Alitosi

L'alitosi

L’alito, che altro non è che l’aria che si espira, è costituito per la maggior parte da vapore acqueo, ed in parte minore da gas e piccolissime scorie. Generalmente, esso risulta essere inodore. L’alito è aria, dunque, ad un organismo sano, corrisponderà un alito fresco. Una patologia comporta un’alterazione dello stato di salute e le conseguenze possono riversarsi anche sull’alito, che tende a divenire forte e pesante. Anche una scorretta alimentazione o una scarsa igiene orale, possono contribuire a determinare fenomeni come quello dell’alitosi. Questo tipo di disturbo può manifestarsi sotto due diverse forme. L’alitosi è infatti temporanea o permanente. Nel primo caso, essa è determinata da una scarsa o mancata igiene orale. L’alitosi temporanea, tende a scomparire immediatamente dopo il lavaggio dei denti, con una corretta pulizia del cavo orale, con l’utilizzo di colluttori specifici. L’alitosi di tipo permanente invece, risulta essere patologica. Essa infatti è determinata da una patologia, da un disturbo specifico che comporta come conseguenza l’alitosi. I soggetti diabetici o con insufficienze renali croniche tendono a presentare questo disturbo. In questo specifico caso, l’alitosi non potrà essere combattuta soltanto con la pulizia del cavo orale. Il problema tenderà a persistere anche con una cura appropriata e una pulizia minuziosa e attenta. In linea di massima, il disturbo dell’alitosi, è determinato da una scarsa igiene orale. L’alitosi può però essere determinata anche da ulteriori cause. L’alimentazione è una delle cause che maggiormente determinano il fenomeno dell’alitosi temporanea. L’ingestione di cibi particolarmente speziati, o di alcuni elementi dall’odore forte come l’aglio o la cipolla, o ancora, alcuni pesci e alcune carni, possono contribuire all’insorgere di suddetto disturbo. Anche le bevande possono causare il fenomeno dell’alitosi temporanea, come il vino, la birra o anche gli alcolici. Il fumo, è un altro elemento che determina l’alito cattivo. In questi specifici casi però, una pulizia accurata dei denti e di tutto il cavo orale, eliminerà il problema, riportando l’alito alla sua naturale freschezza. Soggetti a problemi di alitosi sono coloro che fanno uso di farmaci antistaminici, antidepressivi, e coloro che soffrono di alcune patologie che comportano delle conseguenze come questa.
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La placca e il tartaro determinano l'alitosi

un problema sociale Come sottolineato sopra, l’alito cattivo, è parecchio diffuso nei pazienti con diabete mellito, e in coloro che soffrono di malattie epatiche o di problemi ai reni. Anche coloro che sono affetti da riniti, allergie, sinusiti e raffreddori cronici, possono essere maggiormente inclini all’alitosi, che in quest’ultimo caso scompare con lo scomparire della patologia che la determina. E’ molto importante dunque, conoscere la causa esatta che determina l’alito cattivo, e studiare la metodologia più adatta per ovviare al problema nel migliore dei modi. L’alitosi è un disturbo sociale, un fenomeno che se assume forme patologiche può comportare diversi problemi a chi ne è affetto. La comunicazione è alla base di qualsiasi rapporto. Ciò che ci rende sereni, quando si entra in contatto con un qualsiasi interlocutore, è principalmente lo stare bene con se stessi. Chi è consapevole di essere affetto da suddetta patologia, non riesce a comunicare serenamente con gli altri, non riesce ad interagire, e tende a chiudersi in se stesso, mantenendo sempre a distanza chi avvisa un minimo contatto. Questo perché, l’alitosi, determina imbarazzo e impossibilità di star bene con la propria persona e con gli altri. La patologia dunque, diventa personale e sociale. Per combatterla esistono diversi rimedi, alcuni notevolmente risolutivi. E’ importante conoscere la cause che determinano l’alitosi, per poi decidere la metodologia migliore per curarla e sconfiggerla. Chi soffre di alitosi, deve necessariamente rivolgersi ad un odontoiatra, che potrà effettuare un controllo approfondito, effettuare un’ablazione dentaria, e contemporaneamente potrà stilare una diagnosi ed una cura appropriate che tendano se non a contrastare, quanto meno a portare ai minimi termini la problematica in atto. L’ablazione dentaria, viene effettuata dal proprio dentista di norma due volte all’anno. La pulizia del cavo orale, elimina la placca depositatasi tra dente e dente, ed il tartaro che potrebbe inoltre comportare l’insorgenza della carie. Una volta eliminata la placca, assoluta nemica dell’igiene orale, i denti verranno spazzolati e sbiancati con una pasta profumata lucidante, che tenderà a donare ad essi la naturale brillantezza e pulizia. L’ablazione dentaria, viene effettuata per eliminare principalmente la placca e il tartaro che possono provocare la carie. Quest’ultima è una delle cause dell’alito cattivo. Il dente colpito, tende a marcire piano piano. Sulla sua corona, tende a formarsi un puntino nero (la carie per l’appunto), che tende ad ingrandirsi sempre di più, e a scendere contemporaneamente in profondità. La carie non solo provoca dolore, ma tende a determinare anche un tanfo che non può essere eliminato con la sola pulizia quotidiana del cavo orale. Solo la cura della carie tenderà, dopo diversi giorni ad eliminare il problema. Questo tipo di alitosi, quindi non può essere combattuta autonomamente, ma con l’intervento del proprio igienista dentale di fiducia.

