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donne che amano troppo

Aggiornato il 16 gennaio 20144 capitoli5 domande frequenti
Educare i figli

Educare i figli

L'educazione dei propri figli non è assolutamente semplice da mettere in pratica. Fare il genitore è forse il lavoro più complicato del mondo, non c'è una scuola che può insegnare come svolgere al meglio tale compito, si tratta insomma di una condizione estremamente naturale, ma è anche vero che alcuni consigli provenienti più che altro da psicologi e medici possano essere piuttosto utili. Il rapporto tra genitori e figli è molto studiato dall'amibente psico-sociale, anche perché si sa come il carattere e la crescita di un bambino sia il risultato dell'educazione ricevuta. Questo fa ben capire come ci sia molta responsabilità da parte di due persone che hanno intenzione di mettere al mondo una nuova vita, anche perché le loro azioni, i loro comportamenti influiranno in maniera positiva o negativa proprio sul figlio. Nella maggior parte dei casi sono però di più le mamme ad avere un rapporto esclusivo con il proprio bambino, portandolo in grembo per nove mesi riescono a creare una simbiosi tale che il padre non potrà mai capire.

Donne che amano troppo

L'amore delle madri per i loro figli è davvero smisurato, per carità anche i padri provano lo stesso sentimento, ma sostanzialmente nei primissimi mesi di vita c'è un legame più profondo con la persona che li mette al mondo. E' proprio questo che genera le classiche figure di donne che amano troppo, mamme che sono totalmente coinvolte dal loro bambino, pensando a doverlo proteggere in continuazione anche laddove non ce ne sia realmente bisogno. Il problema di queste donne che amano troppo, espressione in realtà non proprio corretta, si tratta più che altro di una vera ossessione che di troppo amore, è che tendono ad essere iperprotettive anche quando il bambino inizia ad essere semplicemente autonomo. Questo è l'errore più grande che una madre possa commettere e purtroppo tale atteggiamento si protrae nel tempo, coinvolgendo il bambino nella sua totale crescita. Anche insomma quando si è più che maggiorenni il figlio si ritroverà a fare i conti con questa madre che è pronta a fare di tutto per lui, prendendosi tutte le responsabilità del caso, diventando uno scudo infrangibile contro qualsiasi tipo di attacco esterno.

Gli errori più comuni

E' semplice capire se si sta parlando di donne che amano troppo oppure di comportamenti assolutamente normali, basta un piccolo atteggiamento per comprendere a quale categoria tale madre appartenga. Se si tende a difendere sempre il proprio figlio anche quando quest'ultimo ha effettivamente sbagliato, dando la colpa agli altri e non al proprio "bambino", significa che non si ha molta obiettività di giudizio e si appartiene proprio alla categoria delle donne che amano troppo. Il tipico esempio è di quelle mamme che si recano a scuola per difendere i figli anche in situazioni in cui non dovrebbero, si ha insomma l'abitudine di accusare più che altro le maestre, quanto piuttosto far capire realmente al bambino l'errore commesso. Chiaramente questa situazione è poi visibile anche con il passare degli anni, addirittura quando si va all'università. E' ben comprensibile che atteggiamenti di questo genere non influiscano positivamente sulla crescita del figlio, abituato sin dalla nascita a poter avere praticamente la strada sempre spianata dalla propria madre, senza insomma dover muovere mai effettivamente un dito. Queste donne che amano troppo i figli si ritroveranno però in futuro ad essere un peso non indifferente per quest'ultimi, si sentiranno in diritto di poter metter bocca in qualsiasi loro faccenda e questo desterà un senso di grandissima insicurezza. Il figlio in questo modo non potrà effettivamente percepire di essere in grado di potersela cavare da solo, non avrà autostima e soprattutto non sarà autonomo. Questo è l'errore più comune che commettono le donne che amano troppo, alla fine si ritroveranno anche ad avere i propri figli contro, consapevoli che la loro incapacità di poter gestire al meglio le situazioni della vita siano legate alla figura onnipresente della madre.

