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Olio di soia

Aggiornato il 23 novembre 20154 capitoli5 domande frequenti
oli vegetali

Oli vegetali

Nel campo dell'alimentazione hanno un ruolo importante gli oli vegetali, i classici oli derivati da alcuni alimenti e che possiedono delle qualità sicuramente importanti, anche se non manca il loro lato oscuro. Gli oli vegetali sono utilizzati in modo particolare nel condimento, come insaporitori, se così li possiamo definire, di una determinata pietanza. Non solo perché permettono poi di cucinare anche diversi tipi di cibi, ma a seconda dell'uso che se ne fa in cucina possono considerarsi salutari o addirittura dannosi. Soprattutto per chi ha intenzione di mantenere una forma fisica accettabile dovrà necessariamente evitare di consumare una grande quantità di oli vegetali, l'unico concesso nelle varie diete è in modo particolare l'olio d'oliva, considerato anche il migliore della categoria. Il problema però è sempre capire come tali oli siano estratti dalle rispettive piante, il processo di raffinazione infatti rischia di comprometterne i loro benefici.

Olio di soia

Tra gli oli vegetali che stanno riscontrando un notevole consenso nell'alimentazione mondiale, ritroviamo l'olio di soia. I principali coltivatori di tale pianta sono stati gli americani, riuscendo a realizzare prodotti che potessero essere consumati da tutti, anche dai soggetti con qualche intolleranza alimentare. Il latte di soia ad esempio ha avuto un vero boom negli ultimi anni, questo perché è altamente digeribile e consente una crescita sana e forte. E' consigliato infatti molto per i neonati, il problema però è che questo latte di soia impedisce alla tiroide di funzionare in modo corretto, non è un caso che molti neonati nutriti con questo tipo di latte si ritroveranno poi a fare i conti cone determinate disfunzioni tiroidee. Tornando all'olio di soia la sua estrazione avviene mediante una lavorazione, definita crush, con l'utilizzo di alcuni solventi chimici. Per quel che riguarda invece la spremitura a freddo, questa non è utilizzata spesso perché è fin troppo costosa. La lavorazione dell'olio di soia parte dalla setacciatura e pulizia dei semi di questa pianta, che vengono poi seccati leggermente e spezzati in modo piuttosto grossolano, poi laminati finché non raggiungono più o meno uno spessore di 0,20-0,25 mm. Si attua poi il processo di estrazione con i vari solventi chimici, solitamente il più utilizzato è l'esano. Attraverso tale processo l'olio di soia asume un colore più giallastro e con un odroe forte, bisogna quindi eliminare tali difetti attraverso alcuni processi di rettifica, fino poi ad arrivare all'olio di soia che tutti conoscono.

Proprietà dell olio di soia

Il problema principale però è che attraverso questi processi di raffinazione l'olio di soia si ritroverà a perdere alcune prorpietà importanti come la leticina di soia. L'olio di soia contiene una gran quantità di grassi polinsaturi, è proprio per questo che è considerato un ottimo alleato per la salute umana. In modo particolare ritroviamo l'acido linoleico, il classico precursore dell'omega 6 e l'acido alfa-linolenico, precursore invece dell'omega 3. Sappiamo come questi grassi polinsaturi siano importanti per la salute dell'uomo, c'è inoltre anche una buona percentuale di acido oleico. D'altro canto però l'olio di soia è praticamente povero di vitamina E, importante soprattutto per la bellezza della pelle. Rispetto quindi agli altri oli vegetali, quello di soia non è molto consigliato per la cura della pelle. Molti cosmetici sono realizzati con estratti di oli vegetali, l'olio di soia è sicuramente il meno utilizzato. Questa presenza di grassi polinsaturi però rende facilmente questo tipo di olio soggetto al processo di ossidazione, un fenomeno che inevitabilmente non permette la lunga conservazione del prodotto. Ecco che allora i vari produttori si affidano ad una parziale idrogenazione, ciò però comporta in modo particolare la perdita dei valori nutrizionali che appartengono all'olio di soia grezzo.

