Diottrie

Differenze tra diottrie, decimi e gradi

Chi si sottopone a regolari visite oculistiche, sente spesso parlare di diottrie, decimi e gradi. A volte, la terminologia oculistica può trarre in inganno o creare confusione. Nel gergo comune, infatti, questi termini vengono erroneamente utilizzati come sinonimi. Per definizione, la diottria è l'unità di misura del potere rifrattivo di un sistema ottico. Ovvero, la capacità di una lente di correggere un'immagine per renderla più chiara e nitida. Il decimo, invece, misura l'acutezza visiva o visus. Solitamente, i valori vengono stabiliti mediante una tabella definita ottotipo. I decimi indicano il numero di righe visibili con chiarezza con o senza lente correttiva. I gradi, invece indicano l'orientamento dato ad una lente per correggere una patologia comune come l'astigmatismo. Infatti, la correzione avviene con lenti cilindriche montate su un determinato asse, espresso per l'appunto in gradi.
Esame decimi occhi

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Diottrie e distanza focale

Visione oculare Le diottrie, nell'ottica, indicano il potere di rifrazione di una lente oppure di un altro sistema ottico. Modificano le direzioni dei raggi luminosi entranti per focalizzarli e dare origine ad un'immagine della realtà quotidiana oppure virtuale ben definita. Ciò avviene da una certa distanza, altrimenti definita come distanza focale. Per l'occhio umano questa corrisponde a 17 mm. Chiaramente, un occhio miope, più lungo, necessita di uno spazio maggiore per far convergere i raggi di luce sulla retina. Al contrario, la visione sarà confusa e sbiadita. Le lenti per la correzione saranno negative o concave, misurate in passi da 0,25 diottrie. Lo strumento impiegato per stabilire il potere diottrico è il frontifocometro, composto da una sorgente luminosa, un filtro diffusore, una mira, un condensatore ottico, un poggialente, una scala numerica tarata in diottrie ed un cannocchiale con reticolo.

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Frontifocometro

Misurazione diottrie Il frontifocometro è indispensabile per il controllo delle lenti ed il montaggio degli occhiali. Stabilisce il potere frontale della lente, ne individua il punto ottico, la direzione dell'asse in una lente concava o negativa ed il decentramento di una prismatica. Inserendo una lente sul fuoco immagine, lo spostamento della mira sarà proporzionato al potere della lente. Si ottiene così una scala graduata che indica il potere frontale della lente presa in esame. Si distinguono diversi frontifocometri: a visione diretta, a proiezione ed elettronici o automatici. I primi, hanno una visione monoculare ed hanno una struttura ottica lineare. Quelli a proiezione, dalla struttura moderna, garantiscono una visione binoculare senza difetti da accomodazione o di mancata taratura. Infine, quelli elettronici presentano i valori in forma digitale, direttamente su un monitor.


Lenti

Lenti occhiali Le lenti saranno più forti in proporzione alle diottrie. In base alla gravità del difetto visivo, le lenti si distinguono in positive e negative. Le prime ingrandiscono le immagini per una visuale più semplificata e per correggere malattie come l'ipermetropia e la presbiopia, tipica nei soggetti di età superiore ai 40 anni; le seconde, invece, le rimpiccioliscono come accade ai soggetti affetti da miopia. Il difetto è molto comune e si manifesta con una difficoltà nella visione da lontano. La lente chiarifica l'immagine e la rende più nitida. L'occhio normale si può paragonare ad una lente positiva con una rifrazione pari a 59 diottrie. Per semplificare il concetto, le diottrie indicano la potenza di una lente posizionata davanti un occhio per poter sfruttare al meglio la sua capacità visiva.




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