Una donna esegue una spirometria

Medicina Sportiva

Spirometria valori

Spirometria valori, un esame poco invasivo che permette al medico di individuare molte patologie respiratorie prima di iniziare a praticare sport.

di Redazione

08 settembre 2016

Spirometria: come si esegue

La spirometria è un esame diagnostico di facile esecuzione in grado di valutare molteplici parametri, purchè correttamente interpretato e contestualizzato dal medico. Il paziente non deve fare altro che espirare, dopo una profonda ispirazione, in un apparecchio chiamato spirometro tramite un boccaglio sterile. Di solito è necessario continuare a soffiare per un tempo prolungato indicato dal medico stesso. Poichè il comportamento respiratorio in fase di test è piuttosto variabile, spesso l'esame viene ripetuto 3 volte di seguito per garantire la maggiore oggettività possibile. Il medico formula la diagnosi basandosi sui dati raccolti dallo spirometro e sulle altre caratteristiche fisiologiche del paziente, come età, altezza, peso, sesso, ecc. Esistono 4 possibili diagnosi: quadro normale, ostruttivo, restrittivo e misto. Qualora si riscontri uno dei 3 quadri patologici, a questo viene anche accostata una valutazione della gravità: lieve, moderata, grave o molto grave.

Spirometria valori, i parametri standard

La spirometria è in grado di valutare diversi parametri che rientrano o meno nella normalità su base statistica. I parametri comunemente misurati sono: la Capacità Vitale Forzata (FVC), ossia il massimo volume d'aria espirato, mediamente 4800 ml per gli uomini e 3200 ml per le donne; il Volume Espiratorio Massimo in un Secondo (VEMS o FEV1) è il volume massimo espirato in un secondo. Il rapporto FEV1/FVC, detto anche Indice di Tiffeneau, non dovrebbe essere inferiore al 75%-80%. Altri parametri ricorrenti nei referti spirometrici sono: il Volume Corrente (VC), ossia la quantità d'aria inalata ed esalata in un atto respiratorio, i cui valori medi sono 600 ml per gli uomini e 500 ml per le donne, il Volume Residuo (VR), ossia l'aria residua nei polmoni alla fine dell'atto espiratorio e la Capacità Polmonare Totale (CPT), ossia la massima quantità d'aria presente nei polmoni, data dalla somma dei due precedenti valori, in media 6000 ml per gli uomini e 4800 ml per le donne.

Parametri spirometrici e diagnosi

La Capacità Vitale Forzata (FVC) e il Volume Corrente (VC) servono a valutare l'integrità dell'apparato respiratorio, in particolare delle strutture polmonari, anche valutando l'efficienza nella capacità di inalare e esalare un volume sufficiente d'aria. Il Volume Espiratorio Massimale in un Secondo (VEMS), invece, dà indizi sulla presenza o meno di patologie ostruttive o di lesioni che intaccano l'elasticità e la funzionalità meccanica di tutte le vie aeree. Se l'indice di Tiffeneau, infatti, scende sotto il 75% del valore atteso è probabilmente presente una sindrome ostruttiva, di solito a carico dei bronchi. Una riduzione della Capacità Polmonare Totale (CPT), invece, indica una disfunzione di tipo restrittivo, di solito causata da patologie a carico di muscoli o strutture ossee coinvolti nella respirazione, o anche da pneumotorace. Il valore della spirometria per quanto riguarda il CPT non dovrebbe mai scendere sotto l'80% del volume predetto su base statistica.

Attività sportiva e patologie respiratorie

Per svolgere un'efficiente attività sportiva in tutta sicurezza è necessario valutare in maniera corretta la spirometria e i suoi valori. Durante l'attività sportiva, infatti, l'organismo ha bisogno di innalzare la richiesta energetica, provocando, dunque, un maggior apporto di sangue ai tessuti affinché aumenti la disponibilità di ossigeno a livello muscolare. Per far fronte a tale esigenza metabolica, l'organismo si adatta aumentando la gittata cardiaca, la frequenza respiratoria e la profondità del respiro. Aumentando le prestazioni respiratorie, dunque, potrebbero rivelarsi patologie rimaste nascoste: per questo è importante diagnosticare preliminarmente eventuali patologie respiratorie. L'asma bronchiale, per esempio, è una delle patologie croniche potenzialmente incompatibili con l'attività sportiva: si tratta di una malattia infiammatoria che causa l'ostruzione dei bronchi e che può anche richiedere un trattamento farmacologico.

Domande frequenti

  • Quali sono i valori normali di FVC e VEMS in una spirometria?
    I valori normali variano in base a età, sesso, altezza e peso, ma esistono medie statistiche di riferimento. La Capacità Vitale Forzata (FVC), ovvero il volume totale d'aria espirata, è mediamente di 4800 ml negli uomini e 3200 ml nelle donne. Il Volume Espiratorio Massimo in un Secondo (VEMS o FEV1) misura l'aria espulsa nel primo secondo. È fondamentale considerare il rapporto tra questi due valori, noto come Indice di Tiffeneau (FEV1/FVC): se questo rapporto scende sotto il 75-80%, potrebbe indicare la presenza di una patologia ostruttiva bronchiale. Questi parametri vanno sempre confrontati con i valori predetti per la specifica antropometria del paziente.
  • Come si interpreta un risultato ostruttivo rispetto a uno restrittivo?
    L'interpretazione dipende dai parametri chiave. Un quadro ostruttivo si riconosce principalmente quando l'Indice di Tiffeneau (rapporto FEV1/FVC) è inferiore al 75%, indicando difficoltà nell'espellere aria rapidamente, tipica di condizioni come l'asma. Al contrario, un quadro restrittivo è caratterizzato da una riduzione della Capacità Polmonare Totale (CPT) e della FVC, spesso sotto l'80% del valore previsto. Questo suggerisce che i polmoni non riescono ad espandersi completamente, dovuto a problemi muscolari, scheletrici o pleurici. In alcuni casi, possono coesistere elementi sia ostruttivi che restrittivi, definendo un quadro misto.
  • È sicuro fare sport se ho anomalie alla spirometria?
    Prima di intraprendere un'attività sportiva intensa, è cruciale avere un referto spirometrico chiaro. Lo sport aumenta il fabbisogno di ossigeno e la frequenza respiratoria, fattori che possono mascherare o aggravare patologie respiratorie latenti. Ad esempio, l'asma bronchiale, una condizione ostruttiva comune, può diventare incompatibile con lo sport senza una corretta gestione terapeutica. Diagnosticare precocemente queste alterazioni permette di adottare le misure necessarie per prevenire crisi acute e garantire che l'attività fisica venga svolta in sicurezza, adattandola alle capacità polmonari effettive.
  • Quante volte va ripetuta la prova spirometrica per affidabilità?
    Poiché la performance respiratoria durante il test può variare notevolmente da tentativo a tentativo, la procedura standard prevede la ripetizione dell'esame almeno tre volte consecutive. Questo approccio garantisce la massima oggettività dei dati raccolti, permettendo al medico di identificare i migliori risultati ottenuti dal paziente. Solo attraverso questa ripetitività si può minimizzare l'errore tecnico e assicurarsi che il referto rifletta fedelmente la reale funzionalità polmonare. Il medico valuterà poi questi dati incrociandoli con altri fattori clinici per formulare una diagnosi accurata.