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    Una corretta igiene orale

    una corretta igiene orale Molto importante è la pulizia quotidiana della bocca. Essa va effettuata più volte al giorno (si parte da un minimo di tre volte, quindi dopo ogni pasto), in maniera molto accurata. E’ preferibile che si utilizzi uno spazzolino con testina ergonomica, e setole ondose, che tendano ad arrivare anche negli interstizi maggiormente nascosti, che non sono raggiungibili dalle setole di uno spazzolino classico. I denti vanno spazzolati in un tempo superiore ai due minuti, con movimenti verticali. L’errore che compiono la maggior parte delle persone, sta proprio nella tecnica di spazzolamento. In linea di massima, si tende a spazzolare orizzontalmente, da sinistra verso destra e da destra verso sinistra, per pochi secondi per poi procedere al risciacquo del cavo orale. La bocca sarà certamente fresca, ma non pulita. Lo sporco infatti, viene spostato in questo modo da una parte all’altra e potrà finire per incastrarsi tra dente e dente. La lingua inoltre va spazzolata anch’essa, perché risulta essere sede dell’accumulo di microbi e batteri, che possono determinare l’alitosi. La lingua infatti, può essere spazzolata verticalmente, dal fondo della gola, fino alla punta, con le setole dello spazzolino stesso, o anche con il pulilingua, che si trova sulla testina dello stesso spazzolino. Quest’ultimo presenta sulla parte opposta alle setole delle onde ergonomiche che passate sulla lingua, rimuovono lo sporco in eccesso. Dopo il lavaggio accurato del cavo orale, è sempre necessario utilizzare il filo interdentale, che va inserito tra dente e dente e tirato giù con un movimento secco e deciso. In questo modo, tenderà a tirar via tutti i residui di cibo che non sono stati eliminati dallo stesso spazzolino. Certamente l’utilizzo del filo interdentale richiede un tempo abbastanza lungo. L’operazione infatti va effettuata con una certa calma. Chi possiede un’arcata dentaria stretta, sarà impedito nell’utilizzare il filo. In questo caso, dovrà rivolgersi al proprio igienista dentale più volte, per ragioni di sicurezza. Anche il collutorio va usato per contrastare il fenomeno dell’alitosi e per avere una bocca fresca e pulita. La scelta di questo però, non va effettuata in maniera casuale. Il colluttorio non deve avere una base alcolica. E’stato testato che l’utilizzo spasmodico di questo prodotto ai fini dell’igiene orale, ha comportato l’insorgere di tumori alla gola e alla lingua. Il colluttorio va scelto al fluoro su base naturale e non alcolica. Va diluito con acqua, e utilizzato per pochi secondi. Non risulta essere un elemento indispensabile per la pulizia del cavo orale. Il dentifricio giusto, che è già di per se un antibatterico molto forte, tende ad eliminare il problema alla radice. I denti vanno dunque lavati dopo ogni pasto, seguendo le norme di una corretta igiene. Se per cause di forza maggiore, non dovesse essere possibile effettuare una pulizia della bocca, si potrà tamponare con gomme da masticare a base di menta, anice o xilitolo. Questo almeno per chi soffre di alitosi.


    Alitosi: Rimedi naturali

    curare l'alito cattivo Per ovviare a questo tipo di disturbo è bene anche limitare le bevande ed i cibi che possono provocarne la manifestazione immediata. I tabagisti, dovrebbero ad esempio limitare il quantitativo di sigari, sigarette, pipe, e allo stesso tempo effettuare un’igiene orale più accurata e approfondita. E’ importante anche limitare l’uso degli alcolici, che causano secchezza e fanno scendere il livello di salivazione che comporta l’alitosi. Per comprendere se sai ha l’alitosi, non è necessario soffiare nella propria mano. E’ preferibile, utilizzare il filo interdentale e sentirne l’odore, premere una garza sulla lingua e poi sentirne l’odore. Esistono anche dei rimedi assolutamente naturali per ovviare a questo tipo di problematica. In questo caso, si possono bene tisane alla menta, alla salvia, o al rosmarino, che tendono a disinfettare il cavo orale in maniera profonda apportando pulizia anche all’interno dell’organismo stesso. Anche i chiodi di garofano possono risultare parecchio utili per la preparazione di suddetta tisana, che può anche essere usata per sciacqui del cavo orale e gargarismi. I chiodi di garofano infatti esplicano un’ottima azione antiinfiammatoria e deodorante per tutta la bocca. Conoscere il problema, individuarne la causa e procedere alla cura sono le norme da mettere in pratica per stare sempre bene con se stessi e con gli altri. L’alitosi non è una patologia trascurabile. Una volta manifestatasi essa va tenuta sotto controllo, anche attraverso il proprio igienista dentale, che potrà suggerire la metodologia migliore per ovviare a questo problema in maniera definitiva, per avere e conservare un alito fresco e profumato più a lungo.



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