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Acido benzoico

L'acido benzoico si trova in molti alimenti. Si utilizza nell'industria della plastica. In tale guida ne vedremo gli usi e gli effetti collaterali.

di Redazione

04 luglio 2016

Che cos'è l'acido benzoico

L'acido benzoico è una molecola che appartiene alla classe degli acidi carbossilici in quanto è costituito da un benzene e da un gruppo carbossilico. Come abbiamo detto si tratta di un conservante. I conservanti hanno lo scopo di migliorare la conservazione degli alimenti, impedendo loro di deteriorarsi, rallentando tale processo. L'acido benzoico viene, quindi, utilizzato per contrastare l'azione di batteri e lieviti in quegli alimenti che possiedono un pH acido. In natura può trovarsi in forma libera o combinata e può derivare da fonti naturali: infatti è presente in alcuni balsami, nello yogurt e nelle prugne. È presente nelle bevande alcoliche ed in quelle analcoliche aromatizzate. Praticamente però si produce per sintesi chimica a partire dall'anidride ftalica. Sul mercato esso viene quasi tutto convertito in caprolattame e fenolo: composti impiegati nell'industria della plastica.

Studi

Negli ultimi tempi è in atto un dibattito sulla dubbia pericolosità di questo conservante e sugli effetti negativi che esso potrebbe avere o potrebbe non avere sulla salute dell'uomo. Possiamo dire che, come per tutti i conservanti in generale, è consigliabile assumere una quantità limitata di acido benzoico. Gli esperti hanno trovato in cinque milligrammi per chilogrammo di peso corporeo (cioè da trecento a quattrocento milligrammi per soggetti da sessanta ad ottanta chilogrammi) la quantità ideale da consumare. Essi sostengono che, attenendosi a tali indicazioni non si dovrebbero avere effetti collaterali. Ad esempio se chi ama la marmellata di mirtilli, frutto in cui è presente l'acido benzoico, ne assume 100 grammi al giorno giunge ad una quota compresa tra 15 e 65 milligrammi (dato che solitamente la marmellata è costituita per il 50% da frutta). Una quantità irrisoria che, nel 99% dei casi, non incide negativamente sul benessere e sulla salute.

Effetti

L'acido benzoico ed i suoi derivati possono avere effetti negativi: vanno visti nell'ottica di una reale tossicità, non devono considerarsi a tolleranza zero. Può accadere che in soggetti predisposti l'acido benzoico ed i suoi sali determinino reazioni allergiche. I sali dell'acido benzoico da tenere d'occhio sono: sodio benzoato, benzoato di potassio. Il primo è uno dei più importanti agenti antimicrobici (sostanze naturali o chimiche che uccidono i microorganismi) impiegati in cibi e bevande. Studi recenti hanno dimostrato come quest'ultimo possa avere effetti negativi sul fegato e sull'encefalo; esso potrebbe determinare inoltre eruzioni cutanee, asma e shock anafilattico. Data tale, possibile, nocività si sconsiglia di consumare frequentemente il conservante. Occorre sapere, inoltre, che esso deve essere presente nei differenti prodotti con una concentrazione massima pari allo 0,1%. Il benzoato di potassio arresta la crescita della muffa, di alcuni batteri, la fermentazione dei prodotti. In prodotti con un basso pH (succhi di frutta, bibite gassate, sott'aceti) esprime la sua efficacia massima.

Studi condotti sull'acido benzoico

Quanto alla presunta pericolosità di questi due tipi di conservanti, un esempio concreto è dato dal fatto che non bisogna mescolarli con prodotti che presentano acido ascorbico o vitamina C. Alcuni studi condotti da un ente statunitense dedito al controllo degli alimenti e dei farmaci sostengono che se si è in presenza di acido ascorbico ed in particolari condizioni si possono formare tracce di benzene, ovvero un noto cancerogeno. Si avranno, in quel caso, le pericolose conseguenze citate in precedenza. Alcuni studiosi sostengono che l'allarmismo sollevato dai mass media sia esagerato poiché il possibile sviluppo di benzene si verifica normalmente in natura, ad esempio mettendo delle uova al sole o semplicemente esponendole alla luce del giorno. Anch'essi sono del parere che, se assunto nelle dosi consigliate, non vi dovrebbero essere effetti collaterali.

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Domande frequenti

  • Qual è la dose giornaliera sicura di acido benzoico per un adulto?
    Gli esperti indicano come limite sicuro circa 5 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo. Per una persona adulta che pesa tra i 60 e gli 80 kg, questo corrisponde a una quantità compresa tra 300 e 400 milligrammi al giorno. A questa soglia, e assumendo una dieta equilibrata, non dovrebbero manifestarsi effetti collaterali significativi sulla salute. È importante ricordare che questa quantità include l'acido benzoico proveniente da tutte le fonti alimentari, non solo dagli integratori o dai prodotti specifici.
  • L'acido benzoico è dannoso per il fegato o può causare allergie?
    In soggetti predisposti, l'acido benzoico e i suoi sali, come il sodio benzoato e il benzoato di potassio, possono scatenare reazioni allergiche che includono eruzioni cutanee, asma e, nei casi più gravi, shock anafilattico. Inoltre, alcune ricerche suggeriscono possibili effetti negativi sul fegato e sul sistema nervoso centrale. Tuttavia, questi rischi sono generalmente associati a un consumo eccessivo o a sensibilità individuali pregresse. Chi soffre di allergie note dovrebbe leggere attentamente le etichette, poiché il conservante è molto comune nelle bibite e negli snack.
  • Perché è sconsigliato abbinare acido benzoico e vitamina C?
    La combinazione di acido benzoico (o suoi sali come il benzoato di sodio) e acido ascorbico (vitamina C) in determinate condizioni ambientali può portare alla formazione di tracce di benzene. Il benzene è una sostanza nota per le sue proprietà cancerogene. Anche se le quantità prodotte sono spesso minime e talvolta paragonabili a quelle che si formano naturalmente in altri processi biologici, la prudenza consiglia di evitare l'abuso simultaneo di prodotti contenenti entrambi gli ingredienti, specialmente nelle bevande gassate o succhi di frutta trattati.
  • Dove si trova naturalmente l'acido benzoico e quali sono i suoi limiti legali?
    L'acido benzoico si trova naturalmente in alcune bacche come i mirtilli, nelle prugne, nello yogurt e in alcuni balsami, oltre che nelle bevande alcoliche. Nonostante la sua origine naturale, nella maggior parte dei casi viene prodotto sinteticamente per uso industriale. Nelle etichette degli alimenti, la concentrazione massima consentita di acido benzoico e suoi sali è fissata allo 0,1%. Questo limite è stato stabilito per garantire che il consumo rimanga entro i parametri di sicurezza stabiliti dalle autorità sanitarie internazionali.

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