Descrizione dell'ernia iatale

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Ernia iatale e tachicardia

Ernia iatale e tachicardia, quali relazioni esistono tra il diffuso disturbo gastro-esofageo e l'aumento della frequenza del battito cardiaco? Ecco le risposte.

di Redazione

28 marzo 2017

Cos'è l'ernia iatale

L'ernia iatale è una particolare condizione anatomica che consiste nella risalita di una porzione dello stomaco dalla cavità addominale a quella toracica. E' un disturbo molto diffuso, non è considerato una patologia ma può esserne causa. Le tipologie di ernia iatale sono diverse e, di solito, vengono distinte in ernie iatali da scivolamento, paraesofagee, miste e da brachiesofago. La più diffusa è l'ernia iatale da scivolamento, una tipologia che colpisce maggiormente la popolazione femminile, caratterizzata dal passaggio di una porzione dello stomaco attraverso lo iato esofageo. Il passaggio provoca reflusso gastroesofageo ed esofagite; i sintomi più frequenti sono pirosi, reflusso acido e dolore retrosternale. Talvolta, quando la porzione di stomaco risalita arriva a comprimere l'atrio destro, si avverte anche tachicardia.

Cos'è la tachicardia

La tachicardia è l'aumento improvviso della frequenza dei battiti cardiaci, che, a riposo e senza una causa apparente, arrivano a superare i 100 battiti al minuti. Il soggetto sente, improvvisamente, il battito cardiaco che accelera, ha la sensazione che il cuore gli batta in gola o nel torace, avverte spossatezza e affanno, talvolta anche nausea, vertigini e sudori freddi. Uno o più episodi di tachicardia possono spaventare moltissimo ma non sempre le cause sono da cercare in un problema cardiaco. Talvolta è un sintomo indotto da altre patologie. Inoltre non è detto che sia un sintomo di malattia: l'aumento della frequenza cardiaca può essere causato normalmente da attività fisica, emozioni forti, stress, sforzo fisico, assunzione di sostanze eccitanti come tè e caffè e anche dal fumo di sigaretta.

Relazione tra ernia iatale e tachicardia

L'ernia iatale è causata da una porzione di stomaco che risale in alto e si posiziona in una zona del torace dove non dovrebbe trovarsi. A volte la porzione di stomaco, in genere dopo i pasti quando è più dilatata, esercita una pressione sull'atrio destro del cuore e sul diaframma causando extrasistole e facendo perdere al miocardio la normale contrazione. Anche se si è consapevoli di essere affetti da ernia iatale, in caso di ripetuti episodi di tachicardia, è sempre consigliabile consultare un cardiologo per escludere altre cause più o meno preoccupanti. La tachicardia, infatti, potrebbe essere indicativa di una patologia cardiaca e quindi necessitare di una diagnosi tempestiva. Ma potrebbe anche essere un sintomo di altre patologie tra cui ipertiroidismo, ipoglicemia, anemia, cambiamenti ormonali, disidratazione.

Come ridurre i sintomi

Per ridurre i problemi causati da ernia iatale e tachicardia è consigliabile: - fare pasti piccoli e frequenti; - evitare di assumere alcool, caffeina, cioccolato, cibi grassi, pomodori crudi e frutta acida; - masticare bene e lentamente ogni boccone, facilitando la digestione; - non andare a dormire prima che siano trascorse 2-3 ore dal pasto, per evitare tachicardia e reflusso gastro-esofageo; - non indossare abiti che causino compressione, anche minima, sull'addome, - evitare le bevande gassate,- migliorare la propria postura, anche con l'aiuto di esercizi mirati eseguiti con la guida di un fisioterapista o posturologo. Utili alcuni rimedi fitoterapici che possono favorire la digestione riducendo i problemi legati a ernia iatale e tachicardia.

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Domande frequenti

  • È possibile che l'ernia iatale causi direttamente la tachicardia?
    Sì, esiste una relazione meccanica diretta. Quando una porzione dello stomaco risale nel torace attraverso lo iato esofageo, specialmente dopo i pasti quando lo stomaco è più dilatato, può eserciare una pressione fisica sull'atrio destro del cuore e sul diaframma. Questa compressione può alterare la normale contrazione del miocardio, provocando extrasistoli o un aumento improvviso della frequenza cardiaca. È fondamentale distinguere questa causa meccanica da patologie cardiache primarie, poiché il sintomo, pur essendo fastidioso e spaventoso, deriva dall'interferenza gastrointestinale sulla struttura cardiaca.
  • Quali alimenti devo evitare per prevenire sia il reflusso che la tachicardia?
    Per minimizzare sia i sintomi dell'ernia iatale che quelli correlati alla tachicardia, è essenziale eliminare o ridurre drasticamente stimolanti e irritanti gastrici. Evita assolutamente alcol, caffeina (caffè e tè forte), cioccolato e bevande gassate, poiché rilassano lo sfintere esofageo e stimolano il sistema nervoso. Inoltre, limita i cibi grassi, i pomodori crudi e la frutta acida, che favoriscono il reflusso gastroesofageo. Una dieta leggera e ben masticata riduce il volume gastrico e l'acidità, diminuendo la pressione sull'atrio destro e prevenendo gli attacchi di palpitazioni.
  • Quando è necessario consultare urgentemente un cardiologo per la tachicardia?
    Anche se sai di soffrire di ernia iatale, non dare mai per scontato che ogni episodio di tachicardia sia dovuto esclusivamente al reflusso. Consulta immediatamente un cardiologo se le palpitazioni sono accompagnate da dolore toracico intenso, svenimenti, grave affanno o se si verificano senza una chiara connessione con i pasti. La tachicardia può essere sintomo di altre condizioni serie come aritmie, ipertiroidismo, anemia o disidratazione. Una valutazione medica è necessaria per escludere patologie cardiache sottostanti e garantire una diagnosi corretta, evitando di sottovalutare segnali potenzialmente pericolosi.
  • Come modificare le abitudini quotidiane per ridurre gli attacchi di tachicardia da ernia?
    Adotta strategie comportamentali specifiche per ridurre la pressione intra-addominale. Mangia pasti piccoli e frequenti invece di grandi cene, mastica lentamente e non sdraiarti subito dopo aver mangiato: aspetta almeno 2-3 ore prima di coricarti. Indossa abiti larghi che non comprimano l'addome e migliora la tua postura, eventualmente con l'aiuto di un fisioterapista, per favorire la posizione anatomica corretta degli organi. Queste accortezze limitano la risalita dello stomaco nello iato esofageo, riducendo così la compressione sull'atrio destro e prevenendo le extrasistoli e le tachicardie riflesse.
  • Esistono rimedi naturali o fitoterapici utili per gestire questi disturbi?
    Certamente, alcuni rimedi fitoterapici possono supportare la gestione dei sintomi agendo sulla digestione e riducendo l'infiammazione. Piante digestive e carminative aiutano a ridurre il gonfiore addominale, diminuendo la pressione sullo stomaco e sul diaframma. Tuttavia, è cruciale scegliere prodotti privi di stimolanti cardiaci. L'approccio migliore combina la fitoterapia con le modifiche dietetiche e posturali descritte. Prima di iniziare qualsiasi integrazione, consulta il tuo medico o farmacista per assicurarti che i rimedi naturali non interagiscano con eventuali farmaci in corso e siano adatti alla tua specifica condizione clinica.

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