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Dhea alto

Aggiornato il 07 luglio 20174 capitoli4 domande frequenti
DHEA struttura molecolare

Che cos'è il DHEA?

Il DHEA o deiidroepiandrosterone, è un ormone steroideo sintetizzato prevalentemente dalle ghiandole surrenali, ma anche gonadi e cervello. La secrezione massima è raggiunta attorno ai 21 anni di età, segue una diminuzione costante e con l'avanzare del tempo si riduce anche del 90% superati i 75 anni di età. Fu proprio a partire da questa osservazione che durante gli anni '90 questo ormone fu indicata come metodo anti-invecchiamento negli Stati Uniti, con risultati documentati però scarsi. Nel sangue il deiidroepiandrosterone circola soprattutto come solfato, e circa l'80% di esso è legato all'albumina mentre il restante 20% circola legato a lipoproteine. Il dosaggio plasmatico del DHEA-S è l'esame richiesto nel caso si voglia conoscere la concentrazione di tale ormone, è dunque indispensabile al fine di diagnosticare DHEA alto. Viene consigliata la sospensione di terapie farmacologiche che possano alterarne il valore, cosi come il presentarsi digiuni da almeno 8 ore.

Valori di riferimento

Quando eseguiamo un esame del sangue, andiamo a cercare i valori di DHEA del paziente per poterli confrontare con i valori di riferimento, da questa comparazione il medico può diagnosticare la presenza di DHEA alto. Nell'adulto di sesso maschile sono considerati normali valori che oscillano dai 2 ai 5 microgrammi/ml, nell'adulto di sesso femminile prima della menopausa sono considerati normali valori compresi fra 0,7 e 4 microgrammi/ml, dopo la menopausa si considerano normali valori di 0,1 e 0,6 microgrammi/ml, nella preadolescenza si ritrovano valori da 0,1 a 0,6 microgrammi/ml mentre nel neonato da 1 a 3 microgrammi/ml. Questi dati devono sempre essere integrati con l'analisi di altri ormoni e sostanze presenti nel sangue e soprattutto con una valutazione clinica da parte di un medico.

DHEA alto e sue manifestazioni

Elevati livelli di DHEA si manifestano tutte le volte che viene meno il controllo da parte dell'ACTH ipofisario sulla ghiandola surrenale o tutte le volte che la ghiandola surrenale produce in autonomia quantità maggiori di tale ormone ormone.Elevati livelli di ormone causano diversi effetti a seconda che ci sia una prevalenza di estrogeni in un individuo di sesso maschile o la prevalenza di testosterone in un individuo di sesso femminile. In una donna DHEA alto si manifesterà quindi con acne, perdita di capelli, irsutismo, ovvero un aumento ed una distribuzione dei peli di tipo maschile ed anche con una possibile riduzione del HDL, il cosiddetto "colesterolo buono". Frequenti anche alterazioni del desiderio sessuale. In un uomo laddove prevalesse la conversione verso la linea degli estrogeni troveremo ginecomastia, diminuzione della libido e maggiore faticabilità.

Trattamento

Se la condizione di DHEA alto si dimostra asintomatica non è necessario intraprendere alcun tipo di trattamento. Se si manifestano sintomi è possibile intervenire andando ad eliminare le cause che a livello ipofisario o della ghiandola surrenale hanno causato un innalzamento dei livelli ormonali. Spesso le donne che hanno ovaio policistico presentano livelli di deiidroepiandrosterone più elevato del normale, ma in questo caso tale produzione non deriva dalle ghiandole surrenali, ma sarà di produzione ovarica. In questo caso il trattamento della patologia primaria sarà dunque risolutivo nei confronti del DHEA alto. Intraprendere un trattamento mirato ad aumentare invece i livelli di ormone non pare abbia sortito i risultati sperati in ambito di riduzione del peso, aumento massa magra, combattere la stanchezza cronica ed altri, ulteriori studi sono in corso.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali sintomi visibili di un DHEA alto nelle donne?
    Un'elevata concentrazione di DHEA nelle donne si manifesta principalmente attraverso segni di iperandrogenismo. I sintomi più comuni includono acne resistente alle cure tradizionali, caduta dei capelli (alopecia androgenetica) e irsutismo, ovvero una crescita eccessiva e distribuita come quella maschile di peli sul viso, torace e addome. Inoltre, possono verificarsi alterazioni del ciclo mestruale, riduzione del colesterolo HDL ('buono') e cambiamenti nel desiderio sessuale. È fondamentale notare che questi sintomi derivano dall'effetto degli androgeni prodotti in eccesso e richiedono una valutazione medica per distinguere le cause surrenali da quelle ovariche.
  • Come si effettua correttamente il dosaggio del DHEA-S nel sangue?
    Per ottenere risultati affidabili dal dosaggio del DHEA-S (solfato di deidroepiandrosterone), è necessario seguire precise precauzioni preliminari. L'esame richiede che il paziente si presenti a digiuno da almeno 8 ore. Inoltre, è cruciale sospendere preventivamente qualsiasi terapia farmacologica che potrebbe alterare i valori ormonali, previo consulto con il medico curante. I valori di riferimento variano significativamente in base al sesso, all'età e allo stato menopausale; ad esempio, nelle donne pre-menopausa i valori normali oscillano tra 0,7 e 4 mcg/ml, mentre post-menopausa scendono a 0,1-0,6 mcg/ml. Solo un'integrazione con altri esami ormonali e la visita clinica permette una diagnosi corretta.
  • DHEA alto è sempre sintomo di una malattia delle ghiandole surrenali?
    Non necessariamente. Sebbene il DHEA sia prodotto principalmente dalle ghiandole surrenali, livelli elevati possono derivare anche dalle ovaie. Un esempio classico è la sindrome dell'ovaio policistico (PCOS), dove l'aumento del DHEA ha origine ovarica piuttosto che surrenale. Altre cause possono includere tumori surrenalici o una disregolazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, con mancanza di controllo da parte dell'ACTH. Pertanto, identificare la fonte della produzione ormonale è essenziale per scegliere il trattamento appropriato: se la causa è l'ovaio policistico, trattare la patologia primaria resolverà il problema del DHEA alto.
  • Può essere utile assumere integratori di DHEA per contrastare l'invecchiamento o la stanchezza?
    Attualmente, le evidenze scientifiche non supportano l'uso routinario di integratori di DHEA per scopi anti-invecchiamento, aumento della massa muscolare o combattimento della stanchezza cronica. Nonostante il grande interesse suscitato negli anni '90, i risultati ottenuti sono stati deludenti e spesso privi di efficacia significativa. Anzi, in soggetti con già livelli normali o alti, l'assunzione supplementare potrebbe peggiorare condizioni come acne, irsutismo o squilibri lipidici. Qualsiasi integrazione dovrebbe essere valutata attentamente da uno specialista endocrinologo, considerando che la produzione fisiologica di DHEA diminuisce naturalmente con l'età, ma il reintegro artificiale presenta rischi e benefici ancora non pienamente chiariti.

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