Bellezzasalute.it · guide e consigli pratici
Salute · Dermatiti

Eczema atopico

Aggiornato il 07 aprile 20174 capitoli5 domande frequenti
Eczema atopico in età adulta

Cosa si intende per eczema atopico

Per eczema atopico si intende un disturbo cutaneo cronico-recidivante, pruriginoso e di origine infiammatoria. Per diverse ragioni colpisce in particolar modo i neonati ed i bambini. In questi soggetti, l'organismo si autodifende dagli agenti esterni producendo in eccedenza le proteine lgE (anticorpi citofili) normalmente presenti nel corpo ma in piccole quantità. Gli allergeni vengono introdotti nel fisico attraverso il semplice contatto, la respirazione oppure la normale assunzione di cibo. Tuttavia, la reazione allergica può dipendere anche da fattori emozionali. In genere si sviluppa dopo il secondo mese di vita. Tra il nono ed il ventiquattresimo mese si assiste ad una regressione spontanea. Il 20% della popolazione, però, registra un nuovo focolare nell'età pre-adolescenziale e della pubertà, nonché da adulti.

I principali sintomi dell'eczema atopico

Il neonato affetto da eczema atopico presenta in genere un vistoso eritema con edema ed essudazione in particolare sulle guance, la fronte, le braccia e l'addome. La pelle appare secca, arrossata e leggermente sopraelevata. La patologia si manifesta con prurito intenso e quasi insopportabile, disturbi del sonno, con particolari incidenze sulla qualità dell'esistenza. Nelle forme tardive e dopo il primo anno di vita, la malattia interessa le superfici flessorie, quindi le pieghe dei gomiti, delle ginocchia, del collo o delle orecchie. Un trattamento immediato della patologia può migliorare lo stile di vita. In genere si consigliano creme al cortisone per calmare l'infiammazione e pomate emollienti per idratare la pelle tendenzialmente disidratata. Anche un buon piano dietetico può evitare allergie ed intolleranze.

Le cause che scatenano l'eczema atopico

L'eczema atopico può anche non manifestarsi in età neonatale ed essere rimandato in età adulta. Secondo statistiche, il fattore ereditario e quindi la predisposizione alla malattia incidono nel 70% dei casi. Le cause possono essere di tipo allergologiche. Molti individui, infatti, sviluppano la patologia avendo dei familiari affetti da allergie inalanti (asma bronchiale, raffreddore da fieno), da contatto (orticaria), alimentari (intolleranze, ipersensibilità al glutine, al lattosio o ad altri cibi) ed irritative (reazioni a particolari detergenti sia per l'igiene personale che della casa). Tra le varie cause, incide anche il fattore psicologico ed emozionale. La combinazione dei fattori esterni e genetici può determinare o meno lo sviluppo della dermatite atopica o eczema atopico in un individuo.

Diagnosi e cure per l'eczema atopico

In presenza dei sintomi da eczema atopico rivolgersi immediatamente al pediatra o al medico curante. La diagnosi avviene immediatamente da un attento esame visivo. Potrebbe essere necessario consultare un dermatologo oppure un allergologo per ulteriori test cutanei e le analisi del sangue per rilevare la presenza anomala di anticorpi lgE. A seguito della diagnosi, verranno stabilite le cure per una completa guarigione. I rimedi varieranno chiaramente in base alla gravità dei sintomi e della patologia in genere. Per mantenere l'eczema atopico sotto controllo bisogna curare particolarmente l'igiene personale e della casa, evitando detergenti irritanti e profumati. Vanno utilizzati saponi oleosi e creme ad azione emolliente. Bisogna rinunciare ai tessuti di lana o sintetici, e prediligere il cotone, la seta, il lino oppure la viscosa.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra l'eczema nei neonati e negli adulti?
    La localizzazione dei sintomi cambia significativamente con l'età. Nei neonati e nei primi anni di vita, l'eruzione cutanea si manifesta prevalentemente sulle aree estese come guance, fronte, braccia e addome, presentandosi con rossore, gonfiore e talvolta essudazione. Man mano che il bambino cresce, superando il primo anno di vita, la patologia tende a spostarsi nelle zone flessorie, ovvero le pieghe interne dei gomiti, dietro le ginocchia, al collo e intorno alle orecchie. Questa evoluzione anatomica richiede approcci diversi nella gestione quotidiana della pelle.
  • L'eczema atopico ha una componente genetica ereditaria?
    Sì, la predisposizione genetica gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo della dermatite atopica. Le statistiche indicano che il fattore ereditario incide circa nel 70% dei casi. Spesso chi soffre di eczema appartiene a famiglie in cui sono presenti altre condizioni allergiche, come asma bronchiale, raffreddore da fieno o orticaria. Tuttavia, la genetica da sola non basta: l'insorgenza della malattia dipende dall'interazione tra questa predisposizione interna e fattori ambientali esterni, come l'esposizione ad allergeni specifici o stress emotivi.
  • Come deve essere gestita l'igiene quotidiana per prevenire le ricadute?
    La cura della pelle è essenziale per mantenere la condizione sotto controllo. È fondamentale evitare detergenti aggressivi, profumati o sgrassanti che compromettono la barriera cutanea. Al contrario, si raccomandano saponi oleosi delicati e l'applicazione regolare di creme emollienti per idratare e proteggere la cute disidratata. Inoltre, la scelta degli indumenti riveste grande importanza: bisogna eliminare tessuti ruvidi come la lana o sintetici che causano sudorazione, preferendo materiali naturali traspiranti come cotone, seta, lino o viscosa per ridurre l'irritazione meccanica.
  • Quali alimenti o fattori possono peggiorare i sintomi dell'eczema?
    Gli scatenanti possono variare da persona a persona, ma spesso includono allergeni alimentari come intolleranze al glutine, al lattosio o ipersensibilità ad altri cibi specifici. Anche gli allergeni inalanti, come pollini o acari, e quelli da contatto, come certi detergenti per la casa o l'igiene personale, possono aggravare il quadro clinico. Non va sottovalutato inoltre il fattore psicologico: lo stress e le emozioni forti possono innescare o intensificare i focolai infiammatori. Una dieta mirata, eventualmente seguita con un nutrizionista, può aiutare a identificare ed evitare le intolleranze personali.
  • Quando è necessario consultare uno specialista oltre al pediatra?
    È sempre opportuno rivolgersi immediatamente al medico curante o al pediatra alla comparsa dei primi sintomi. Se la situazione persiste o risulta complessa, potrebbe essere necessaria la consulenza di un dermatologo o di un allergologo. Questi specialisti possono effettuare test cutanei approfonditi e analisi del sangue specifiche per rilevare livelli anomali di anticorpi IgE e identificare con precisione gli allergeni responsabili. Una diagnosi accurata permette di personalizzare il piano terapeutico, combinando terapie farmacologiche mirate, come cortisonici locali, con una gestione preventiva efficace dello stile di vita.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche