Dito a scatto

Caratteristiche e cause del dito a scatto

Il dito a scatto o, più esattamente, tenosinovite stenosante è caratterizzato dal blocco in posizione piegata che si raddrizza non fluidamente ma bruscamente e con uno schiocco. In alcuni casi il disturbo è doloroso ed è provocato da un restringimento della membrana che riveste il tendine del dito interessato. La membrana è ricoperta dalla tenosinovia che normalmente produce un liquido lubrificante che fa scorrere il tendine senza attrito durante la flessione ed estensione delle dita. Quando la tenosinovia va incontro a infiammazione cronica la membrana si restringe, il tendine non riesce a scorrere e il dito rimane piegato. Inoltre continui scatti peggiorano i processi infiammatori. Possono esserne colpiti coloro che effettuano movimenti di continua presa con le mani come alcuni lavoratori, sportivi e musicisti. Le donne, i diabetici e le persone con artrite reumatoide sono più predisposti.
Dito a scatto e tendine

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Sintomi e terapia nei casi lievi

Steccatura del dito a scatto I principali sintomi del dito a scatto sono: la rigidità in particolare al risveglio, la già citata fastidiosa sensazione di scatto quando si estende il dito, il dolore e l'eventuale presenza di un nodulo, a volte l'incapacità di raddrizzare il dito. Le dita più colpite sono il medio, l'anulare e il pollice. La terapia di questa patologia è in funzione della serietà e della durata del problema. Nei casi meno gravi e quando il disturbo si manifesta raramente, le cure possono prevedere la steccatura del dito per qualche settimana. In tal modo l'articolazione resta immobile e si riposa, oltre che evitare di chiudere la mano nel sonno e restare bloccati poi al mattino. A volte possono bastare esercizi per la mobilità del dito o il semplice evitare le prese e le chiusure a pugno della mano per 20-30 giorni.

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Terapia dei casi gravi di dito a scatto

Intervento di release percutaneo Nei casi più gravi di dito a scatto la terapia prevede l'assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) tra i quali l'ibuprofene o anche di steroidi come il cortisone iniettati localmente, vicino al dito o direttamente nelle guaina del tendine. La riduzione dell'infiammazione è anche utile ad alleviare l'eventuale sintomatologia dolorosa. In alcuni casi è necessario un intervento di release percutaneo, effettuato in anestesia locale, che consiste nel riportare alla posizione distesa il dito mediante una siringa. L'operazione è indicata soprattutto per l'indice, l'anulare e il medio. Se nessuna delle tecniche precedenti si dimostra risolutiva bisogna intervenire chirurgicamente con una tenolisi, liberando il tendine dalle aderenze con il tessuto che lo avvolge. Questa tecnica prevede una fisioterapia sia prima che dopo l'intervento.


Dito a scatto: Stile di vita e rimedi casalinghi

Iniezione di cortisone nel dito Il paziente affetto da dito a scatto deve seguire un determinato stile di vita che lo aiuterà a ridurre il fastidio e a impedire il peggioramento. Prima di tutto modificare le proprie abitudini lavorative. sportive e hobbistiche, evitando di sforzare la parte e riposando completamente o quasi per periodi di un mese o un mese e mezzo. Al risveglio è utile lavare le mani con acqua tiepida e tenerle immerse per alcuni minuti per favorire la mobilità del dito malato. I maniluvi possono eventualmente essere ripetuti varie volte durante il giorno. Spesso massaggiare il dito colpito dalla patologia può servire a dare una sensazione di benessere e anche alleviare i dolori, benché non sia utile a diminuire il problema principale cioè l'infiammazione. In alcuni casi acuti il paziente può trarre giovamento dall'applicazione di ghiaccio.



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