Bellezzasalute.it · guide e consigli pratici
Alimentazione · Allergie e Intolleranze

Intolleranza al lattosio

Aggiornato il 27 marzo 20174 capitoli5 domande frequenti
Molecola dello zucchero lattosio

La causa principale che sviluppa l'intolleranza al lattosio

L'organismo digerisce il lattosio, lo zucchero complesso contenuto nel latte e nei suoi derivati, utilizzando un enzima chiamato lattasi che favorisce la separazione dei due zuccheri che compongono il lattosio, cioè il glucosio ed il galattosio, che possono essere facilmente assorbiti direttamente nel flusso sanguigno. L'intolleranza al lattosio si manifesta quando l'organismo non produce una sufficiente quantità di lattasi, per cui una parte di lattosio sosta nel sistema digestivo dove viene fermentato dalla flora intestinale, con conseguente produzione di vari tipi di gas. In relazione al motivo per cui il corpo non produce sufficiente lattasi, l'intolleranza al lattosio può essere temporanea o permanente. Se le intolleranze si sviluppano in persone adulte, nella maggioranza dei casi sono ereditarie e tendono ad essere permanenti.

Le reazioni dell'organismo a seguito dell'intolleranza al lattosio

I sintomi di intolleranza al lattosio sono diversi e più o meno accentuati in relazione al grado di insufficienza di lattasi nell'organismo. I sintomi, che si manifestano in un tempo variabile da 30 minuti a 2 ore dopo il consumo di latte e latticini, possono includere gonfiore, dolore, crampi e brontolio nella pancia, diarrea, senso di vomito.Ovviamente tali sintomi non sempre derivano da intolleranza al lattosio ed il primo sistema per controllare è di evitare il consumo di prodotti "lattiero-caseari" e vedere se i sintomi spariscono. Se ciò avviene si può provare ad aggiungere piccole quantità di latte e latticini e verificare se i sintomi ritornano. Molti individui che non hanno mai avuto problemi con latte e latticini manifestano improvvisamente l'intolleranza al lattosio in tarda età.

Metodologia di intervento per la cura dell'intolleranza al lattosio

Non esiste una cura specifica per l'intolleranza al lattosio ma è possibile limitare o eliminare il consumo di prodotti lattiero-caseari. Alcune persone consumano latte con un contenuto di lattosio ridotto o sostituiscono il latte ed i formaggi con latte e formaggi derivati dalla lavorazione della soia. Si può anche prendere in considerazione l'utilizzo di integratori alimentari contenenti lattasi che aiutano a digerire il lattosio. Con il tempo la maggior parte delle persone che hanno intolleranza al lattosio imparano a conoscere il proprio corpo abbastanza bene per evitare problemi. Una delle maggiori preoccupazioni per le persone che sono intolleranti al lattosio è il rischio di andare incontro ad una carenza di calcio, importante per consolidare ossa e denti e par altre funzioni vitali.

Metodi alternativi per ottenere calcio

Il calcio è importante per tutti, bambini ed adolescenti in crescita, donne in stato di gravidanza o in menopausa e persone anziane. Oltre ad essere fondamentale alla formazione e stabilizzazione degli apparati osseo e muscolare è utile per la buona regolazione enzimatica e l'equilibrio nervoso. Chi soffre di intolleranza al lattosio deve comunque considerare che nei prodotti lattiero-caseari il contenuto di lattosio tende a diminuire, nei formaggi la quantità è minore con l'aumento dei tempi di maturazione ed è praticamente assente nei formaggi più stagionati e negli yogurt, quindi il calcio può essere assorbito attraverso essi. L'assorbimento del calcio può avvenire inoltre con il consumo di broccoli verdi, cavoli, rape, sardine in scatola, tonno, salmone, mandorle, soia e suoi derivati.

Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali dell'intolleranza al lattosio e quanto tempo impiegano a comparire?
    I sintomi tipici includono gonfiore addominale, dolori crampiformi, brontolii intestinali, diarrea e talvolta nausea. Questi disturbi solitamente si manifestano entro un arco di tempo variabile dai 30 minuti alle 2 ore successive all'ingestione di latte o latticini. L'intensità dei sintomi dipende dal grado di carenza dell'enzima lattasi presente nell'organismo: maggiore è l'insufficienza enzimatica, più severi saranno i disagi digestivi. È importante notare che questi sintomi non sono esclusivi dell'intolleranza al lattosio e potrebbero derivare da altre condizioni gastrointestinali.
  • Esiste una cura definitiva per l'intolleranza al lattosio o è una condizione permanente?
    Attualmente non esiste una cura medica che ripristini definitivamente la produzione di lattasi nel corpo umano. Se l'intolleranza si sviluppa in età adulta, come accade nella maggior parte dei casi, essa è generalmente considerata permanente e legata a fattori genetici. Tuttavia, esistono forme temporanee dovute a danni transitori all'intestino (ad esempio dopo infezioni o malattie infiammatorie), che possono risolversi con la guarigione della patologia sottostante. Per le forme croniche, la gestione passa attraverso l'eliminazione o la riduzione drastica del lattosio nella dieta e l'uso di integratori enzimatici.
  • Come posso assumere calcio senza mangiare latticini tradizionali?
    È fondamentale garantire l'apporto di calcio per la salute di ossa e denti, specialmente in gravidanza, menopausa e vecchiaia. Fortunatamente, molte fonti alternative sono ricche di questo minerale. Tra gli alimenti vegetali spiccano broccoli, cavoli, rape, mandorle e soia. Tra i prodotti animali, ottimi candidati sono le sardine in scatola (con lisca), il tonno, il salmone e la soia con i suoi derivati. Inoltre, alcuni latticini come gli yogurt e i formaggi molto stagionati contengono quantità di lattosio molto basse o quasi nulle, permettendo spesso un loro consumo moderato anche da chi presenta lieve intolleranza.
  • Posso usare integratori di lattasi per mangiare latte normale?
    Sì, gli integratori alimentari contenenti l'enzima lattasi rappresentano una valida strategia di supporto. Assunti prima dei pasti, questi supplementi aiutano a scomporre il lattosio presente negli alimenti, facilitandone la digestione e riducendo i sintomi fastidiosi come gonfiore e diarrea. Questo approccio permette a molte persone intolleranti di consumare piccole o medie quantità di lattosio senza subire gravi conseguenze. Tuttavia, non elimina completamente la necessità di monitorare la propria tolleranza individuale, poiché l'efficacia può variare da persona a persona e dipende dalla dose di enzima assunta rispetto alla quantità di lattosino ingerita.
  • Perché alcune persone sviluppano l'intolleranza al lattosio solo in età adulta?
    La prevalenza dell'intolleranza al lattosio aumenta significativamente con l'avanzare dell'età. Questo fenomeno è dovuto principalmente alla naturale diminuzione della produzione dell'enzima lattasi nell'intestino tenue, un processo geneticamente programmato noto come 'decadimento della lattasi post-svezzamento'. Mentre molti mammiferi smettono di produrre lattasi dopo l'infanzia, alcune popolazioni umane hanno sviluppato mutazioni genetiche che permettono la persistenza della lattasi in età adulta. Nelle persone prive di questa mutazione, la riduzione fisiologica dell'enzima porta allo sviluppo dell'intolleranza, rendendo difficile la digestione dello zucchero presente nel latte.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche