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Diottria

Aggiornato il 31 gennaio 20174 capitoli4 domande frequenti
Percorso luce lente

Definizione di diottria

La diottria è un’unità di misura. Serve in ottica per definire il potere di rifrazione di un sistema o di una lente. Misura la capacità di modificare la direzione dei raggi luminosi in entrata nel sistema ottico per farli convergere in un punto ad una certa distanza dal centro del sistema stesso. Questa distanza prende il nome di distanza focale e la diottria o numero di diottrie di una lente è pari al suo inverso espresso in metri. Quando una lente ottica pone il suo fuoco a un metro di distanza questo sta a significare che ha il potere di una diottria. Si può parlare anche di forza della lente espressa in diottrie. Non va confusa con gradi e decimi, misure che rappresentano altre particolarità dell'occhio. La diottria è quindi una caratteristica specifica del cristallino presente l'interno del nostro bulbo oculare.

Il funzionamento del cristallino

L’occhio umano è un sistema ottico biologico la cui lente naturale è rappresentata dal cristallino. Questo è un organo trasparente con la forma di una lente biconvessa. Insieme alla cornea, ci permette di mettere a fuoco gli oggetti grazie ad una serie di muscoli che partono dall'apparato ciliare che lo fanno contrarre variandone la curvatura. In questo modo l'occhio umano cambia continuamente la distanza degli oggetti messi a fuoco. In un occhio con vista normale la variazione di curvatura del cristallino avviene in modo istantaneo quando si passa dall'osservare lontano al leggere qualcosa da vicino. La luce, che penetra all’interno del bulbo oculare attraverso la pupilla, viene convogliata dal cristallino verso i fotorecettori che si trovano sulla retina per essere tradotti in immagini.

Le diottrie dell’occhio umano

Le lenti possono essere positive o negative a seconda che ingrandiscano o diminuiscano l’immagine. Le diottrie ne definiscono la potenza di refrazione, ovvero di rifrazione. L’occhio umano nella sua normalità e a riposo è una lente positiva e il suo potere di refrazione complessiva è pari a 59 diottrie. Il decimo invece è l'unità di misura per misurare il "visus" o "acutezza visiva". Si misura con il classico test che si compie dall'oculista quando si leggono le lettere sulla tabella di Snellen. Queste lettere sono state studiate apposta per misurare l'acutezza visiva tenendo fissa la distanza dell'osservatore. I gradi invece si riferiscono in particolar modo ad un difetto visivo che prende il nome di astigmatismo. Per correggere questo difetto si usano delle lenti cilindriche disposte a varie inclinazioni rappresentate appunto da gradi.

Correzione di eventuali deficit

I difetti di diottria più comuni legati al malfunzionamento del cristallino sono la miopia, la presbiopia e l'astigmatismo. La miopia può manifestarsi anche in età infantile legata ad uno sviluppo non perfetto del bulbo oculare, che si presenterà leggermente più lungo. Questo difetto della vista può essere corretto con l'uso di lenti compensative o con intervento chirurgico laser. Questo intervento consiste in un leggero assottigliamento della cornea per diminuirne la convergenza. In età adulta si tende a soffrire di presbiopia, legata ad una perdita di elasticità del cristallino stesso che avrà quindi più difficoltà a contrarsi. L'astigmatismo spesso è congenito. Tutti questi difetti portano l'occhio ad avere un numero alterato delle diottrie e vengono affrontati con lenti compensative per riportare il fuoco nella posizione corretta.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra diottrie, decimi e gradi nell'esame della vista?
    È fondamentale distinguere queste tre unità di misura per comprendere correttamente il proprio referto optometrico. Le diottrie indicano il potere di rifrazione della lente necessaria per correggere i difetti visivi come miopia, ipermetropia o astigmatismo; misurano quanto la lente devia i raggi luminosi. I decimi, invece, rappresentano l'acuità visiva (visus), ovvero la chiarezza con cui vediamo i dettagli, solitamente valutata tramite la tavola di Snellen. Infine, i gradi si riferiscono specificamente all'astigmatismo, indicando l'inclinazione e la potenza delle lenti cilindriche necessarie per correggere la distorsione della cornea. Confonderle porta a incomprensioni sulla gravità del proprio difetto visivo.
  • Quante diottrie ha normalmente un occhio umano sano?
    Un occhio umano considerato normale e a riposo possiede un potere di rifrazione complessivo pari a circa 59 diottrie. Questa potenza è determinata principalmente dalla combinazione della cornea e del cristallino, che lavorano insieme per focalizzare la luce sulla retina. Il cristallino, agendo come una lente biconvessa naturale, varia la sua curvatura grazie ai muscoli ciliari per permettere la messa a fuoco sia da lontano che da vicino. Quando questo sistema ottico biologico funziona correttamente, permette una visione nitida senza bisogno di correzioni esterne, mantenendo il fuoco esattamente sui fotorecettori retinici.
  • Come si correggono i difetti di diottria come miopia e presbiopia?
    I difetti refrattivi come miopia, presbiopia e astigmatismo comportano un alterato numero di diottrie, impedendo alla luce di focalizzarsi correttamente sulla retina. La correzione principale avviene mediante lenti compensative: occhiali o lenti a contatto con diottrie specifiche (positive o negative) per riallineare il punto focale. Per la miopia, spesso dovuta a un bulbo oculare troppo lungo, si usano lenti divergenti. Per la presbiopia, causata dalla perdita di elasticità del cristallino con l'età, si impiegano lenti convergenti. Esiste inoltre la chirurgia refrattiva laser, che modifica la curvatura della cornea per ridurre permanentemente il difetto, eliminando la necessità di ausili ottici.
  • Cosa sono le diottrie e come funzionano nel cristallino?
    La diottria è l'unità di misura del potere di rifrazione di una lente. Nel contesto biologico, indica la capacità del cristallino, la lente naturale dell'occhio, di modificare la direzione dei raggi luminosi per farli convergere in un punto preciso sulla retina. Una lente ha una diottria se mette a fuoco i raggi a un metro di distanza. Il cristallino regola questa potenza variando la propria curvatura: contraendosi o rilassandosi, cambia la distanza focale permettendoci di vedere chiaramente sia oggetti vicini che lontani. Se il cristallino perde elasticità o la cornea ha una forma irregolare, il potere diottrico si altera, causando difetti visivi che richiedono correzione.

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