Le possibili soluzioni

Cosa bisogna quindi fare per poter evitare di trovarsi in questa situazione? E' opportuno che la donna si renda conto di come non stia facendo del bene al figlio, anzi sta costruendo per lui un futuro di forti insicurezze ed incertezze. Deve essere in questo caso il marito a farle aprire gli occhi, quello che più di tutti vive questa quotidianità, provando perché no a contraddirla, a creare qualche astio, ma è importante che alla fine la donna si renda conto dell'errore. Anche l'aiuto di un'amica può essere fondamentale in tale situazione, ma è opportuno saper agire in maniera indiretta, provando inizialmente a scherzarci su per poi evidenziare alcuni punti, ma senza essere troppo invadenti. Le donne che amano troppo sono un problema per sé stesse e per gli altri, si rischia anche di non vivere mai in maniera serena e tranquilla, con l'ansia e lo stress che prendono il sopravvento su tutto a causa della costante preoccupazione per i propri figli. E' bene quindi riuscire a non soffocarli, rendendosi conto dell'errore che si sta commettendo, solo in questo modo ci sarà una via d'uscita.

Domande frequenti

  • Come faccio a distinguere tra una normale protezione materna e un comportamento di iperprotezione patologica?
    La differenza principale risiede nell'obiettività del giudizio e nel rispetto dei limiti evolutivi del figlio. Una madre iperprotettiva tende a difendere il bambino anche quando questi ha chiaramente sbagliato, scaricando la colpa sugli altri (come insegnanti o coetanei) invece di favorire la riflessione personale. Se noti che tua madre interviene sistematicamente per risolvere conflitti che tu dovresti gestire da solo, o se si presenta come uno 'scudo' contro ogni minima difficoltà esterna, anche in età adulta, si tratta probabilmente di un eccesso di controllo. Un sano approccio educativo prevede di guidare il figlio verso la responsabilità, non di eliminare gli ostacoli dal suo cammino.
  • Quali sono le conseguenze psicologiche per un figlio cresciuto sotto una madre iperprotettiva?
    I figli di madri iperprotettive spesso sviluppano una grave mancanza di autostima e autonomia. Essendo stati abituati a non dover affrontare le conseguenze delle proprie azioni o a non risolvere problemi semplici, faticano a sviluppare la fiducia nelle proprie capacità. Questo porta a un senso di insicurezza cronico e all'incapacità di gestire lo stress della vita quotidiana. In età adulta, possono sentirsi sopraffatti dalle responsabilità e provare risentimento verso la madre, percependola come un ostacolo alla loro indipendenza emotiva e pratica, pur dipendendo ancora inconsciamente dal suo intervento.
  • È possibile cambiare dinamiche consolidate di iperprotezione in età adulta?
    Sì, è possibile modificare queste dinamiche, ma richiede consapevolezza e pazienza da entrambe le parti. La madre deve rendersi conto che il suo comportamento, nato da amore, sta in realtà limitando la crescita del figlio. Il primo passo è riconoscere l'errore e iniziare a ritirarsi gradualmente, permettendo al figlio di prendere decisioni autonome, anche se comporta piccoli rischi. È fondamentale comunicare apertamente sui bisogni di indipendenza, stabilendo nuovi confini rispettosi. Senza un cambiamento attivo nell'atteggiamento materno, le vecchie abitudini continueranno a soffocare l'autonomia del giovane adulto.
  • Che ruolo può avere il partner o gli amici nel correggere l'iperprotezione materna?
    Il partner, vivendo quotidianamente la situazione, ha un ruolo cruciale nel far notare alla madre le conseguenze negative del suo comportamento. Può farlo introducendo dubbi costruttivi o discutendo apertamente delle scelte educative, cercando di aprirle gli occhi sulla necessità di lasciare spazio al figlio. Anche gli amici possono aiutare, purché agiscano con delicatezza e indirettamente, magari usando l'ironia per evidenziare certi eccessi senza essere giudicanti o invasivi. L'obiettivo è supportare la madre nel processo di consapevolezza, aiutandola a ridurre l'ansia che guida il suo controllo eccessivo.
  • Come può una madre iperprotettiva gestire la propria ansia senza controllare il figlio?
    L'iperprotezione nasce spesso da ansia e paura per il benessere del figlio. Per gestirla, la madre deve lavorare sulla propria sicurezza emotiva, capendo che permettere al figlio di sbagliare è essenziale per la sua crescita. Può cercare supporto professionale, come la terapia, per elaborare le proprie paure e imparare tecniche di gestione dello stress. Inoltre, dedicandosi a interessi personali e sociali fuori dal ruolo genitoriale, riduce l'ossessione per il figlio. Riconoscere che il figlio è capace di affrontare le sfide della vita, pur con le sue imperfezioni, è il passo chiave per liberarsi dall'ansia paralizzante.

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