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Operazione al femore

Aggiornato il 21 settembre 20164 capitoli5 domande frequenti
Struttura del femore

Frattura del femore

Il femore è l'osso più lungo e voluminoso dello scheletro. Il collo è la parte più soggetta a fratture, per l'enorme carico ponderale a cui è sottoposto e per la sua conformazione. Nei soggetti giovani la probabilità di frattura si riduce per una notevole calcificazione del tessuto osseo. Negli anziani, invece, con l'avanzare dell'età si assiste progressivamente ad un impoverimento del calcio. I dati relativi alle fratture sono preoccupanti. I soggetti oltre i 70 anni, perdono irrimediabilmente la capacità di muoversi autonomamente. Solo il 30-40% dei pazienti riconquista la funzionalità dell'osso e l'indipendenza nelle normali attività quotidiane. Ogni anno si stimano oltre 600.000 fratture femorali nel nostro Paese. E' più frequente nelle donne, over 65. Si distinguono fratture composte e fratture scomposte. Le prime conservano il normale allineamento. Quelle scomposte possono essere esposte con perforazione dei tessuti muscolari. Vanno entrambe trattate con l'operazione al femore.

Complicazioni

L'operazione al femore può evitare gravi conseguenze. La rottura comporta infatti complicazioni anche molto serie, come la morte. Negli anziani il problema viene preannunciato da una caduta determinata dall'osteoporosi. Per prevenire che ciò avvenga, assumere più calcio e vitamina D. La frattura al femore nel paziente anziano può sviluppare broncopolmonite ipostatica, cistopielite, flebotrombosi, necrosi asettica, vizi di consolidazione, pseudoartrosi. I sintomi più eclatanti della rottura sono roteazione dell'arto e dolore acuto ed aggressivo. La diagnosi si basa su un'osservazione attenta dei dati clinici. Le radiografie sotto diverse proiezioni confermano o meno i sospetti di una possibile frattura. Si riconoscono facilmente quelle scomposte, mentre diversamente per quelle composte si richiede maggiore attenzione. Le fratture si trattano solo chirurgicamente, con l'operazione al femore per ridurre gli effetti da immobilità prolungata.

Operazione al femore

Un lungo periodo di immobilità comporta complicazioni legate all'evento traumatico, come piaghe da decubito, problemi respiratori e circolatori, alterazioni psichiche, infezioni urinarie. L'operazione al femore ricostruisce l'articolazione all'anca, mediante l'impiego di supporti di vario tipo. Si diversificano in base alla gravità della lesione, all'età del paziente ed al tipo di frattura. Per le fratture mediali ci si orienta su l'endoprotesi con sostituzione della testa del femore. In alternativa, si opta per l'artoprotesi con sostituzione completa dell'articolazione dell'anca, testa ed acetabolo. Generalmente, ai pazienti in età superiore ai 60 anni, viene praticata l'artroprotesi. In soggetti oltre i 70 anni, invece, l'endoprotesi. Per i giovani si ricorre all'osteosintesi, un'operazione al femore che utilizza appositi chiodi e placche per mantenere collegati i segmenti ossei fatturati, fino alla formazione del callo osseo.

Riabilitazione dopo l'operazione al femore

All'operazione al femore seguirà un percorso riabilitativo. Bisognerà correggere l'instabilità posturale post-intervento con esercizi propriocettivi, di potenziamento muscolare, esercizi di mobilità articolare e correzione dell'ipercifosi. Nelle persone anziane gli esercizi andranno personalizzati, tenendo conto dell'età, della struttura fisica e delle condizioni generali di salute. Inoltre, andranno valutati il grado di osteoporosi, l'abitudine all'attività motoria e lo stile di vita. L'esercizio fisico va eseguito regolarmente, costantemente, con una certa precisione e ripetitività anche nell'ambito domestico. In alcuni casi, vengono prescritti dopo l'operazione al femore degli ausili deambulatori, come girelli, bastoni, "sedia comoda" per il bagno, maniglioni per il trasferimento, corsetto dorso-lombare, calzature antiscivolo e con predisposizione a plantari specifici ed ortesi d'anca.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali rischi per la salute legati all'immobilità dopo una frattura del femore?
    L'immobilità prolungata successiva alla frattura del femore espone il paziente, specialmente se anziano, a complicanze sistemiche gravi. Tra queste figurano la broncopolmonite ipostatica, dovuta al ristagno di secrezioni nei polmoni; la flebotrombosi, ovvero la formazione di trombi venosi alle gambe; le infezioni urinarie come la cistopielite; e le piaghe da decubito sulla pelle. Inoltre, possono verificarsi alterazioni psichiche e problemi circolatori. L'intervento chirurgico mira proprio a ripristinare la stabilità ossea il prima possibile per permettere la mobilizzazione precoce e prevenire questi eventi avversi.
  • Come si differenzia l'intervento chirurgico in base all'età del paziente?
    La scelta della tecnica chirurgica dipende fortemente dall'età e dalla qualità dell'osso. Nei giovani, si preferisce l'osteosintesi, che utilizza chiodi e placche per fissare i frammenti ossei e permettere la guarigione naturale del callo osseo. Per i pazienti sopra i 60 anni si tende all'artroprotesi, sostituendo sia la testa del femore sia l'acetabolo, mentre negli over 70 spesso si opta per l'endoprotesi, sostituendo solo la testa del femore. Questa distinzione tiene conto della densità ossea e della necessità di un recupero funzionale rapido per evitare le complicanze dell'immobilità.
  • Quanto tempo serve per recuperare l'autonomia dopo l'operazione al femore?
    I tempi di recupero variano notevolmente, ma le statistiche indicano che solo il 30-40% dei pazienti over 70 riacquista piena indipendenza nelle attività quotidiane. Il processo è graduale: inizia subito con la mobilizzazione assistita per prevenire le complicanze, prosegue con la riabilitazione intensiva per recuperare forza e equilibrio, e si protrae per mesi. Il successo dipende dalla costanza nella fisioterapia, dallo stato di salute generale pre-operatorio e dall'aderenza agli ausili consigliati. Un supporto familiare e ambientale adeguato è cruciale per massimizzare le possibilità di recupero funzionale.
  • Che ruolo gioca la riabilitazione post-operatoria nel recupero?
    La riabilitazione è fondamentale per correggere l'instabilità posturale e recuperare la funzione dell'arto. Gli esercizi includono lavoro propriocettivo per l'equilibrio, potenziamento muscolare specifico e mobilità articolare. È essenziale combattere l'ipercifosi e adattarsi agli ausili come girelli, bastoni o sedie da bagno sicure. Per gli anziani, il programma deve essere personalizzato considerando osteoporosi e stile di vita. L'esercizio deve essere costante e preciso, anche in ambito domestico, per garantire una corretta consolidazione ossea e prevenire ricadute o nuove fratture.
  • Quali sono i segnali clinici che indicano una frattura del femore?
    I sintomi più evidenti di una frattura del femore includono un dolore acuto e aggressivo nella zona dell'anca o della coscia, accompagnato da una rotazione esterna involontaria dell'arto inferiore. Il paziente non riesce a sostenere il peso né a muovere la gamba. La diagnosi clinica iniziale va confermata dalle radiografie. Mentre le fratture scomposte sono visibili immediatamente perché i frammenti ossei sono spostati, quelle composte richiedono una lettura più attenta delle immagini per individuare la linea di frattura nonostante il mantenimento dell'allineamento anatomico.

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