anche delle lesioni e non delle fratture vere e proprie: le lesioni possono interessare la parte ossea, ma anche la parte legamentosa. Le lesioni come le fratture sono causate da un impatto forte con un altro corpo, che può essere laterale, anteriore o posteriore o anche da una caduta rovinosa. L’impatto stesso, crea una immediata frattura, o anche una lesione ai legamenti o alle strutture ossee. Solitamente a seguito dell’intervento chirurgico, previsto per il trattamento, è consigliabile indossare un tutore che vada a proteggere tutta la parte interessata, da eventuali altri urti, immobilizzandola parzialmente e rendendola in questo modo protetta da agenti esterni.

Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali delle lesioni alla cuffia dei rotatori e del coraco?
    I sintomi tipici includono dolore acuto durante l'attività fisica o i movimenti del braccio, che tende a diminuire o scomparire completamente durante il riposo. La lesione alla cuffia dei rotatori, spesso causata da sforzi eccessivi, provoca infiammazione tendinea e irritazione che può portare alla rottura dei tendini. Questo danno comporta un cambiamento nella regione circostante, colpendo la cartilagine e l'omero. È fondamentale riconoscere questi segnali per evitare peggioramenti strutturali.
  • Come si diagnostica correttamente un trauma alla spalla o al coraco?
    La diagnosi richiede la visita di un ortopedico specialista. Il medico esegue prima manovre manuali per valutare la portata di movimento e la sede del problema. Successivamente, si ricorre a esami strumentali come la radiografia per individuare con precisione la natura della patologia, distinguendo tra lesioni molli, danni ai legamenti o fratture ossee. Questa valutazione accurata è essenziale per determinare se è necessario un intervento conservativo o chirurgico.
  • Quali sono le opzioni terapeutiche disponibili per le lesioni al coraco?
    La terapia varia in base alla gravità del danno. Per lesioni lievi, si opta per il riposo assoluto, l'immobilizzazione parziale tramite fasciature e una terapia farmacologica antinfiammatoria. Nei casi più gravi, dove vi è rottura strutturale significativa, potrebbe rendersi necessario un intervento chirurgico. Dopo l'intervento, è consigliato l'uso di un tutore per proteggere la zona da urti esterni e garantire una corretta guarigione delle strutture ossee e legamentose.
  • Cosa causa le fratture e le lesioni alla regione del coraco?
    Le cause principali sono impatti forti contro altri corpi (laterali, anteriori o posteriori) o cadute rovinose. Questi eventi traumatici possono causare immediate fratture alla glena, al tubercolo maggiore o alla coracoide, nonché lesioni ai legamenti e alle strutture ossee circostanti. La fragilità di queste aree, data dalla loro esposizione e funzione di stabilizzazione, le rende vulnerabili a traumi diretti che compromettono la stabilità articolare della spalla.
  • Qual è la funzione anatomica del coraco e dei legamenti correlati?
    Il muscolo coraco-brachiale e le strutture legamentose come quello coraco-omerale agiscono come veri e propri 'sospensori' della spalla. Mantengono l'omero in posizione stabile, sospeso tra il sovraspinoso e il sottoscapolare, formando l'intervallo della cuffia dei rotatori. Il legamento gleno-omerale e il cercine glenoideo contribuiscono ulteriormente alla stabilità unidirezionale o multidirezionale dell'articolazione, permettendo movimenti attivi e passivi senza dislocazioni.