Come agisce l'eritropoietina

Medicina Sportiva

Eritropoietina

L’eritropoietina (EPO) è un ormone che viene prodotto principalmente dai reni e stimola la produzione di globuli rossi da parte del midollo osseo.

di Redazione

03 agosto 2015

Che cosa è l'eritropoietina e usi clinici

L’eritropoietina o fattore stimolante l’eritropoiesi (ESF) agisce sulle cellule stimolanti determinando la loro differenziazione in cellule eritroidi. Può attivare l’adenilciclasi (enzima localizzabile nella superficie interna della membrana plasmatica) con successiva produzione di AMPciclico (molecola solubile, citosolica). Attiva altresì la produzione sequenziale di alcuni tipi di RNA, la sintesi del DNA e modifica il microambiente favorendo, nei tessuti emopoietici, la vasodilatazione e la vasoproliferazione con derivante iperplasia eritroide (aumento del numero dei globuli rossi). Nel 1989 la Food and Drug Administration ha permesso l’uso dell'eritropoietina per il trattamento dell’anemia cronica da insufficienza renale e per le anemie da deficienze proteiche (gravidanza, malattie infettive, AIDS, neoplasie). Il suo uso è consentito anche per i pazienti trapiantati con midollo osseo.

Impiego dell'eritropoietina nelle discipline sportive

L'eritropoietina è molto conosciuta per via del suo uso in ambito sportivo come sostanza "dopante". Dopo uno sforzo prolungato i muscoli necessitano di ossigeno per bruciare gli zuccheri e, di conseguenza produrre energia. I globuli rossi trasportando ossigeno ai tessuti ottimizzano le prestazioni fisiche negli sport che richiedono resistenza quali il ciclismo e lo sci di fondo. L’uso dell’eritropoietina in questo campo si è rivelato molto pericoloso: l’aumento dei globuli rossi abbassa infatti la fluidità del sangue incrementando la componente corpuscolare (ematocrito) con un aumento della pressione arteriosa (ipertensione) e la potenziale formazione di trombi. Una normativa di legge ne vieta espressamente l'uso in ambito sportivo anche se casi eclatanti (Pantani, Schwazer) dimostrano come la legge venga spesso elusa a favore di interessi economici.

Effetti collaterali dell'eritropoietina

I possibili effetti collaterali dovuti a trattamento con l’eritropoietina sono: - rischio elevato di sviluppare fenomeni trombo- embolici, a prescindere dal valore di ematocrito raggiunto, per eventuale inibizione dei fattori della coagulazione o per incremento dell’ematocrito per emoconcentrazione (innalzamento della concentrazione del sangue per accrescimento numerico, sia assoluto che relativo, dei globuli rossi); - aumento delle resistenze vascolari a livello cerebrale con invecchiamento precoce di queste strutture; - ipertensione arteriosa con sclerosi vascolare (nei diversi organi come fegato, polmoni e reni), elevato rischio di infarto cardiaco ed encefalopatia ipertensiva (conseguenza acuta dell'ipertensione grave che si manifesta con cefalea, obnubilamento del sensorio, confusione o stato di intorpidimento); - leucoencefalopatia (malattia del cervello rappresentata dalla compromissione della sostanza bianca); - convulsioni (raramente).

Cenni storici sulll'eritropoietina

Nel 1905 il Professor Paul Carnot e la sua assistente Clotilde Deflandre ipotizzarono che un fattore umorale, che chiamarono emopoietina, aveva la funzione di regolare la produzione di globuli rossi. L’ematologo John Adamson e il nefrologo Joseph W. Eschbach analizzarono le varie forme di insufficienza renale e il ruolo dell’ormone naturale EPO nella creazione dei globuli rossi. Nel 1968 Goldwasser e Kung cominciarono a purificare l’EPO, tramite tale processo si poté identificare e isolare il gene. Un ricercatore della Columbia University scoprì poi come sintetizzare l’EPO. Nel 1985 Lin e Jacobs isolarono il gene dell’eritropoietina e riuscirono a caratterizzarla per la ricerca e per la produzione. Iniziò successivamente la produzione industriale di EPO ricombinante umana per il trattamento dell’anemia.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali indicazioni mediche per l'uso dell'eritropoietina?
    L'eritropoietina è un farmaco essenziale utilizzato principalmente nel trattamento dell'anemia cronica associata all'insufficienza renale, poiché i reni malati non producono quantità sufficienti di questo ormone. Inoltre, trova impiego clinico per gestire anemie legate a deficit proteici, condizioni di gravidanza complessa, infezioni gravi come l'AIDS, neoplasie e durante i protocolli chemioterapici. È inoltre fondamentale per i pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo, aiutando a ripristinare rapidamente la capacità del corpo di produrre globuli rossi sani e prevenire complicanze legate alla carenza di ossigeno nei tessuti.
  • Perché l'eritropoietina è considerata una sostanza dopante nello sport?
    Nello sport, specialmente nelle discipline di resistenza come il ciclismo e lo sci di fondo, l'eritropoietina viene abusata perché aumenta artificialmente il numero di globuli rossi. Questi globuli trasportano l'ossigeno ai muscoli, migliorando l'efficienza aerobica e ritardando l'affaticamento. Tuttavia, questa pratica è severamente vietata dalle autorità antidoping perché altera le regole della competizione. L'aumento artificiale dell'ematocrito rende il sangue più denso, creando un vantaggio sleale ma esponendo l'atleta a rischi cardiovascolari gravi e potenzialmente letali, come trombosi e ictus.
  • Quali sono i rischi cardiovascolari legati all'uso di eritropoietina?
    L'uso di eritropoietina comporta seri rischi cardiovascolari dovuti all'incremento della viscosità sanguigna (ematocrito). Questo ispessimento del sangue aumenta la pressione arteriosa, portando a ipertensione e sclerosi vascolare in organi vitali come cuore, reni e polmoni. Il flusso sanguigno rallenta, favorendo la formazione di trombi che possono causare eventi trombo-embolici, infarti cardiaci o ictus cerebrali. La condizione può evolvere in encefalopatia ipertensiva, manifestandosi con cefalea forte, confusione mentale e stato di torpore, richiedendo intervento medico immediato per evitare danni permanenti o fatali.
  • Esistono effetti collaterali neurologici nell'utilizzo di eritropoietina?
    Sì, l'eritropoietina può provocare effetti collaterali significativi a carico del sistema nervoso centrale. L'aumento delle resistenze vascolari a livello cerebrale può accelerare l'invecchiamento delle strutture neurali e favorire lo sviluppo di leucoencefalopatia, una patologia che compromette la sostanza bianca del cervello. In rari casi, ma con gravità elevata, si possono verificare convulsioni. Questi sintomi neurologici sono spesso correlati alle fluttuazioni pressorie e alla ridotta perfusione cerebrale indotte dall'emoconcentrazione, rendendo il monitoraggio clinico rigoroso indispensabile durante qualsiasi terapia farmacologica con questo agente.