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Sintomi intolleranza lattosio

Aggiornato il 22 agosto 20164 capitoli5 domande frequenti
intolleranza lattosio

Le caratteristiche del lattosio e la sua assimilazione da parte dell'organismo

Il lattosio, zucchero contenuto nel latte, è formato dall'unione di due molecole, una di glucosio e l'altra di galattosio. L'assimilazione del lattosio da parte dell'organismo si realizza solo quando queste due molecole vengono separate dall'azione della lattasi, un enzima prodotto dall'organismo. Nei neonati la produzione di lattasi è molto elevata ma generalmente si riduce all'età di 18-20 anni. I sintomi di intolleranza al lattosio si manifestano nel momento in cui la quantità di lattasi diminuisce con l'aumentare dell'età. Anche tutti i prodotti derivati dal latte contengono lattosio in quantità variabile, ad eccezione dei formaggi e dello yogurt. Il lattosio entra anche nella composizione di prodotti come carni lavorate ed insaccate e nella produzione di farmaci, usato come eccipiente per modificarne il sapore e migliorarne la facilità di assorbimento.

Manifestazione dei sintomi dell'intolleranza al lattosio

I sintomi di intolleranza al lattosio si manifestano durante la digestione del latte o degli alimenti derivati quando raggiungono l'intestino tenue ed il lattosio, non diviso in due molecole distinte, arriva intatto al colon. La prima manifestazione è il gonfiore, causato da una eccessiva produzione di gas, poi dolori addominali, seguiti poche ore dopo da diarrea. Il manifestarsi di questi sintomi è dovuto alla presenza di milioni di batteri che vivono nel nostro colon, che si alimentano di ciò che non è ancora stato assimilato dal nostro organismo. Quando assorbono e digeriscono il lattosio, ci sono tre conseguenze: - la creazione di gas che provoca gonfiore; - la secrezione di acidi grassi volatili, che sviluppano irritazione e dolore addominale; - il rilascio eccessivo di acqua, con conseguente diarrea.

Come diagnosticare l'intolleranza al lattosio

È necessario un esame accurato del medico per arrivare ad una diagnosi corretta, in quanto occorre escludere altre malattie che possono provocare gli stessi sintomi dell'intolleranza al lattosio, cioè dolori intestinali, gonfiore e diarrea come il colon facilmente irritabile, l'intolleranza al glutine o un'allergia alle proteine ​​del latte vaccino. La procedura di un esame per accertare l'intolleranza al lattosio è semplice ma prolungata, si esegue a digiuno in ospedale e inizia con una prima misurazione della quantità di idrogeno espirata dal paziente, che in genere è prossima allo zero. Dopo l'assorbimento di una determinata quantità di lattosio (20-25 grammi), il test viene ripetuto ogni mezz'ora per due ore e se la scomposizione e l'assorbimento del lattosio sono scarsi, la quantità di idrogeno sarà notevolmente superiore.

Migliorare la tolleranza ai prodotti lattiero-caseari

Se viene diagnosticata una seria intolleranza al lattosio occorre imparare a conviverci, ricorrendo a particolari precauzioni e abitudini, considerando che: - il lattosio è digerito meglio se consumato durante un pasto o quando si trova incorporato in una ricetta, per esempio in un budino al latte, nella besciamella o in un dolce di ricotta; - una cioccolata calda con latte intero, consumata insieme ad una fetta di pane imburrato e frutta fresca, sarà digerita molto meglio di un bicchiere di latte bevuto da solo; - è utile sostituire il latte, la ricotta o la panna con yogurt; - si trova latte arricchito di lattasi, che predigerisce il lattosio, possiede gli stessi valori nutrizionali del latte classico, pur differendo nel sapore perché il glucosio, liberato dalla lattasi, è molto più dolce del lattosio.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali sintomi fisici dell'intolleranza al lattosio?
    I sintomi compaiono solitamente entro alcune ore dal consumo di latticini e derivano dalla fermentazione del lattosio non digerito nel colon. I segni più comuni includono gonfiore addominale, causato dall'eccessiva produzione di gas; dolori crampiformi o fastidio addominale dovuti all'irritazione delle pareti intestinali; e diarrea acquosa. Questi effetti sono generati dai batteri intestinali che scompongono lo zucchero, rilasciando gas, acidi grassi volatili e richiamando acqua nell'intestino. È importante notare che la gravità dei sintomi varia in base alla quantità di enzima lattasi residuo nell'individuo.
  • Come funziona il test diagnostico per confermare l'intolleranza?
    La diagnosi più affidabile è il test del respiro (breath test), eseguito a digiuno in ambiente clinico. Si misura inizialmente la concentrazione di idrogeno espirato, che dovrebbe essere vicina allo zero. Successivamente, il paziente assume una dose standard di lattosio (circa 20-25 grammi). L'idrometro viene ripetuto ogni mezz'ora per due ore: se i livelli di idrogeno aumentano significativamente, indica che il lattosio non è stato assorbito nell'intestino tenue ma è giunto al colon, dove i batteri lo hanno fermentato producendo gas. Questo metodo permette di distinguere l'intolleranza da altre patologie come la sindrome del colon irritabile.
  • Ci sono cibi caseari che posso mangiare senza problemi?
    Sì, molti latticini sono naturalmente poveri di lattosio o ne contengono quantità minime. In particolare, i formaggi stagionati (come Parmigiano Reggiano, Grana Padano e Cheddar) e lo yogurt presentano livelli di lattosio molto bassi, poiché i processi di fermentazione e stagionatura degradano quasi completamente lo zucchero. Lo yogurt è particolarmente indicato grazie alla presenza di batteri vivi che producono lattasi, facilitandone la digestione. Al contrario, il latte fresco, la ricotta e la panna contengono elevate quantità di lattosio e dovrebbero essere evitati o consumati con estrema cautela.
  • Come posso migliorare la digestione del latte nei pasti?
    Il modo migliore per aumentare la tolleranza è evitare di bere il latte da solo a stomaco vuoto. Consumarlo all'interno di un pasto misto, specialmente se accompagnato da grassi, fibre e proteine (ad esempio con pane, frutta o verdure), rallenta lo svuotamento gastrico e favorisce una digestione più graduale. Inoltre, utilizzare il latte in ricette cotte come besciamelle, budini o dolci alla ricotta può aiutare, poiché la struttura alimentare modificata e la cottura influenzano positivamente l'assorbimento. Un altro valido supporto è l'uso di latte addizionato con l'enzima lattasi, che predigerisce lo zucchero rendendolo simile al siero di glucosio.
  • Perché i sintomi compaiono dopo qualche ora e non subito?
    L'intolleranza al lattosio non è un'allergia immediata, quindi non causa reazioni istantanee come il shock anafilattico. Il lattosio passa indistinto dallo stomaco fino all'intestino tenue e poi al colon. Solo quando raggiunge il colon, dove risiedono milioni di batteri, avviene la fermentazione. Questo processo batterico richiede tempo per produrre gas, acidi e richiamare acqua. Di conseguenza, i sintomi come gonfiore e diarrea si manifestano tipicamente da 30 minuti a 2 ore dopo l'ingestione, una volta che il lattosio ha completato il suo percorso attraverso il tratto gastrointestinale superiore ed è iniziato il processo di fermentazione intestinale.

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