Olio di soia grezzo

Questo quindi fa ben comprendere come l'olio di soia di produzione industriale non sia effettivamente di alcun aiuto per l'organismo umano. E' importante quindi comprare esplicitamente l'olio di soia grezzo che si trova nei vari negozi di alimenti naturali, in erboristeria è possibile trovarlo. Vediamo ora nel dettaglio quali sono le qualità di questo olio di soia che permettono all'organismo di provare un interessante ristoro. La presenza di omega 3, omega 6 e l'acido oleico rendono tale olio di soia come un efficace ipocolesterolemizzante, il che significa che può essere utile per chi tende ad avere problemi di colesterolo piuttosto elevato. In questo caso l'olio di soia può considerarsi un aiuto notevole, chiaramente però quando è utilizzato da solo e non in aggiunta di altri condimenti, i vari grassi animali, altrimenti l'apporto di grassi potrebbe essere più che consistente e di conseguenza dannoso per l'organismo. Nell'olio di soia grezzo ci sono anche discrete quantità di lecitina, questa permette di essere molto utile al fine delle malattie neurologiche. Ciò insomma fa capire come l'olio di soia possa essere un ottimo alleato per la salute umana solo quando è soggetto alla spremitura a freddo, negli altri casi non ha alcun tipo di valore aggiunto rispetto agli altri oli vegetali.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza sostanziale tra l’olio di soia industriale e quello grezzo?
    La differenza principale risiede nel metodo di estrazione e nella preservazione dei nutrienti. L’olio di soia industriale viene ottenuto tramite un processo chiamato 'crush', che utilizza solventi chimici come l’esano, seguito da una raffinazione aggressiva per eliminare odori e colori sgradevoli. Questo procedimento distrugge proprietà preziose come la lecitina e riduce il contenuto di vitamine. Al contrario, l’olio di soia grezzo, disponibile in erboristerie o negozi bio, è ottenuto preferibilmente a freddo. Questo metodo conserva intatti gli acidi grassi essenziali Omega-3 e Omega-6, la lecitina e altre sostanze benefiche, rendendolo un alimento funzionale e non solo un semplice grasso da cottura.
  • L’olio di soia è adatto per la cura della pelle e dei capelli?
    Generalmente no, l’olio di soia non è il primo scelta per la cosmesi naturale rispetto ad altri oli vegetali. Contiene una bassa percentuale di vitamina E, un antiossidante fondamentale per proteggere e nutrire la pelle. Inoltre, la sua elevata concentrazione di grassi polinsaturi lo rende estremamente soggetto all’ossidazione; questo significa che irrancidisce rapidamente, perdendo efficacia e potenzialmente irritando la cute. Sebbene esistano cosmetici che lo utilizzano, è meno comune di oli come quello di jojoba, mandorle dolci o oliva, che offrono una stabilità maggiore e un profilo nutrizionale più completo per l’epidermide.
  • È vero che l’olio di soia aiuta a ridurre il colesterolo?
    Sì, l’olio di soia grezzo può agire come efficace ipocolesterolemizzante grazie alla sua composizione. È ricco di acidi grassi polinsaturi, in particolare acido linoleico (precursore degli Omega-6) e acido alfa-linolenico (precursore degli Omega-3), oltre a una buona quota di acido oleico. Questi componenti aiutano a migliorare il profilo lipidico del sangue. Tuttavia, il beneficio si ottiene solo se l’olio viene consumato crudo, ad esempio per condire insalate, e non abbinato a grassi animali o altri condimenti pesanti, che annullerebbero l’effetto positivo aumentando eccessivamente l’apporto calorico e lipidico totale.
  • Perché si sconsiglia l’uso indiscriminato di derivati della soia, come il latte, nei neonati?
    Sebbene il latte di soia sia altamente digeribile e privo di lattosio, presentandosi come un’alternativa valida per chi ha intolleranze, il suo utilizzo esclusivo o precoce nei neonati richiede cautela medica. Alcune evidenze suggeriscono che certi composti presenti nella soia possano interferire con il funzionamento della ghiandola tiroidea, portando a possibili disfunzioni in fasi di sviluppo critico. Mentre l’olio di soia raffinato è quasi puramente grasso e privo di queste proteine, il consumo di latte o tofu deve essere valutato attentamente dal pediatra per garantire una crescita sana senza rischi endocrini.
  • Come si riconosce un olio di soia di scarsa qualità?
    Un olio di soia di scarsa qualità è tipicamente quello raffinato industrialmente. Spesso appare di un colore giallo pallido uniforme e ha un sapore neutro, risultato dei processi di decolorazione e deodorizzazione che rimuovono anche i nutrienti. Se l’etichetta non specifica 'spremuta a freddo' o 'grezzo', è probabile che sia stato trattato con solventi chimici e parzialmente idrogenato per aumentarne la shelf-life. Un buon olio di soia dovrebbe provenire da fonti biologiche o naturali, conservato in bottiglie scure per proteggerlo dalla luce, poiché i suoi grassi polinsaturi si degradano velocemente con l’ossigeno e il calore.

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