Raffigurazione di ernia iatale

Dolori di pancia

Ernia iatale cura

L'ernia iatale si cura con un'alimentazione priva di caffè, alcolici e bibite, cibi acidi, speziati e grassi, non fumando e assumendo alcuni farmaci.

di Redazione

18 gennaio 2016

Caratteristiche e possibili cause dell'ernia iatale

L'ernia iatale si verifica quando una parte dello stomaco passa attraverso il diaframma, il principale muscolo respiratorio, e si viene a trovare nel torace invece che nell'addome. In condizioni normali lo stomaco si trova completamente sotto al diaframma. Nella parte sinistra di quest'ultimo è presente una piccola apertura, lo iato, attraverso cui passa l'esofago e al quale è perfettamente aderente. In alcuni soggetti, per cause poco note, lo iato si indebolisce, si allarga e parte dello stomaco fuoriesce verso l'alto. Le cause della patologia potrebbero dipendere da predisposizione genetica, obesità, esercizio fisico pesante o sforzi durante la defecazione. Questo tipo di ernia è piuttosto frequente prima dei 60 anni d'età e può colpire fino a 6 persone su 10, sebbene spesso non dia alcun problema.

Le tre tipologie principali della patologia

Ci sono tre tipologie fondamentali di ernia iatale e cura relativa: 1. Ernia da scivolamento. Questa è la più diffusa, non è fissa e può muoversi in su e in giù, attraverso il diaframma. La piccola ernia di solito non dà problemi e non si avverte nemmeno. 2. Ernia fissa. La parte alta dello stomaco resta bloccata nel torace ma generalmente non provoca gravi sintomi. A volte però è l'esofago ad avere disturbi. 3. Ernia mista o complicata. È assai rara ed anche tutto lo stomaco può essere intrappolato nella cavità toracica. Nella maggior parte dei casi quest'ernia causa fastidi e può essere necessario intervenire chirurgicamente. Qualunque tipo di ernia iatale è più frequente al di sopra dei 50 anni e colpisce soprattutto la donna, specie in gravidanza, a causa della pressione addominale verso l'alto.

Quali sintomi può dare la malattia

L'ernia iatale, in particolare quella da scivolamento, non causa problemi alla maggior parte degli individui. In alcuni casi si avverte bruciore di stomaco e rigurgito acido. Nel caso dell'ernia fissa il paziente ha un reflusso gastro-esofageo cronico che potrebbe arrivare a provocare ulcere e sanguinamento e, in certi soggetti, anche asma. Raramente può causare anemia. Se l'infiammazione della parte bassa dell'esofago perdura a lungo, le ulcere e i restringimenti che si verificano rendono difficoltoso deglutire e far entrare il cibo nello stomaco. Può succedere che altre patologie dolorose, come dispepsia, dolore addominale, ulcera gastrica o problemi cardiaci vengano attribuiti dal paziente all'ernia che solitamente non dà gravi dolori. Solo il medico può effettuare una diagnosi differenziale.

Diagnosi dell'ernia iatale e cura più adatta

La diagnosi si effettua mediante radiografia con mezzo di contrasto. A questo esame è spesso abbinata la gastroscopia. L'ernia iatale si cura soltanto se provoca sintomi fastidiosi come frequente bruciore di stomaco e deglutizione difficile. È necessaria una cura anche per le infiammazioni e ulcerazioni dell'esofago. Alcuni farmaci riducono l'acidità gastrica e altri migliorano il tono dell'esofago riducendo il reflusso. Si sconsiglia di fumare, bere caffè, alcolici e bevande gassate, mangiare cioccolato e agrumi, cibi troppo grassi e contenenti menta e spezie piccanti perché tutti favoriscono il reflusso gastro-esofageo. I pasti devono essere più piccoli e frequenti e occorre evitare di coricarsi nelle prime ore dopo aver mangiato per non favorire il rigurgito acido.

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Domande frequenti

  • Quali alimenti devo assolutamente evitare per ridurre il reflusso associato all'ernia iatale?
    Per gestire i sintomi dell'ernia iatale, è fondamentale eliminare o limitare drasticamente gli alimenti che rilassano lo sfintere esofageo o aumentano l'acidità. Evita tassativamente caffè, alcolici, bevande gassate e fumo, poiché aggravano il reflusso gastroesofageo. Sono sconsigliati anche il cioccolato, gli agrumi, i cibi ricchi di grassi, la menta e le spezie piccanti. Questi elementi possono facilitare la risalita del contenuto gastrico nell'esofago, intensificando il bruciore e il disagio. Una dieta blanda e povera di irritanti chimici rappresenta la prima linea di difesa naturale contro i fastidi.
  • Come deve essere organizzata la giornata alimentare per chi soffre di ernia iatale?
    La gestione alimentare si basa sulla frequenza e sulle dimensioni dei pasti. È consigliabile assumere porzioni più piccole ma distribuite in momenti più frequenti durante la giornata, evitando di riempire eccessivamente lo stomaco che potrebbe così spingere ulteriormente la sua parte superiore attraverso il diaframma. Un accorgimento cruciale è non coricarsi subito dopo i pasti: attendere almeno due o tre ore prima di andare a letto permette alla digestione di procedere e riduce significativamente il rischio di rigurgiti notturni e bruciori di stomaco, proteggendo l'esofago dall'erosione acida.
  • Quando l'ernia iatale richiede un intervento farmacologico o chirurgico?
    Molte ernie iatali, specialmente quelle da scivolamento, sono asintomatiche e non richiedono cure specifiche. L'intervento diventa necessario solo quando compaiono sintomi fastidiosi come bruciore persistente, difficoltà di deglutizione (disfagia) o complicanze come ulcere ed emorragie esofagee. In questi casi, i medici prescrivono farmaci per ridurre l'acidità gastrica o migliorare il tono dell'esofago. L'intervento chirurgico è riservato ai casi rari di ernie miste o complicate, dove lo stomaco rimane bloccato nel torace e causa gravi ostruzioni o danni tissutali non risolvibili con la terapia medica.
  • Quali sono i fattori di rischio principali che favoriscono lo sviluppo dell'ernia iatale?
    L'ernia iatale deriva dall'allargamento dello iato diaframmatico, permettendo allo stomaco di risalire nel torace. I fattori di rischio includono una predisposizione genetica, l'obesità (che aumenta la pressione addominale), l'avanzare dell'età (è comune dopo i 50 anni) e il sesso femminile, specialmente durante la gravidanza. Inoltre, attività fisica pesante, sollevamento di carichi pesanti e sforzi costanti durante la defecazione contribuiscono ad aumentare la pressione interna, favorendo la protrusione dello stomaco. Mantenere un peso forma ed evitare sforzi fisici eccessivi sono quindi misure preventive importanti.

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