sintomatologia salmonella

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Salmonella sintomi

Salmonella sintomi: è bene riconoscere con rapidità la possibile infezione causata dalla salmonella per contrastarla. I sintomi più comuni sono dolori alle articolazioni, vomito, diarrea e febbre.

di Redazione

19 ottobre 2016

La trasmissione della salmonella

La salmonellosi è una patologia che si trasmette tramite il circuito oro-fecale, cioè tramite l'ingestione di alimenti contaminati da feci di soggetti infetti. Gli alimenti più spesso colpevoli dell'infezione da Salmonella sono cibi crudi o poco cotti (poiché il batterio non sopravvive ad un'adeguata cottura) quali: pesce, carne sia rossa che bianca, latticini non pastorizzati e uova. I sintomi della salmonella sono molto fastidiosi per il soggetto infetto ma la patologia normalmente si auto-risolve dopo pochi giorni senza la necessità di presidi farmacologici, solo con un'adeguato introito di liquidi. La patologia si auto-risolve perché l'organismo riesce ad eliminare l'epitelio intestinale infetto tramite le scariche di diarrea e quindi insieme all'epitelio viene eliminato il batterio che vi è ancorato.

Salmonella sintomi: primo giorno

Il batterio ha un tempo di incubazione compreso tra le dodici e le ventiquattro ore dopo l'assunzione del cibo contaminato. Superato questo periodo di tempo il paziente potrà iniziare a presentare prima una lieve sintomatologia con bruciore gastrico e dolori addominali, accompagnati dall'aerografia, cioè la presenza del sapore di zolfo in bocca. Dopo circa dodici ore dalla comparsa di questi primi sintomi il paziente potrà iniziare ad accusare brividi che precedono l'aumento della temperatura corporea e quindi la comparsa della febbre, crampi (spesso dovuti allo stato di disidratazione in cui si trova il paziente), dolori articolari, diarrea o stitichezza e vomito, preceduto in alcuni casi da allucinazioni. L'importanza dei sintomi è dovuta principalmente alla concentrazione del batterio a livello intestinale, quindi questi potranno avere varia intensità a seconda della quantità di batteri presenti.

Salmonella: sviluppo e risoluzione della malattia

Dopo il primo giorno di malattia questa prosegue per almeno altre ventiquattro ore nello stesso modo. Il giorno successivo ai sintomi già presenti nel quadro clinico del soggetto si sommano altre manifestazioni: le feci di questo cambiano consistenza e diventano maggiormente liquide, di colore giallastro e a pH acido, questo causato dalla maggiore perdita di liquidi da parte del paziente e dallo sfaldamento della parete dell'epitelio intestinale come metodo per l'eliminazione del batterio. Dopo qualche giorno la malattia tende ad auto-risolversi tramite l'eliminazione del patogeno con i liquidi corporei, riportando il paziente ad uno stato di salute completo, precedente alla malattia. La salmonella non viene tratta con una terapia antibiotica ma semplicemente con riposo e mantenimento dei livelli di liquidi ed elettroliti nel paziente.

Dai sintomi della salmonella alla diagnosi

Il medico, per una corretta diagnosi, dovrà inizialmente osservare i sintomi della salmonella presenti nel paziente. Grazie a queste manifestazioni potrà capire inoltre a che punto del suo ciclo è la malattia, e contemporaneamente a questo dovrà raccogliere un'accurata anamnesi, che lo aiuterà nella diagnosi. Durante l'anamnesi il paziente potrà indirizzare il medico comunicando gli alimenti che ha assunto prima dell'inizio della malattia e la progressione dei suoi sintomi. La diagnosi della patologia è fondamentalmente clinica, ma questa potrà essere confermata in laboratorio tramite una coprocoltura, cioè un esame che verrà fatto con il rilevamento del patogeno in un campione di feci del paziente infetto. Normalmente la salmonella viene trattata con un semplice reintegro di sali minerali e di liquidi, sia perché si tratta di una patologia autolimitante che per una forte farmacoresistenza, tranne in soggetti immunodepressi nei quali si può tentare una terapia antibiotica.

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Domande frequenti

  • Quali sono i primi segnali di un'infezione da Salmonella?
    I sintomi della salmonella compaiono generalmente tra le 12 e le 24 ore dopo aver consumato cibo contaminato. Le prime avvisaglie includono bruciore gastrico, dolori addominali e una sensazione sgradevole in bocca, descritta come sapore di zolfo. Pochi giorni dopo, la sintomatologia peggora con l'insorgenza di brividi, febbre alta, crampi muscolari (spesso legati alla disidratazione), vomito e alterazioni dell'alvo, che possono manifestarsi come diarrea acquosa o, più raramente, stitichezza. L'intensità di questi segni dipende dalla carica batterica ingerita.
  • Quanto dura l'infezione da Salmonella e quando si risolve?
    La salmonellosi è una patologia autolimitante che solitamente si risolve spontaneamente nell'arco di pochi giorni. Il primo giorno di malattia presenta i sintomi iniziali, che persistono per almeno altre 24 ore. Nel secondo giorno, le feci diventano più liquide, giallastre e acide a causa dello sfaldamento dell'epitelio intestinale, meccanismo attraverso il quale l'organismo elimina il batterio. Dopo qualche giorno, grazie all'espulsione del patogeno e al corretto reintegro idrico, il paziente recupera completamente la salute senza bisogno di interventi medici specifici.
  • È necessario assumere antibiotici per curare la Salmonella?
    Nella maggior parte dei casi, no. La terapia standard per la salmonella negli adulti sani si basa esclusivamente sul riposo e sulla reidratazione, mediante l'assunzione di abbondanti liquidi e integratori di sali minerali per prevenire la disidratazione causata da diarrea e vomito. L'uso di antibiotici è generalmente sconsigliato a causa della forte farmacoresistenza del batterio e perché potrebbe prolungare la fase di portatore sano. Gli antibiotici vengono riservati solo a casi gravi o a pazienti immunodepressi, sotto stretto controllo medico.
  • Come si effettua la diagnosi ufficiale di Salmonella?
    La diagnosi inizia con una valutazione clinica dei sintomi e un'accurata anamnesi, dove il medico indaga sugli alimenti consumati nelle 24-48 ore precedenti l'esordio dei disturbi. Sebbene il quadro clinico sia spesso sufficiente, la conferma definitiva avviene in laboratorio tramite una coprocoltura. Questo esame consiste nel prelevare un campione di feci del paziente per isolare e identificare specificamente il batterio Salmonella. Tale procedura è fondamentale per escludere altre patologie intestinali e confermare la natura batterica dell'infezione.
  • Quali alimenti sono più a rischio di contenere Salmonella?
    La trasmissione avviene tramite il circuito oro-fecale, ovvero ingestendo cibi contaminati. I prodotti alimentari più frequentemente responsabili dell'infezione sono quelli crudi o poco cotti, poiché il calore adeguato uccide il batterio. Tra questi rientrano pesce e carne (rossa e bianca) non ben coti, uova crude o poco cotte e latticini non pastorizzati. Per prevenire l'infezione, è essenziale garantire una corretta cottura degli alimenti e mantenere rigorose norme igieniche durante la preparazione e la conservazione delle pietanze.

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