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Sintomi colite

Aggiornato il 10 aprile 20174 capitoli5 domande frequenti

Cosa è la colite

La colite è un'infiammazione del tratto finale dell'intestino chiamato colon. Spesso viene definita sindrome del colon irritabile in quanto i sintomi che la caratterizzano sono molteplici e talvolta vengono confusi con i segnali di patologie che presentano gli stessi disturbi. Parlando dei sintomi colite vengono riferiti spesso forti dolori addominali soprattutto nella zona sinistra del basso ventre dove è localizzato il colon. L'infiammazione è causata da diversi fattori che vanno di volta in volta individuati analizzando le abitudini di vita e alimentari del soggetto colpito. La sindrome del colon irritabile è comune a molte persone e crea difficoltà nello svolgimento della normale vita quotidiana ma è bene sapere che è un disturbo facilmente curabile e che non lascia gravi conseguenze sull'organismo.

Sintomi colite

I sintomi colite sono diversi e molto fastidiosi, fitte addominali annunciano spesso una colica dovuta appunto ad una infiammazione del tratto intestinale definito colon ma non sono gli unici segnali che indicano la presenza di colite. I sintomi che ci avvertono di una disfunzione e ingrossamento intestinale dovuta ad un infiammazione, possono essere individuati in una scorretta funzionalità intestinale  che provoca la stipsi o la diarrea. Sintomi colite sono anche il gonfiore addominale, seguito da meteorismo e flatulenza, spesso abbinati a crampi addominali e sudore freddo. Durante la defecazione si possono avvertire dolori all'addome oppure precedentemente si può sentire un brontolio nella zona alta dell'addome, spesso sul lato sinistro, seguito da fortissimi dolori, nausea e talvolta diarrea.

Cause e diagnosi della colite

Quando un soggetto lamenta i sintomi colite il medico curante effettua una serie di controlli per diagnosticare la causa dei disturbi. Spesso è sufficiente una visita con conseguente palpazione addominale da parte del medico e il racconto della sintomatologia da parte del paziente per comprendere che si tratta della sindrome del colon irritabile. Se necessario il paziente sarà inviato da un gastroenterologo che saprà riconoscere i disagi psicologici che spesso generano questo tipo di disturbo come ansia, stress eccessivo, timidezza e prescriverà anche degli accertamenti diagnostici semplici come esami del sangue e delle feci per scongiurare un'origine patologica del soggetto. I sintomi colite sono spesso sufficienti a comprendere la natura del dolore accusato da paziente nella zona addominale e basso ventre.

Cura per la colite

I sintomi colite si presentano generalmente con malessere generalizzato e dolori addominali abbastanza forti seguiti da scariche fecali insolite. Generalmente le coliche si manifestano dopo i pasti o pochi minuti dopo l'ingestione di alcuni alimenti ma non significa che la colite sia legata a quel particolare cibo, è comunque necessario limitare o evitarne alcuni che aumentano l'infiammazione del colon già in atto. Le carni rosse, i latticini, i salumi, le preparazioni industriali e l'alcool sono alcuni degli alimenti da dimenticare nei periodi in cui la sindrome del colon irritabile si manifesta e da ridurre al minimo nel resto del tempo. I sintomi colite si attenuano invece se ci si alimenta con verdura e frutta fresca, legumi centrifugati per evitare una lunga fermentazione intestinale, pesce e carne bianca.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali sintomi fisici della colite?
    I sintomi della colite si manifestano principalmente con dolori addominali intensi, spesso localizzati nel basso ventre sinistro, accompagnati da crampi e sensazione di gonfiore. È frequente la comparsa di meteorismo, flatulenza e alterazioni dell’alvo, che possono alternarsi tra stitichezza e diarrea. Altri segnali includono nausea, brontolii intestinali e, in alcuni casi, sudorazione fredda durante le crisi. Questi disagi tendono ad aggravarsi dopo i pasti o poco dopo aver ingerito cibi specifici, rendendo difficile la quotidianità ma indicando chiaramente un’infiammazione del colon.
  • Come avviene la diagnosi della sindrome del colon irritabile?
    La diagnosi inizia solitamente con una visita medica base, che include la palpazione dell’addome e un’anamnes dettagliata sui sintomi riportati dal paziente. Per escludere altre patologie più gravi, il medico potrebbe prescrivere esami del sangue e delle feci. In caso di necessità, si raccomanda la consulenza di un gastroenterologo, che valuta anche il legame con fattori psicologici come stress, ansia o tensione emotiva, elementi che spesso scatenano o peggiorano i sintomi della colite. Non esiste un unico test definitivo, ma un insieme di valutazioni cliniche.
  • Quali alimenti devono essere evitati durante una crisi di colite?
    Durante i periodi di infiammazione attiva, è fondamentale limitare o eliminare completamente carni rosse, latticini, salumi, alcolici e cibi industriali o processati. Questi alimenti tendono a incrementare l’infiammazione del colon e a peggiorare i sintomi come gonfiore e dolore. Al contrario, è consigliabile optare per una dieta leggera basata su verdure e frutta fresca, pesce magro, carne bianca e legumi centrifugati. L’uso di legumi centrifugati aiuta a prevenire la lunga fermentazione intestinale che causa gas e discomfort addominale.
  • Esiste un legame tra stress e sintomi della colite?
    Sì, esiste un forte collegamento tra lo stato psicologico e la salute del colon. Stress, ansia, timidezza e tensioni emotive sono riconosciuti come fattori scatenanti o aggravanti della sindrome del colon irritabile. Il sistema nervoso e l’intestino comunicano costantemente, quindi un’elevata pressione psicologica può tradursi direttamente in sintomi fisici come dolori addominali, diarrea o stitichezza. Gestire lo stress attraverso tecniche di rilassamento o supporto psicologico è spesso parte integrante del piano terapeutico per alleviare i disturbi intestinali.
  • La colite ha conseguenze gravi sulla salute a lungo termine?
    No, la sindrome del colon irritabile, comunemente associata alla colite funzionale, non lascia gravi conseguenze sull’organismo né danneggia permanentemente l’intestino. Sebbene i sintomi possano essere molto fastidiosi e interferire con la vita quotidiana, il disturbo è considerato gestibile e curabile. Con un approccio corretto che includa modifiche dietetiche, gestione dello stress e eventuali terapie farmacologiche sotto controllo medico, è possibile controllare efficacemente i sintomi e mantenere una buona qualità di vita senza rischi per la salute generale.

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