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Colite stitichezza

Aggiornato il 03 dicembre 20154 capitoli5 domande frequenti
Sofferenza addominale da colite

Cos'è la colite: le cause

La colite rappresenta una comune forma di infiammazione del colon, un tratto dell'intestino crasso, che provoca diarrea spesso mista a sangue e muco, dolore addominale e anche febbre. Può essere la conseguenza di un'infezione indotta da un virus, un'ameba o un batterio, come ad esempio il Campylobacter Pilori, che irrita la mucosa dell'intestino per mezzo delle sue tossine prodotte. Ma la colite può avere anche un'origine farmacologica quando si assumono antibiotici per più di 2 settimane, perché si annienta la microflora batterica intestinale saprofita. Si parla invece di colite ulcerosa e di malattia di Crohn quando la colite insorge in soggetti sani e giovani senza un'apparente causa specifica. L'infiammazione del colon può anche essere una conseguenza di malattie infettive a trasmissione sessuale.

I sintomi della colite e la stitichezza

Quando si instaura un quadro di infiammazione dell'ultimo tratto dell'intestino crasso, interessando nello specifico il colon, la manifestazione sintomatologica principale è costituita dalla diarrea. L'emissione spastica e dolorosa di feci liquide comporta anche la perdita di sangue e muco dall'ano, come conseguenza dell'infiammazione mucosale. La febbre compare se la causa scatenante ha un'origine infettiva, che sia batterica o virale, anche dopo l'utilizzo prolungato di antibiotici, perché il debellamento dei batteri saprofiti permette ad un batterio nocivo, il Clostridium Difficile, di proliferare liberamente. Paradossalmente, in corso di colite, si può presentare anche la stitichezza dopo un primo periodo di evacuazione continua e acquosa, come risposta dell'organismo alla perdita eccessiva di liquidi con la diarrea. In tutti i casi, la colite comporta un importante dolore addominale.

Come ottenere una diagnosi di colite

Poiché la diarrea può essere il sintomo generico di un malessere passeggero, spesso, come primo approccio medico si consiglia una variazione della dieta, basando l'alimentazione sull'assunzione di liquidi leggeri, come: brodo, infusi, acqua, tè, zuppe, etc. Se però la diarrea con muco e sangue persiste, è necessario prelevare anche un campione di feci e farlo analizzare in laboratorio per la ricerca di eventuali batteri, parassiti o virus. Sarà invece sempre indispensabile una valutazione clinica rettale, sia manuale che con uno sigmoidoscopio, per escludere la presenza di eventuali polipi, tumori o alterazioni ulcerose della mucosa da Morbo di Crohn. Nei casi particolarmente ostici su cui è difficile fare una diagnosi, può anche servire un prelievo bioptico di una piccola porzione di intestino.

Terapia in corso di colite

Quando la causa della colite è batterica, la terapia si avvale di antibiotici specifici attivi verso il Campylobacter Pilori e il Clostridium Difficile, mentre se la colite è ulcerosa è ha alla base il Morbo di Crohn, la terapia è fatta esclusivamente da corticosteroidi ed immunosoppressori. In ogni caso, però, la dieta deve essere strettamente controllata, ricca di liquidi che vadano a ripristinare quelli persi e a riattivare la peristalsi intestinale dopo lo stato di stitichezza potenzialmente instauratosi successivamente. Sono anche fondamentali le integrazioni multivitaminiche che favoriscono un rafforzamento del sistema immunitario, una riattivazione del ricambio cellulare enterocitario danneggiato da ulcerazioni e processi infiammatori, aiutando il ripristino del liquidi e degli equilibri idroelettrolitici. La chirurgia non è mai contemplata, tranne che nei casi di tumori.

Domande frequenti

  • È normale passare dalla diarrea alla stitichezza durante un attacco di colite?
    Sì, paradossalmente la stitichezza può manifestarsi nel decorso della colite. Dopo un periodo iniziale caratterizzato da evacuazioni continue e acquose, l’organismo va incontro a una significativa perdita di liquidi. Per compensare questa disidratazione e proteggere l’intestino, il corpo può ridurre temporaneamente il transito intestinale, causando stitichezza. Questo meccanismo è una risposta difensiva, ma richiede attenzione: è fondamentale reintegrare i fluidi perduti attraverso brodi, infusi e acqua per evitare che l’intestino diventi troppo secco e difficile da svuotare.
  • Quali sono le principali cause della colite e quando preoccuparsi?
    La colite può essere causata da infezioni batteriche (come Campylobacter o Clostridium Difficile), virali o parassitarie, oppure da effetti collaterali prolungati dell’uso di antibiotici che distruggono la flora intestinale benefica. Inoltre, esistono forme croniche non infettive come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn. Bisogna consultare immediatamente un medico se compaiono sangue o muco nelle feci, febbre alta o dolore addominale persistente, poiché questi sintomi indicano un’infiammazione attiva che richiede diagnosi specifica tramite analisi delle feci o endoscopia.
  • Cosa mangiare e bere durante la fase acuta della colite?
    Nella fase acuta, l’obiettivo principale è reidratarsi e riposare l’intestino. È essenziale assumere molti liquidi leggeri come brodi vegetali, tisane, acqua tiepida e zuppe filtrate per sostituire i sali minerali e i fluidi persi con la diarrea. L’alimentazione dovrebbe essere leggera e facilmente digeribile, evitando cibi grassi, piccanti, latticini e fibre insolubili che potrebbero irritare ulteriormente la mucosa infiammata. Una corretta idratazione aiuta anche a riattivare delicatamente la peristalsi intestinale dopo eventuali episodi di stitichezza secondaria.
  • Come viene effettuata la diagnosi di colite?
    La diagnosi inizia con una valutazione clinica e anamnestica. Se i sintomi persistono, si procede con l’analisi del campione di feci per identificare batteri, parassiti o virus patogeni. Un passaggio cruciale è la visita rettale, che può essere manuale o strumentale (sigmoidoscopia), per osservare direttamente la mucosa del colon ed escludere polipi, tumori o lesioni ulcerative tipiche del morbo di Crohn. Nei casi più complessi o dubbi, potrebbe essere necessaria una biopsia, ovvero il prelievo di un piccolo tessuto intestinale da analizzare al microscopio per confermare l’infiammazione.
  • Esiste una cura naturale o integrativa per supportare la terapia della colite?
    Gli integratori svolgono un ruolo di supporto fondamentale, specialmente nella ricostruzione dei tessuti intestinali danneggiati. Le integrazioni multivitaminiche aiutano a rafforzare il sistema immunitario e a stimolare il ricambio cellulare della mucosa enterocitaria, accelerando la guarigione dalle ulcerazioni. Tuttavia, gli integratori non sostituiscono le terapie farmacologiche specifiche: se la causa è batterica servono antibiotici mirati, mentre per colite ulcerosa o Crohn sono necessari corticosteroidi o immunosoppressori prescritti dal gastroenterologo. L’approccio migliore combina sempre la medicina convenzionale con un corretto supporto nutrizionale.

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