Una disciplina per il corpo e la mente
Il reiki è una pratica di origine giapponese che punta al rilassamento e al benessere di corpo e mente; non è una terapia medica riconosciuta. L’invenzione di questa pratica è nata ad opera di un giapponese, Mikao Usui, che dopo diverse settimane di digiuno e un’attiva pratica meditativa, stilò la tecnica del reiki, innalzandola a disciplina vera e propria. I principi fondamentali su cui si basa tale disciplina sono delle regole semplici da mettere in atto prima dell’iniziazione della pratica stessa e sono: non arrabbiarsi, non preoccuparsi, essere gentili, apprezzare ciò che gli altri fanno per noi e, infine, lavorare sodo. La tecnica reiki si basa sulla canalizzazione delle energie positive. Queste possono essere acquisite fuori e dentro di noi. La guarigione sta nell’intenzione di chi si attiva a praticare il reiki attraverso le mani, trasferendo l’energia canalizzatrice su un altro corpo, o nella ferita stessa e dunque nell’energia esplicata dalla ferita durante il processo di guarigione. Il reiki si basa principalmente sull’intenzione, dunque sulla volontà di raggiungere il benessere attraverso l’energia.
La tecnica del reiki
Molti insegnanti di questa disciplina sostengono infatti che l’energia arriva a scorrere solo se c’è la volontà di farla arrivare alla mente, al corpo e all’anima. L’energia stessa poi risulta essere inesauribile, poiché essa è canalizzata nell’universo e non nel singolo individuo. Attraverso questo però, l’energia diventa “materia” e si trasferisce, attivando i suoi effetti benefici. Chi lo pratica racconta di trarne rilassamento e una sensazione di calma; gli studi scientifici, però, non hanno dimostrato effetti sulle malattie o sui tempi di guarigione. Per questo il reiki può accompagnare, ma mai sostituire, le cure mediche. Il reiki è l’energia che scorre, è l’equilibrio tra corpo ed anima, è il connubio felice tra l’individuo e ciò che lo circonda. Quando questo equilibrio vacilla, il flusso energetico positivo tende a bloccarsi.
Il benessere apportato dal reiki
L’ostacolo che si frappone tra la mente e il corpo, tra il benessere e il malessere, tra l’individuo e la mente, è dato da un fattore esterno, un trauma, un incidente, un evento negativo, che provocano dolore e squilibrio. Per rimuovere il masso che ostacola il naturale scorrere del flusso energetico, è necessario ritrovare l’equilibrio della mente. Quando questa avrà raggiunto uno stato di catarsi e pace, anche il corpo ne trarrà i suoi benefici. La disciplina del reiki affonda le sue radici in Oriente; infatti, non viene accettata come pratica curativa dalla Chiesa cattolica, che invece vede la salvezza dell’anima attraverso la preghiera.