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Diottrie

Aggiornato il 22 settembre 20164 capitoli5 domande frequenti
Esame decimi occhi

Differenze tra diottrie, decimi e gradi

Chi si sottopone a regolari visite oculistiche, sente spesso parlare di diottrie, decimi e gradi. A volte, la terminologia oculistica può trarre in inganno o creare confusione. Nel gergo comune, infatti, questi termini vengono erroneamente utilizzati come sinonimi. Per definizione, la diottria è l'unità di misura del potere rifrattivo di un sistema ottico. Ovvero, la capacità di una lente di correggere un'immagine per renderla più chiara e nitida. Il decimo, invece, misura l'acutezza visiva o visus. Solitamente, i valori vengono stabiliti mediante una tabella definita ottotipo. I decimi indicano il numero di righe visibili con chiarezza con o senza lente correttiva. I gradi, invece indicano l'orientamento dato ad una lente per correggere una patologia comune come l'astigmatismo. Infatti, la correzione avviene con lenti cilindriche montate su un determinato asse, espresso per l'appunto in gradi.

Diottrie e distanza focale

Le diottrie, nell'ottica, indicano il potere di rifrazione di una lente oppure di un altro sistema ottico. Modificano le direzioni dei raggi luminosi entranti per focalizzarli e dare origine ad un'immagine della realtà quotidiana oppure virtuale ben definita. Ciò avviene da una certa distanza, altrimenti definita come distanza focale. Per l'occhio umano questa corrisponde a 17 mm. Chiaramente, un occhio miope, più lungo, necessita di uno spazio maggiore per far convergere i raggi di luce sulla retina. Al contrario, la visione sarà confusa e sbiadita. Le lenti per la correzione saranno negative o concave, misurate in passi da 0,25 diottrie. Lo strumento impiegato per stabilire il potere diottrico è il frontifocometro, composto da una sorgente luminosa, un filtro diffusore, una mira, un condensatore ottico, un poggialente, una scala numerica tarata in diottrie ed un cannocchiale con reticolo.

Frontifocometro

Il frontifocometro è indispensabile per il controllo delle lenti ed il montaggio degli occhiali. Stabilisce il potere frontale della lente, ne individua il punto ottico, la direzione dell'asse in una lente concava o negativa ed il decentramento di una prismatica. Inserendo una lente sul fuoco immagine, lo spostamento della mira sarà proporzionato al potere della lente. Si ottiene così una scala graduata che indica il potere frontale della lente presa in esame. Si distinguono diversi frontifocometri: a visione diretta, a proiezione ed elettronici o automatici. I primi, hanno una visione monoculare ed hanno una struttura ottica lineare. Quelli a proiezione, dalla struttura moderna, garantiscono una visione binoculare senza difetti da accomodazione o di mancata taratura. Infine, quelli elettronici presentano i valori in forma digitale, direttamente su un monitor.

Lenti

Le lenti saranno più forti in proporzione alle diottrie. In base alla gravità del difetto visivo, le lenti si distinguono in positive e negative. Le prime ingrandiscono le immagini per una visuale più semplificata e per correggere malattie come l'ipermetropia e la presbiopia, tipica nei soggetti di età superiore ai 40 anni; le seconde, invece, le rimpiccioliscono come accade ai soggetti affetti da miopia. Il difetto è molto comune e si manifesta con una difficoltà nella visione da lontano. La lente chiarifica l'immagine e la rende più nitida. L'occhio normale si può paragonare ad una lente positiva con una rifrazione pari a 59 diottrie. Per semplificare il concetto, le diottrie indicano la potenza di una lente posizionata davanti un occhio per poter sfruttare al meglio la sua capacità visiva.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza fondamentale tra diottrie e decimi?
    È cruciale non confondere questi due parametri perché misurano aspetti diversi della vista. Le diottrie rappresentano il potere rifrattivo, ovvero la forza necessaria per correggere un difetto ottico come miopia, ipermetropia o astigmatismo. I decimi, invece, misurano l’acutezza visiva o visus, indicando quanto chiaramente vediamo gli oggetti rispetto allo standard (dove 10/10 è la norma). In sintesi, le diottrie definiscono la correzione necessaria tramite lenti, mentre i decimi valutano il risultato finale della nostra capacità visiva.
  • Cosa indicano i 'gradi' nella ricetta oculistica?
    I gradi non misurano la forza della lente, ma l'orientamento angolare necessario per correggere l'astigmatismo. Quando l'occhio ha una curvatura irregolare, la correzione richiede lenti cilindliche posizionate su un asse specifico. Questo asse viene espresso in gradi (da 0 a 180) per garantire che la lente sia ruotata correttamente nel telaio degli occhiali. Senza questa precisione angolare, la correzione dell'astigmatismo sarebbe inefficace, causando ancora distorsioni visive nonostante la presenza delle diottrie corrette.
  • Come funziona il frontifocometro e a cosa serve?
    Il frontifocometro è lo strumento tecnico essenziale per verificare la qualità e la conformità delle lenti optiche prima del montaggio negli occhiali. Misura il potere frontale della lente, individuando il punto ottico centrale e verificando eventuali errori di decentramento o prismatico. Esistono versioni a visione diretta, a proiezione binoculare e modelli elettronici digitali. Il principio di funzionamento si basa sullo spostamento di una mira luminosa attraverso la lente: tale spostamento è proporzionale al potere diottrico, permettendo una lettura precisa e immediata dei valori prescritti.
  • Perché le lenti per la miopia sono diverse da quelle per l'ipermetropia?
    La differenza risiede nella natura della lente e nel suo effetto sull'immagine. Per correggere la miopia (visione offuscata da lontano), si usano lenti negative o concave che divergono i raggi luminosi, rimpicciolendo leggermente l'immagine per spostare il punto focale indietro sulla retina. Al contrario, per l'ipermetropia e la presbiopia, si impiegano lenti positive o convesse che convergono la luce, ingrandendo l'immagine e spostando il fuoco in avanti. Entrambe agiscono modificando la traiettoria dei raggi per compensare la lunghezza assiale anomala dell'occhio.
  • Che relazione c'è tra diottrie e distanza focale?
    Esiste un rapporto matematico inverso: una diottria equivale all'inverso della distanza focale espressa in metri. Più alta è la diottria, più corta è la distanza focale della lente, meaning che la lente deve piegare la luce in modo più aggressivo per focalizzarla. Nell'occhio umano sano, la rifrazione totale è di circa 59 diottrie, con una distanza focale interna di circa 17 mm. Se l'occhio è troppo lungo (miopia) o corto (ipermetropia), la distanza focale naturale non coincide con la retina, richiedendo lenti esterne con specifiche diottrie per ripristinare la messa a fuoco corretta.

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